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Rita Tretola una voce fuori dalIa fiera delle vanità: l’intervista.

Politica

Continua il mio viaggio nella politica locale beneventana.

di Daniela Piesco

Il voto amministrativo a Benevento è fatto da grandi numeri e, inevitabilmente si carica di significati politici non solo locali per il peso sempre più nazionale che dovrà sostenere la città ,se si realizzassero almeno in parte le parole urlate in campagna elettorale.

Piuttosto per le elezioni comunali di Benevento: dieci liste supportano il sindaco uscente Clemente Mastella, (https://www.corrierenazionale.net/il-bene-che-non-e-piu-comune-conversando-con-il-sindaco-di-beneventoclemente-mastella/)cinque l’avvocato Luigi Diego Perifano, (https://www.corrierenazionale.net/la-primavera-non-bussa-lei-entra-sicura-intervista-al-candidato-sindaco-luigi-diego-perifano/)tre il dott.Angelo Moretti (https://www.corrierenazionale.net/la-parola-chiave-e-riconnessione-intervista-al-candidato-sindaco-angelo-moretti/)e due l’avvocato Rosetta De Stasio, tutti sfidanti , c’è da rilevare,molto agguerriti.

Ma vi è di più ! Sono seicento gli aspiranti alla carica di consigliere comunale :un record,per un posto a Palazzo Mosti.E senza essere dei matematici pluripremiati è facile intuire che la media è di un candidato ogni settanta aventi diritto al voto.Citando Ezio Spiezia verrebbe proprio da dire che la fiera delle vanità è ufficialmente aperta.(https://www.ottopagine.it/bn/cronaca/266227/hai-visto-chi-si-e-candidato-mamma-mia-ci-vuole-davvero-una-faccia-tosta.shtml )

Il viaggio che ho deciso di intraprendere nella politica locale della mia città ,(https://www.corrierenazionale.net/viaggio-nella-politica-locale-beneventana/) che ricordo essere una città dalla storia millenaria, una terra fertile e rigogliosa e allo stesso tempo fragile, devastata da terremoti e alluvioni e, sicuramente città di Santi e Demoni , avrebbe dovuto concludersi con la conoscenza e rappresentazione dei soli candidati sindaci .

Ma qualche giorno fa mi sono imbattuta nel comizio elettorale di una giovane donna sannita e ascoltando le sue parole ho capito che si può parlare ancora di passione politica ai nostri giorni,dove questa volta l’accezione del termine passione ha il significato di uno stato di forte sentimento o emozione che agisce sull’animo e determina un’azione attiva.

Non potevo non conoscerla meglio .

L’intervista.

1) Gentile Avvocato Rita Tretola, essendo quella per la quale scrivo una testata a diffusione nazionale, vorrei che i nostri lettori la conoscessero meglio. E dunque la prima domanda è d’obbligo: può parlarci di sé descrivendosi caratterialmente e professionalmente?

Sono un avvocato libero professionista, Dottore di ricerca in Medicina legale, componente Comitato di Ricerca Scientifica in medicina legale presso l’UNISANNIO, nata a Benevento nel mio amatissimo quartiere Rione Ferrovia, a cui mi sono sempre dedicata umanamente e professionalmente. Sposata e mamma di due splendidi gemelli e figlia amorevole di due anziani genitori. Amo profondamente la mia professione perché mi consente di dedicarmi agli altri, prima ancora che a me stessa, valore che considero fondamentale. Ed è proprio questo valore che, coltivato nel tempo, oggi mi porta a scegliere anche l’impegno politico.
Avevo 19 anni quando mio zio morì all’improvviso nel sonno e mia zia mi chiese di non essere lasciata da sola di notte. Ed io da allora, per ben 5 anni, ho trascorso tutte le mie notti accanto a lei. Mentre mi dedicavo a lei, sacrificando anche parte della mia vita privata, mi sono accorta che stavo cambiando e salvando me stessa. Quella occasione, grazie all’aiuto di mia zia, mi ha permesso di proseguire il mio percorso di studi.
Oggi questa città “dormiente” sta per morire ed io non posso più attendere che il sonno continui a portarsi via persone, sogni e speranze, soprattutto quelle dei miei figli. E sono certa che anche oggi, come allora, dedicarmi a qualcuno o a qualcosa sarà l’occasione per cambiare e salvarmi ancora una volta. Perchè “salvarsi” non è necessariamente fare qualcosa per sé stessi, ma scegliere di dedicarsi a qualcuno o a qualcosa per conoscere e riconoscere una nuova strada per andare avanti e dare valore a tutto quello che fai. Oggi scelgo di dedicarmi alla mia città , certa del percorso di impegno e responsabilità che ha sempre caratterizzato la mia persona.

2) Perché ha scelto di appoggiare proprio Angelo Moretti che ricordiamo essere in sella per la corsa alle amministrative di Benevento come candidato sindaco? Piuttosto quali sono i suoi obiettivi e le sue aspirazioni?

Angelo offre una visione a questa città che stiamo costruendo insieme. Alla fine, non sei più tu a scegliere di appoggiare lui ma scegli di portare avanti un progetto che non ha solo un fine elettorale ma un processo di cambiamento sul METODO di fare politica di questa città. Benevento ha bisogno di rinnovare il metodo della cultura politica, indicare chiaramente da che parte stare.
Ecco che gli obiettivi e le aspirazioni di Angelo Moretti diventano quelli di tutti noi: combattere l’abbandono ambientale attraverso una politica ecologista, ispirata all’Agenda 2030, che sappia valorizzare la vivibilità dei quartieri di piccole dimensioni, in uno alla ricchezza dei suoi fiumi; una politica che sappia valorizzare la bellezza del patrimonio paesaggistico, storico ed archeologico; che riparta dall’Università per la crescita culturale del capitale umano; che riscopra le relazioni e crei relazioni, che tuteli i più deboli.
Cosa posso fare io?
Il mio impegno è mettere in campo quello che so fare meglio e migliorarlo.
Sono un avvocato per cui mi occupo di regole, oggi discutere solo di regole non basta più!
Il comune denominatore è l’impegno sociale, porsi “al servizio” della comunità. L’obiettivo che mi pongo è ambizioso ma possibile e realizzabile: amministrare con cuore e tanto tanto coraggio.

3)Ad un passo dalla conclusione della campagna elettorale che pronostici fa o può fare?

Stiamo rinnovando lo scaffale della politica in questa città, come dice sempre Angelo, per cui i cittadini questa volta sapranno scegliere a chi affidarsi. “La politica è la più alta forma dell’amore” (Papa Francesco) e sono fiduciosa in un voto finalmente consapevole, libero, responsabile.

4) In una ipotetica giunta Moretti quali sarebbero le sue competenze e che ruolo vorrebbe ricoprire nell’immediato? In altre parole, cosa farebbe per i suoi concittadini? Quali sono le emergenze da evadere?

Nell’ambito della mia professione mi occupo di responsabilità medica. La gran parte delle ipotesi di responsabilità medica nascono dalla disattenzione, conseguenza dell’assenza di un corretto rapporto/dialogo medico paziente. È necessario puntare l’attenzione sul rapporto di cura medico paziente, anche attraverso la fortificazione del diritto all’auto-determinazione. La vera tutela dei soggetti si attua quando si crea una rete tra enti, istituzioni, sanità a favore dei soggetti più fragili. Ecco, sicuramente, le mie competenze sul campo saranno dedicate al welfare sanitario che è più che mai collegato alla responsabilità delle istituzioni locali.
La vera emergenza è riconnettere Benevento alla sua vocazione: città a misura d’uomo.

5) Qual è stata la sfida più impegnativa affrontata in questa campagna elettorale?

Trovare uno spazio proprio e difenderlo. Siamo troppi, tanti e forse questo crea sfiducia negli elettori che ci identificano in una sola categoria: “vi siete candidati tutti”. Si, è vero, lo siamo, ma personalmente ho scelto di impegnarmi in un progetto formatosi in uno alla frequenza assidua della scuola di formazione politica di CIVICO22, partita a gennaio 2021. Un percorso bellissimo, culminato nella mia volontà di adesione alla candidatura, ecco perché orgogliosamente affermo di non essere l’ennesima “candidata del 3 settembre”.
Ogni vuoto o mancanza che si crea può essere colmato da buone pratiche e processi.
Non importa se è un problema sociale, è un problema del governo, riguarda i giovani, il lavoro, ecc…..La città adesso lo sa: se CIVICO22 non ci sarà, mancherà ancora una volta un pezzo di storia.

6) È d’uopo elencare i vizi e i difetti della vecchia guardia se ci si propone come un rinnovato cambiamento. Ebbene Rita, perché Mastella deve cedere il passo?

È talmente ovvio che non credo sia necessaria una risposta.
La città è tra le ultime in classifica per:
• qualità di vita, eppure siamo un piccolo centro che potrebbe essere modello vita per dimensione e prossimità;
• qualità dell’aria, eppure non abbiamo fabbriche;
• il costo della TARI: in 5 anni è raddoppiato eppure siamo un comune virtuoso nella raccolta differenziata.
A titolo di esempio, avendo un territorio a vocazione rurale – con ampi spazi a disposizione – potremmo creare una filiera per la differenziata, quindi connettere il processo virtuoso di smaltimento già in atto con lo sfruttamento dei rifiuti come una vera e propria risorsa per ridurre il costo della TARI. Mettere in atto questi meccanismi di Economia Circolare è alla base della nostra linea politica.
Credo di essere stata esaustiva nel sottolineare solo pochi punti per dire che abbiamo bisogno di un amministratore che abbia cura della nostra città partendo dal migliorare ciò che abbiamo, sfruttando il territorio per la comunità e trasformarlo in risorsa da restituire alla comunità.

7) Come concilia lavoro professionale, attività politica e famiglia? Quali consigli darebbe alle donne che vogliono scendere in campo come lei?

Dove c’è passione c’è equilibrio.
Non è la quantità di tempo ma è la qualità del tempo che si decide di dedicare.
Nel momento in cui diamo la giusta attenzione agli impegni che connotano la nostra giornata possiamo dargli valore. Io seguo i miei genitori entrambi invalidi, sono mamma di due figli, contemporaneamente sono avvocato, studio per un concorso, collaboro sulla cattedra di Medicina Legale all’Università del Sannio, sono attiva nel sociale come volontaria, ma riesco a fare tutto. Quando ho deciso di fare una cosa mi fermo e mi dedico. Ed è proprio questo che tiene insieme il filo che collega tutti i miei impegni quotidiani: la cura del tempo. Credo sia implicito a questo punto il consiglio che darei a qualsiasi Donna, ovvero adoperarsi nel coltivare le proprie passioni dedicando ad esse il giusto tempo. Perché se c’è passione il tempo c’è. C’è sempre!

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