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Tra dubbi, sospetti e ritardi ingiustificati continua l’attesa per la canonizzazione del Beato Fra Giacomo Varingez di Bitetto

Arte, Cultura & Società

Continua la battaglia di tutta la Comunità dei Frati minori Francescani di Puglia e Molise per raggiungere l’agognato obiettivo di assistere finalmente dopo oltre tre secoli dalla canonizzazione del Beato Fra Giacomo Varingez, il cui corpo incorrotto è custodito presso il  convento francescano di Bitetto.

Una battaglia condotta con grande passione, con tanto amore intriso di preghiere, suppliche, opere di solidarietà e di carità tutte finalizzate a far conoscere le virtù di questo umile fraticello di Dio morto in odore di santità per i numerosi miracoli che gli vengono attribuiti .

Tra le tante iniziative promosse dai frati francescani in occasione del 525° anniversario della morte del Beato Giacomo, che si da per certa avvenuta nell’anno 1496, annoveriamo quello dell’Anno giubilare Giacomiano (evento straordinario per la Santa Chiesa) indetto con decreto della Penitenzieria apostolica, con decorrenza dal 27 aprile 2020 al 27 aprile 2021, lo stesso decreto  concedeva nel contempo anche l’indulgenza plenaria quotidiana a chi vi partecipava.

La predetta data in considerazione della straordinaria partecipazione dei fedeli alle varie celebrazioni e veglie di preghiera è stata prorogata al 31 dicembre 2021. Bellissima la supplica che viene recitata in tutte le cerimonie liturgiche organizzate nell’ambito dell’Anno Giacomiano: ”Beato Giacomo i tuoi passi  hanno percorso le nostre  strade , le tue mani hanno bussato  alle nostre case,

Ti preghiamo torna a visitare le nostre esistenze , tu conosci le nostre sofferenze , chiedi per noi il dono  della consolazione   che fascia le ferite , l’amore del Padre che sostiene nel dolore, avvolgi con la tua preghiera chi a te ricorre.  In concomitanza con l’anno giubilare  i franti minori francescani per assecondare le numerosissime richieste pervenute da parrocchie e conventi delle regioni nelle quali  il  Beato Giacomo è particolarmente venerato hanno organizzato la “peregrinatio”  della venerata reliquia del dito del Beato Fra  Giacomo Varingez , un percorso itinerante di preghiera. Attesa con grande devozione l’iniziativa sta riscuotendo  un successo straordinario che va oltre ogni previsione sia  per il numero di richieste pervenute, che ancora  oggi si sta cercando di assecondare, sia per la grandiosa platea di fedeli che vi stanno partecipando.

Tra le numerose “peregrinatio” in chiese strabocchevoli di fedeli che cantano e pregano citiamo : la Basilica Pontificia della Madonna del Pozzo  a Capurso; il Santuario della Madonna delle Grazie a Manfredonia; la Comunità parrocchiale di S. Antonio in quel di Campobasso; la Chiesa di San Leone Magno a Bitonto; la Basilica della Madonna dei Martiri  a Molfetta; il Monastero di San Luigi a Bisceglie.

Nel corso delle celebrazioni religiose e degli  incontri spirituali sono state ribadite le virtù  eroiche che hanno fatto grande il Beato Giacomo e che giustificano il fatto che nonostante gli inspiegabili ritardi ed omissis il Nostro  per i suoi fedeli è già, comunque,  Santo da cinque secoli.

Una Santità che si poggia su basi solide non solo per gli innumerevoli miracoli che gli vengono ascritti  ma soprattutto per i tratti salienti della sua straordinaria personalità e per il suo stile di vita caratterizzato dalla preghiera, dalla meditazione, dai sacramenti,  specialmente l’eucarestia, dall’amore per Gesù Crocifisso,  da umiltà, semplicità, amore per il prossimo e per in suoi confratelli , il distacco dal mondo e dalle sue tentazioni, la preghiera estatica  per la Vergine Maria che fin dall’infanzia  aveva scelto come consigliera  maestra e madre  ed un particolare incanto per la natura che lo resero non già un essere solitario ma al contrario lo spinsero ad essere maggiormente sensibile alla pratica della carità  e al servizio dei poveri e dei diseredati.

Dio, inoltre, lo volle  arricchire anche del dono  della profezia e dei miracoli come riportato in diversi documenti ed atti ufficiali  nei quali gli vengono riconosciuti bel sessanta miracoli, Ciononostante  inspiegabilmente la Chiesa tarda a riconoscere la Santità del Beato Giacomo di Bitetto ed a procedere alla sua canonizzazione. Un iter tormentato che non ha precedenti nella bimillenaria storia della Chiesa basti pensare che  il processo canonico fu avviato solo il 1629, ben oltre un secolo (123 anni) dalla sua morte avvenuta il 1496 e dalla scoperta del suo corpo incorrotto,  poi inspiegabilmente  fu sospeso e ripreso nel 1694,ad oltre mezzo secolo dal suo avvio; e finalmente   durante il vescovado di Mons.

Odierna; a conclusione del lungo iter  processuale, riconosciuti i carismi di Giacomo Varingez e la secolare devozione di Bitetto e dei paesi vicini, il 29 dicembre del 1700, confermato il culto ad immemorabili  del Beato Giacomo Illirico di Bitetto, Papa Clemente XI lo dichiarò Beato. Dal 1700 si è dovuti giungere al 1998 per concludere la enciclopedica “Positio super vita virtutibus  et fama sanctitatis” che conteneva l’ampia ed articolata documentazione raccolta e che confermava la Santità  del Beato Giacomo. La Positio ottenne il Decreto sulla sua concretezza e validità il 18 dicembre 1998 da parte della Congregazione delle cause dei Santi.

Successivamente in data 19 novembre 2008 (intanto erano trascorsi quasi altri 10 anni) il Congresso Ordinario della Congregazione  riunitosi per discutere sull’eroicità delle virtù del Beato  Giacomo raggiunse l’unanimità  dei voti positivi  da parte dei consultori storici e teologici . Superato questo ulteriore e fondamentale passaggio ci si è dedicati alla valutazione  del presunto miracolo  di una guarigione avvenuta a Bitetto, quasi sessant’anni  or sono, di un bimbo investito e ridotto in fin di vita da un motociclo, attraverso un dettagliato “ summarium super miracolo” ( caso clinico, testimonianze, , giudizio dei medici legali ed altro) .

In data  8 marzo 2012 si riuniva la Consulta Medica  della Congregazione dei Santi , la quale sul caso clinico  su esposto, ha inaspettatamente espresso  giudizio sospensivo  per i dati esigui  sulla diagnosi , prognosi e terapia  e guarigione  e, pertanto , non si è espressa  sull’inspiegabilità  o meno del presunto miracolo.

Tale decisione ha lasciato un po’  tutti perplessi perché la dinamica e la storicità dei fatti, la documentazione raccolta compresa quella medica  lasciava poco spazio a piroette fantasiose  rivelandosi di una concretezza ineccepibile.  Il processo di santificazione del Beato Giacomo sembrava  giunto ormai quasi alla sua conclusione, ad un  punto senza ritorno; si era solo in attesa che Papa Francesco stabilisse la data del grande e santo evento.

Anzi in molti erano convinti che il Papa avrebbe canonizzato il Beato Giacomo il 27 aprile 2014 nello stesso giorno in cui salivano alla gloria degli altari Papa Giovanni XXIII° e Papa Giovanni Palo II, due pilatri della fede cristiane, le cui numerose virtù eroiche avevano suscitato vasti movimenti in tutti il mondo ne che chiedevano la canonizzazione.

La loro Santificazione non ha dovuto attendere 5 secoli ma si è concretizzata in pochi decenni.

Per il Beato Giacomo ci vorrà forse ancora tempo, viene richiesta “molta pazienza e tanta fede; la pazienza si sa è la virtù dei forti; la pazienza si sa la si può perdere ma si può perdere anche la fede.

Marcario Giacomo

Redazione de Il Corriere Nazionale


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