fbpx

Taranto – Nuova sala self al Panificio di Via Oberdan

Puglia

Nuova sala, si fa per dire, perché siamo nel Borgo Umbertino e se ci fosse spazio, nella cronaca di Taranto, mi piacerebbe avere lo spazio del borgataro per parlare del nuovo che avanza.

Perché il Borgo è lo specchio della città bimare, il salotto buono in qualche caso, per i tarantini spersi nei quartieri un po’ dormitorio, un po’ simili alle periferie del mondo.

E su quel marciapiede di Via Oberdan passa la storia del Pane, come potete leggere in questo articolo di Taranto Buonasera e della frutta.

Perché accanto alla sala c’è il fruttivendolo, di cui parlammo in altra sede anni fa.

Diciamolo che se si supera il secolo, gli urbanisti del ‘700 dicevano – e ne siamo davvero convinti –  che siamo di fronte ad un patrimonio da preservare.

E di fronte alle crescite urbanistiche impetuose e piene di errori è davvero significativo vedere più giovani tornare ad investire nel Borgo.

Qui c’è la città del futuro, del turismo del mare, del post industrialismo nefasto degli anni ’60

Questa lunga premessa per parlare di questa sala self accanto al Panificio di Via Oberdan, inaugurata stamattina con l’immagine dello scrivente, servizio n°1.

Qui siamo, tra l’altro, di fronte ad una novità autentica, forse, a dire dello stesso panificatore, unica in città, una sala self accanto al panificio.

È vero che moltissimi panificatori hanno aggiunto il servizio di rosticceria da prodotti da forno nel loro servizio da asporto, ma il consumo sul posto in una sala self è davvero altra cosa.

Occupi il posto e vai ad acquistare, un interfono interno ti avvisa che è tutto pronto da ritirare e quando finisci raccogli tutto e getti nei contenitori i rifiuti.

Pensiamo all’utilità di unire la praticità del fast food non al panino americano, ma alla pizza, alla parmigiana, alle polpette, alle cozze ripiene e così via.

Quanti anni sono passati, da quando, ricordi di mia moglie, borgatara da sempre, Nonna Luisa, da buona vesuviana arrivata a Taranto, sfornava il filone ‘napoletano’ e diceva “ che bellezz’ “

Di un Borgo sempre più vivo che, nel sistema urbano con la città vecchia o l’isola, era il cuore pulsante della città.

Ora ritorna a pulsare grazie alla quarta generazione, come quella che gestisce il Panificio Oberdan, che ha capito l’imbroglio di chi chiamava vecchio un quartiere per trasferirsi altrove.

Mentre il vecchio diventava storico e la storia è il motore di tutta l’umanità.

Redazione Corriere Nazionale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE