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Segnalare posti di blocco stradali su Whatsapp non è reato

Attualità & Cronaca

La decisione del gip del tribunale di Agrigento su una chat frequentata anche da camionisti, autisti di ambulanze e mezzi di soccorso che si scambivano informazione sulla presenza delle forze dell’ordine sulle strade 

 Carabinieri posto blocco auto

“Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”: secondo il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, segnalare la presenza di posti di blocco stradali non è reato.

Nella lista degli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Luigi Troja, Calogero Lo Giudice, Calogero Meli, Paolo Ingrao, Giuseppe Montana e Giovanni Salvaggio) anche autisti di ambulanze o di mezzi di soccorso e camionisti.

Gli imputati, quasi tutti di Canicattì, in provincia di Agrigento, erano iscritti e partecipanti a un gruppo whatsapp, denominato “Uomini immiezzu a via” (Uomini in mezzo alla strada, ndr), e si sarebbero avvisati a vicenda, facendo veicolare le informazioni a terze persone, della presenza di uomini delle forze dell’ordine sparsi per il territorio. agi


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