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Trasparenza, valori Ue e pluralismo: Strasburgo chiede nuove regole per i partiti politici europei

Politica

 

STRASBURGO – Migliorare il monitoraggio delle donazioni, trattenere i fondi quando i partiti non rispettano i valori dell’Ue e ridurre gli ostacoli amministrativi. Queste, in sintesi, le misure contenute in una risoluzione che valuta le regole esistenti sullo statuto e il finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni europee, approvata dal Parlamento europeo con 428 voti a favore, 92 contro e 49 astensioni.

Rispetto dei valori europei
I deputati sottolineano che il finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni europee è subordinato al rispetto dei valori europei. Accolgono con favore il rafforzamento delle disposizioni di monitoraggio e la procedura per le infrazioni, comprese le sanzioni e il recupero dei fondi. Tuttavia, le regole dovrebbero essere adattate per garantire anche il rispetto dei valori dell’UE da parte dei partiti nazionali costituenti di ogni partito politico europeo. Per raggiungere questo obiettivo, i deputati chiedono di rafforzare i poteri dell’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee.

Trasparenza delle donazioni
Il potere di controllo dell’Autorità dovrebbe essere più efficace sulle donazioni aggregate oltre i 3.000 euro, soprattutto quando si osservano aumenti improvvisi del numero aggregato di piccole donazioni. Il Parlamento ribadisce la richiesta di vietare tutte le donazioni da entità extra UE, e suggerisce che l’Autorità pubblichi le donazioni fatte dallo stesso donatore contemporaneamente a un partito politico europeo e ai suoi partiti nazionali membri. I deputati chiedono anche di istituire entro il 2027 uno strumento per verificare che le donazioni che superano i limiti di trasparenza non siano fatte a diverse entità giuridiche nel tentativo di aggirare le regole.

Sviluppare una sfera pubblica veramente europea
Il Parlamento invita la Commissione a valutare sistemi di finanziamento basati sul voto, e propone di eliminare il divieto di finanziare campagne referendarie su questioni relative ai trattati UE; di rendere più facile per i partiti politici transnazionali esistenti registrarsi come partiti politici europei; di risolvere la questione delle regole che limitano l’adesione individuale ai partiti europei; e di consentire ai membri di paesi europei non appartenenti all’UE (compresi gli ex membri dell’UE) di essere affiliati a un partito o a una fondazione.

Prossime tappe
Il regolamento 1141/2014 stabilisce l’obbligo per il Parlamento di valutare le regole attuali, e per la Commissione di redigere successivamente la propria relazione, accompagnata da una proposta legislativa. La Commissione dovrebbe farlo il 23 novembre.  


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