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Ricomincia la manfrina sul ddl Zan e a noi viene in mente Lucio Dalla

Arte, Cultura & Società

Fossimo omosessuali, saremmo inviperiti dall’essere usati come utili idioti da una sinistra che sventola i nostri sentimenti come bandierine a seconda del momento politico

Ricomincia la discussione sul ddl Zan e, francamente, non se ne può più. Non è tutto già visto, già detto, già raccontato? Fossimo omosessuali, saremmo inviperiti dall’essere usati – usati come utili idioti – da una sinistra che sventola i nostri sentimenti come bandierine a seconda dell’opportunità e del momento politico.

«Il ddl Zan è una priorità», diceva Enrico Letta prima della tornata elettorale. Poi la nota vaticana, la campagna elettorale e un silenzio figlio della doppiezza. Ora si torna a parlarne, cercando il compromesso, da un lato, e premendo contro Lega e Fdi, dall’altro. La politica, a destra e a sinistra, è un po’ ipocrita per natura (è normale: è lotta per il consenso), ma fino a che punto si può continuare a prendere in giro la gente in questo modo?

Umanità etichettata

Fossimo omosessuali ne avremmo le scatole piene di tutte le Cirinnà e i Zan che ci usano per prendere voti, per vendere libri, per le photo opportunity davanti alle panchine arcobaleno nei parchi. Non c’è condivisione, grazia, amicizia, ma solo calcolo, strategia e lagna in questo circo messo in piedi da una sinistra cinica che non vede la persona, ma il suo genere, non vede il fratello, ma il suo istinto, non vede il mistero della condizione umana, ma la sua etichetta. TEMPI.IT


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