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Stato di emergenza                                

Politica

  L’Opinione di Roberto Chiavarini

Carissimo Roberto, penso che la nostra nazione non abbia mai vissuto una simile emergenza come quella legata al Coronavirus.  Quale è la Sua opinione?  Vincenzo Santoro-Taranto

Caro Amico, mi scrive ancora una volta e mi sottopone ad uno sforzo mnemonico non indifferente.

Per Lei, lo faccio con piacere.

No, non è così come Lei dice. Altri momenti di grande crisi sociale, sono già avvenuti più volte in Italia, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Venga con me e facciamo quattro passi nella Storia recente e vediamo insieme gli Eventi che più hanno inciso nella vita degli italiani.

Mettiamo, dunque, ordine nella cronologia degli eventi che andrò a citare.

Ma, prima, mi faccia fare appello all’art. 21 della nostra amata Costituzione che recita:  

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Quella che segue, è la mia Opinione, salvo errori ed omissioni, naturalmente.

Partiamo dall’immediato dopo guerra (1939-1945).

  1. Nel 1946, cominciò la grande rinascita della nostra Nazione.

Uomini e donne si rimboccarono le maniche per una impresa titanica.

Dappertutto, i segni della seconda Guerra Mondiale, erano più che evidenti.

Macerie e ricordi di morti innocenti, erano ad ogni angolo delle città italiane.

Un lavoro immane.

La neo Repubblica Italiana, formatasi dopo vicende anche oscure, diede vita ai Governi che si susseguirono, negli anni a venire, gli uni agli altri ma, tutti, con lo stesso obiettivo: lasciare libero il Popolo di agire, affinché trovasse le energie per una pronta ricostruzione materiale e spirituale della Nazione.

Dunque, poco Stato e molto Privato.

Ed è così che circa sette anni dopo, l’Italia rifiorisce, si tira fuori dall’incubo delle Dittature.

Il popolo, raggiunge un benessere diffuso, che porta pari dignità e pari opportunità, anche attraverso le conquiste Sindacali.

Al sorgere dei primi anni ’60, si determina il cosiddetto “Miracolo Economico”, storicamente, meglio conosciuto come il “Boom Economico”.

Ma vediamo quali sono stati i momenti bui di questa nostra Nazione.

LE GRANDI CRISI SOCIALI IN ITALIA.

Arriviamo al 1968, quando le piazze si infiammano coi moti studenteschi e con le organizzazioni politiche estremiste di destra e di sinistra, che mettono a dura prova la tenuta democratica della nazione per oltre un decennio (un fuoco di passione ed esasperazione politica che, comunque, non si spegnerà mai più).

Si determina, così, la prima e vera emergenza sociale del dopoguerra, legata alla politica estremizzata.

Gianpaolo Pansa, così sintetizzerà il 1968, in un suo aforisma: “Il Sessantotto si è rivelato un tragico bluff, che ha distrutto la nostra Università ed ha dissolto il principio di autorità indispensabile a qualsiasi ordinamento sociale”.

Da quel momento, nulla sarà più come prima.

1978. Passiamo al 1978, momento in cui le Brigate Rosse, una formazione di estrema sinistra, rapisce l’On Aldo Moro, per poi giustiziarlo (si fa per dire) barbaramente.

L’azione temeraria terroristica, pone fine al grande progetto dell’On. Aldo Moro, che consisteva nel cosiddetto “Compromesso Storico”.

L’Italia civile si mobilita, grandi uomini di Stato dall’alto spessore morale insorgono, cercando di arginare l’espansione del Terrorismo.                                                                                                                                                             

Si determina la seconda emergenza sociale, legata al Terrorismo nazionale, che vede il Generale dei Carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, assoluto protagonista.

Da quel momento nulla sarà più come prima.

Vincenzo, mi segue? Si, bene. Andiamo avanti nella Storia.

1982. Nel 1982, il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, viene mandato in Sicilia nella sua nuova veste di Prefetto, per ripetere anche con la Mafia, i successi avuti contro il terrorismo Rosso. 

Ma arriva nel capoluogo siciliano, senza più la Divisa di Carabiniere e vive l’isolamento sociale che denuncia anche ai Giornalisti di chiara Fama.

Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, viene barbaramente trucidato a Palermo, assieme alla sua giovane seconda moglie, in un agguato organizzato dai Sicari della Mafia.

Negli anni a seguire, due Magistrati di Palermo su tutti, centuplicano le loro forze contro la Mafia, sono il Giudice Giovanni Falcone e il Giudice Paolo Borsellino.

Tra maxi Processi, indagini, arresti e complotti, si determina la terza emergenza sociale legata alla Mafia.   

Da quel momento nulla sarà più come prima.

1992. Nel 1992, dieci anni dopo l’assassinio del generale Dalla Chiesa, scoppia lo scandalo Sociale di Tangentopoli, che metterà a nudo la corruzione di una parte della politica italiana, mentre, contemporaneamente, vengono barbaramente uccisi, in due agguati distinti e successivi uno dall’altro, i Giudici Antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Una serie di attentati mafiosi, si svilupperanno nei mesi successivi in tutta Italia. Ogni aspetto della vita sociale e, soprattutto politica, sarà condizionato da quegli eventi.

Si determina la quarta emergenza sociale legata alla “Estinzione della classe politica” di quel tempo e alla “Strategia della tensione”.

Da quel momento nulla sarà più come prima.

2019/2020. A cavallo tra il 2019 e il 2020, si determina un altro periodo storico terribile, dal punto di vista sociale. Scoppia la questione legata alla Giustizia Italiana, che si trascina da anni ed apre, allo stesso tempo, scenari apocalittici, ai quali, comunque, non fa seguito la ipotizzata deflagrazione di quella Istituzione (per fortuna di tutti).

La Giornalista Liana Milella, in quegli anni, così titola il suo articolo su Repubblica: “Tutte le tappe del caos delle Procure…lo scandalo scoppia a maggio del 2019… che sconvolge la magistratura”.                                 

Contemporaneamente il Virus denominato “Covid”, determina una crisi sanitaria Internazionale senza precedenti. L’Italia affronta quello stato di emergenza, con palesi incogruità che finiscono per spaccare il Paese.

Ma non la Politica che, dopo 76 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, si coagula in un unico nucleo (tranne un piccolo partito di minoranza che resta alla opposizione) rinunciando, così, ad avere una opposizione parlamentare, per come l’avevamo conosciuta negli anni passati.

Da quel momento, nulla sarà più come prima e non conosciamo ancora quale sarà il nostro futuro. 

Dunque Carissimo Vincenzo, dal dopoguerra ad oggi, i grandi momenti di crisi sociale sono stati cinque, ed ognuno di essi, ha cambiato profondamente la nostra società Civile, incidendo sulla qualità della vita di ogni singolo cittadino.

Fin qui le crisi storico-sociali dal dopoguerra ad oggi.

Naturalmente, ho trascurato le tante situazioni intermedie, per una questione di spazio.

LE ANALOGIE TRA L’ERA DEL CORONAVIRUS E L’ERA DI TANGENTOPOLI.                                        

Torniamo per un attimo al 1992.

Se poi pensiamo a Tangentopoli, scopriamo che vi sono molte analogie con il Coronavirus di oggi.

A quell’epoca (il 1992) i “contagi” erano, si, virali, ma non erano di tipo Sanitario, bensì di tipo reputazionale.

Immagini che, l’avviso di garanzia, era il tampone del contagio da quel virus di quel momento storico, che contagiava, appunto, la reputazione ora di questo ora di quel politico, e/o ora di questo ora di quel dirigente, piuttosto che di un amministratore pubblico, di un industriale, di un imprenditore, di cittadini comuni…ma, molti dei quali, appartenenti alla stessa area politica-tecnico-Amministrativa.

I bollettini numerici degli avvisi di garanzia, si aggiornavano ad ogni spuntar del sole (come accade oggi con i Contagiati di Coronavirus) dagli Studi televisivi, perfino da quelli organizzati per strada, sotto le sedi dei più importanti Tribunali d’Italia (oggi dagli Ospedali).

Si badi bene che, un tampone sanitario operato su un cittadino, che risulti positivo, non significa che, questi, sia malato, così come un avviso di garanzia d’allora, non significava che, l’indagato, fosse colpevole.

Ma, in entrambi i casi, l’Avviso di garanzia e il Tampone, sono serviti rispettivamente, come sufficiente strumento di allarme sociale, ampiamente utilizzati dai media.

A correre per le vie della Nazione, oggi ci sono le Ambulanze delle Strutture Sanitarie, che viaggiano a sirene spiegate, creando, loro malgrado, angoscia tra i cittadini.

Nel 1992, a correre a sirene spiegate per le vie delle città Italiane, erano le auto dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza, creando, loro malgrado, angoscia tra i cittadini di allora, mentre i Politici e i parlamentari contagiati, si dimettevano dai loro incarichi, prima ancora che il processo a loro carico fosse istituito.

Dunque, in quell’anno del 1992, la Pandemia era di ordine Giudiziario, nel 2020 di ordine Sanitario.

Nel 1992, gli inviati speciali (molti dei quali alle prime armi), chiedevano di intervenire nei “Talk” costantemente sintonizzati con il pubblico, per proporre il fenomeno legato a “Tangentopoli”.

“Edizione Straordinaria, avviso di garanzia a Tizio piuttosto che a Caio”, così i moderni urlatori-strilloni delle TV nazionali, annunciavano quotidianamente ed ossessivamente il coinvolgimento di nuovi contagiati dal virus reputazionale.

Insomma, le modalità di affrontare le rispettive emergenze, tra Tangentopoli e il Coronavirus, sono molto simili.

Ma vediamo un’altra analogia che unisce Tangentopoli al Coronavirus:

Nel corso di Tangentopoli, senza che nessuno se ne accorgesse, si determinò il cosiddetto “Pensiero Unico” (proprio come oggi), che pose al centro dell’interesse nazionale, la cosiddetta questione morale, già arma potente utilizzata politicamente sin dagli anni ’70, che creò una spaccatura sociale tra la popolazione, di non poco conto.

Infatti, da una parte si schierò la Politica che sosteneva l’azione giudiziaria, e che ne enfatizzava i conseguenti “avvisi di garanzia”, sufficienti per i media di quel Tempo, per far cadere le teste dei “contagiati dal virus reputazionale” e, dall’altra, messa in un angolo, la Politica opposta e criminalizzata, come ladra ed eticamente e moralmente corrotta.

I cittadini, abbandonarono le loro ideologie, per non essere coinvolti dal virus reputazionale che identificava, come contagiati, tutti coloro che non si schieravano con il pensiero unico che, fisiologicamente, si era venuto a creare.

Chi, imprudentemente, diceva di essere orgoglioso di appartenere alla storia politica della Democrazia Cristiana, piuttosto che del Partito liberale, oppure del Partito Socialista (cosa che accade ancora oggi, a distanza di oltre 30 anni) e, quindi, contrario ai sostenitori politici della iniziativa giudiziaria, veniva immediatamente ritenuto contagiato da quel virus reputazionale e ne rimaneva marchiato a vita.

La maggior parte dei cittadini, si trasformarono in “tutti buoni” e “tutti vergini purificate”, un bagno di umiltà che fece trasfugare migliaia di elettori, dalle retrovie dei partiti corrotti, direttamente nelle fila delle forze politiche sane ed incorruttibili.

La stessa sorte toccò anche a molti politici (appartenenti a quei partiti delegittimati e criminalizzati), che passarono ad arricchire le opposte fila manettare, disconoscendo perfino il loro stesso passato politico.

Gli altri, tutti messi fuorigioco dalla vita Sociale e molti subirono negli anni a seguire, anche una persecuzione politica.

Come un banco di sardine che cerca di riorganizzarsi per sfuggire al caos indotto dai “Predatori”, così l’elettorato moderato di quel tempo, si trovò senza punti di riferimento nella politica di allora.

I cittadini, colti da un folle terrore e con il timore di essere coinvolti in qualche inchiesta, nazionale e capillare, d’altronde così come i Telegiornali e i Media prospettavano per i corrotti (il famoso tintinnio di manette), persero l’orientamento e, ciò, accadde anche a quegli individui che non si erano mai sporcati di nulla.

Tenga presente che, quella sindrome del terrore, si determinò poiché, tutti i cittadini d’allora, cercavano la raccomandazione politica, chi per un grande appalto, chi per un posto fisso, chi per un semplice certificato, chi per il permesso di mettere il vaso porta piante d’avanti all’uscio della propria abitazione.

Tutti, si sentivano un po’ con la coscienza sporca (chi è senza peccato scagli la prima pietra).

Ed è così che, nel 1992, tantissimi Italiani, anche se moralmente puliti, finirono per vaccinarsi con il siero della onestà e della moralità, pur non di rimanere contagiati da quel virus reputazionale.

L’IMPONDERABILE     

1994 – Accade l’imponderabile.

Chi si sentiva già vincitore al prossimo turno elettorale del 1994 (non avendo più, sulla carta, avversari competitivamente validi, perché rappresentati da una politica inquisita, sporca e corrotta, inchiodata e delegittimata) oltre ad imporre al pubblico televisivo la somministrazione concettuale del fenomeno “Tangentopoli”, enfatizzando e contrapponendo la propria pulizia morale, naturalmente, di contro, enunciava anticipatamente il proclama della imminente vittoria elettorale e lo faceva pubblicamente dalle TV di stato, affermando perentoriamente: Non vogliamo stravincere…ci basta solo vincere (mai vendere la pelle dell’orso prima d’averlo catturato)

Qualche giovane a cui racconto quei tempi difficili, mi chiede: Come finì?

Finì con la estinzione dei Dinosauri della Politica e dei loro Partiti, per come li avevamo conosciuti fino ad allora ma, di contro, a farla da padrone fu l’imponderabile, che è sempre dietro l’angolo, e i “Vincitori sulla carta”, finirono per perdere le Elezioni. E nulla fu più come prima.

Cosa accadrà nel prossimo futuro? E chi può dirlo…potrà accadere di tutto.

Intanto, diciamo che incalza a breve l’Elezione del Presidente della Repubblica e poi fra un paio d’anni si terranno le Elezioni Politiche, che potrebbero sedare verosimilmente le attuali tensioni sociali.

Da Cristiani (per chi lo è, naturalmente) dobbiamo essere certi che proprio nei momenti più bui e più tristi della Storia dell’Uomo, si alza solenne la voce della Provvidenza, che richiama i cuori degli Uomini Giusti all’esercizio della Fede, della Pietà e della Carità Cristiana.

Una cosa è certa.

Gli ostacoli umani, per quanto iniqui e ben studiati, così come quelli imponderabili imposti dal “Fato”, hanno un Tempo ed una Storia.

E, la Storia, molto spesso, si scrive da sola quando, Essa stessa, utilizzi come inchiostro, il sangue delle “vittime” del disastro sociale del proprio “Tempo”.

Perché, ogni Tempo che viva una crisi di dimensioni eclatanti, tenendo sempre estranei tutti i  torti e/o tutte le  ragioni, miete inevitabilmente tantissime vittime.

Perché, anche questo Tempo, passerà.

Roberta Chiavarini                                                                                                                                                              Opinionista di Arte e Politica


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