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Russia-Ucraina: stare ai fatti e al principio etico della difesa del debole e dell’aggredito

Politica

Pubblicato da:

alle ore: 08:37

Chi si aspettasse sottostante solo uno spirito filantropico disposto a scarificare interessi USA per altri rimarrebbe certamente deluso.

L’interesse nazionale è certamente il principio guida prevalente, anche se non esclusivo.

Passare da ciò alla delegittimazione politica di ogni scelta degli USA perché motivata da un imperialismo più o meno camuffato mi sembra sbagliato e non corrispondente alla realtà.

Lo è particolarmente per il sostegno al popolo ucraino aggredito.  I fatti sono più duri di ogni possibile dubbio sulle motivazioni degli USA: a chiedere gli aiuti in modo ripetuto e testimoniato dalla disponibilità a mettere a disposizione per la resistenza anche la propria vita è il popolo ucraino.

USA, Gran Bretagna e UE non sono stati sordi e, a differenza delle aggressioni precedenti del 2014, con conquista russa della Crimea e il sostegno militare ai separatisti di due aree nel Donbass, l’Occidente democratico ha reagito.

I tentativi russi di influire sui processi politici in Ucraina non vanno dimenticati e proprio per difendersi da essi il governo democratico ucraino aveva ottenuto successivamente aiuti in armi e in addestramento.

Non va neppure dimenticato che tra le finalità strategiche degli USA come dei paesi europei democratici vi è la difesa della democrazia e della libertà, attraverso potenziamento della sicurezza, diventato importante in particolare dopo l’attentato alle “torri gemelle”, ma che considera anche le minacce che possono derivare realisticamente dalla Federazione russa, grande potenza nucleare.

Da ultimo il rilievo circa le insufficienze occidentali nel ricercare soluzioni di pace. Non mi pare che i leader di paesi europei non abbiano cercato soluzioni pacifiche, del resto non necessarie per Putin dato che gli ammassamenti di truppe ai confini russo-ucraini e bielorussi-ucraini erano funzionali solo a legittime esercitazioni.

L’affidabilità delle dichiarazioni russe è pressoché nulla. Quante volte corridoi umanitari di evacuazione concordata sono stati bombardati o chiusi da bombardamenti. Quante aggressioni deliberate alla popolazione civile inerme, con esecuzioni di massa, fosse comuni con centinaia di vittime ammucchiate quando non lasciate per strada, attacchi a strutture dove i civili pensavano di essere al riparo!

Mille dubbi sul disinteresse di USA o altri nell’aiutare la resistenza, aiuti non imposti ma fortemente supplicati, non giustificano la mancanza di indignazione per le atrocità e i crimini commessi da parte russa.

Ogni persona ispirata a valori dell’umanesimo, anche di cristiana origine, invece che indignarsi, coltivi atteggiamenti dubitativi o si presti a dare conferma di accuse che ripetono quelle di Putin, che qualifica i governanti ucraini come drogati, satanisti, nazisti.

I fatti sono duri e mille argomentazioni non li eliminano. Dobbiamo stare ai fatti e al principio etico della difesa del debole e dell’aggredito!

Renzo Gubert

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