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Rush finale per la Sicilia, in piazza l’affondo di Grillo. Tensione nel Pd

Attualità & Cronaca

​RENZI ATTACCA I POTERI FORTI DELLE BANCHE

Si chiude la campagna delle Regionali in Sicilia e, nell’ultimo giorno prima del silenzio elettorale, Beppe Grillo e Davide Casaleggio sbarcano sull’isola per dare la volata a Giancarlo Cancelleri in una sfida all’ultimo voto con il competitor del centrodestra Nello Musumeci. Mentre a sinistra l’outsider Claudio Fava insidia Fabrizio Micari, il candidato di Pd e Ap. Grillo sale sul palco in uno show che infiamma la folta platea palermitana. “Aprite gli occhi e non li vedrete piu’”, urla. Il tutto mentre i tre leader del centrodestra lasciano l’Isola dopo essersi ritrovati tutti al tavolo di Musumeci. Micari chiude la sua campagna a Palermo con Matteo Richetti e Maurizio Martina. Pier Luigi Bersani e Nicola Fratoianni giungono invece a Palermo per la chiusura del loro candidato Claudio Fava.

Dopo la guerra dei sondaggi, le polemiche sugli impresentabili, le polemiche sul ‘voto utile’, ultimi comizi per la Sicilia. In piazza l’affondo di Grillo con Di Maio per spingere Cancelleri alla conquista di Palazzo d’Orleans. Nel centrodestra, la sfida per la leadership prevale sul ‘patto dell’arancino’ tra Berlusconi, Salvini e Meloni. Tensione nel Pd che teme il crollo nelle urne. La minoranza e’ pronta a discutere il leader, ma Renzi contrattacca sulle banche: ‘Chi ha sbagliato paghi, le alte burocrazie assumano le loro responsabilita”. Domenica seggi aperti nell’isola dalle 8 alle 22.

“Se gli italiani vogliono mandare a casa quelli che si sono votati il ROSATELLUM e farlo nascere già morto, chiedano ai siciliani di votare per noi domenica e vedrete come la legge che favorisce le ammucchiate sarà uccisa nella culla”. Così Luigi Di Maio, arrivando a piazza del parlamento, a Palermo, insieme ad Alessandro Di Battista e Giancarlo Cancelleri, ha risposte alle domande dei cronisti sulla promulgazione della legge elettorale da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  

“Penso sia una pessima legge. E penso che siano tutti d’accordo”. Lo ha detto a Palermo Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, cofondatore del M5s, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento sul “Rosatellum“, promulgato oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E poi, riferendosi alla scelta del Capo dello Stato, si e’ detto “rammaricato”.  

“I posti di lavoro sarebbero stati di più se le Banche avessero lavorato meglio. E invece qualcosa non ha funzionato”, attacca il segretario Pd Matteo Renzi nella sua consueta e-news. E ribadisce un principio già espresso più volte nei giorni ‘caldi’ della polemica sul governatore: “Chi ha sbagliato, paghi: non è populismo, è giustizia”. “Noi diciamo che troppe cose non hanno funzionato, e già ieri, nell’audizione di Banca d’Italia e Consob a proposito delle Banchepopolari venete, è emerso con chiarezza – almeno nella parte della discussione pubblica – che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre è stato all’altezza”, ribadisce l’ex premier su Facebook. “I manager e i banchieri che hanno sbagliato devono pagare, principio sacrosanto. Ma se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie di questo Paese devono smettere di buttare la croce addosso ai politici di turno e assumersi anche loro le proprie responsabilità”, prosegue.


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