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Salvini alza i toni contro il coprifuoco ma non strappa: “Fiducia in Draghi”

Politica

Il leader della Lega vede Giancarlo Giorgetti, garantisce sintonia con il suo vice e affronta il tema recovery plan. 

Il giorno dopo il ‘grand geste’ dell’astensione dei suoi ministri in Cdm, Matteo Salvini tiene la linea sul decreto Covid. Convoca la segreteria politica del partito – organo di cui fanno parte almeno una trentina di persone – e si fa confermare da tutti i dirigenti leghisti il sostegno alla sua battaglia sullo slittamento del coprifuoco alle 23 e sull’apertura dei ristoranti al chiuso in zona gialla. Poi nel pomeriggio incontra per circa un’ora il suo vice Giancarlo Giorgetti, dato tra i più scettici sull’astensione, e si dichiara soddisfatto della riunione, che ha per tema anche il Piano di ripresa e resilienza. La riunione è andata “molto bene, ci sono tanti progetti che sono stati accolti nel Recovery, altri ne aggiungeremo”, commenta con l’AGI.
 
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“La Lega resta assolutamente nel governo Draghi”, assicura, “siamo solo all’inizio”. Pur sbandierando “grande lealtà” all’esecutivo, il segretario leghista non mostra in alcun modo l’intenzione di abbassare i toni, respingendo al mittente le aspre critiche di Pd e M5s. E anzi li alza nuovamente: in primo luogo, aprendo un nuovo fronte, chiedendo le dimissioni del sottosegretario M5s alla Giustizia Anna Macina, rea di averlo accusato di aver visto materiale giudiziario dell’inchiesta sul figlio di Beppe Grillo, Ciro, accusato di stupro (l’avvocato della ragazza che ha presentato denuncia contro Grillo jr è la leghista Giulia Bongiorno). Poi Salvini torna ad attaccare i ‘rigoristi’ al governo, Dario Franceschini e Roberto Speranza, accusandoli di “ipocrisia”, e criticando il ministro dei Beni culturali perché il coprifuoco rischia di mandare all’aria la stagione estiva dell’Arena di Verona. “La nostra fiducia è a Draghi, non è ai chiusuristi o ai ‘pauristi'”, dice.

A chi gli chiede dell’imbarazzo di Giorgetti nell’annunciare l’astensione della Lega, Salvini risponde derubricando le ricostruzioni di stampa come “fantasie giornalistiche”. Entrambi gli staff, al termine dell’incontro pomeridiano, parlano di “clima sereno” e di “sintonia” tra i due leghisti. Al termine della riunione, il ministro dello Sviluppo economico liquida con una battuta chi lo avvicina per chiedere la sua opinione sul tema del coprifuoco. “E’ noto che io vado a letto presto”, scherza.  Nella Lega, in realtà, nel merito della questione riaperture, non sembrano esserci grandi divisioni. Tutto il partito sembra essere a favore dello slittamento del coprifuoco e di un allentamento delle restrizioni ai ristoranti. Così come tutti appoggiano la dura critica del presidente leghista della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, che ha parlato di “problema istituzionale” per il mancato rispetto dell’accordo sulle scuole. Semmai, ci sono diverse sensibilità sul metodo: qualcuno trova controproducente il continuo alzare i toni di Salvini (“Così non si sale nei sondaggi, anzi il contrario”), oppure che ha fatto notare che l’astensione in Cdm poteva essere evitata, visto che l’accordo sul decreto era stato raggiunto in sede di cabina di regia e festeggiato dallo stesso capo di via Bellerio solo pochi giorni prima.

Ma sul tema del rientro a scuola le posizioni sono unanimi. Durante la riunione dei leghisti, chi finisce nel mirino è invece la ministra azzurra agli Affari regionali, Mariastella Gelmini. “Si comporta come una ministra del Pd”, protestano gli ex lumbard, accusandola di non essersi fatta garante in Cdm dell’accordo raggiunto tra governatori e esecutivo centrale. 

Gelmini si sarebbe attirata peraltro qualche critica in seno al suo partito FI per la posizione espressa sul coprifuoco, che non rispecchierebbe – viene riferito – quella del partito, espressa oggi dal coordinatore nazionale Antonio Tajani. Il quale chiarisce infatti: “Forza Italia chiede che nel giro di una settimana/dieci giorni si verifichi la situazione della pandemia nel nostro Paese e si possa spostare, se le condizioni lo permetteranno, il termine della chiusura dalle 22 alle 23“. “Anticipare questa decisione significa poter aiutare tutto il mondo delle imprese – aggiunge -, significa aiutare settori che sono stati costretti a chiudere per troppo tempo a causa del coronavirus”.

AGI


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