Purtroppo il corpo trovato ieri (22 giugno 2021) in Presolana è di Alessandro Fornoni, il 46enne di Ardesio del quale non si avevano più notizie da domenica 4 ottobre, quando era stato segnalato alle autorità il mancato rientro da un’escursione in montagna.

Le ricerche si erano concentrate nella zona della Presolana. Erano proseguite per giorni coinvolgendo volontari, operatori del soccorso alpino, militari (carabinieri e finanza), elicotteri e droni, purtroppo senza dare esito. Le operazioni erano state rese complicate dalle nevicate dei giorni successivi. Alcuni canaloni, pieni di neve, erano stati indagati anche con le sonde.

Oggi, martedì 22 giugno, due rocciatori in fase di discesa lungo il cengione Bendotti, a quota 2050 metri, hanno fatto la triste scoperta. Coinvolti nelle operazioni di recupero (non semplici) e accertamento i carabinieri della stazione di Ardesio, gli operatori della VI delegazione orobica del Soccorso Alpino e una squadra del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Il giorno stesso della scomparsa, in quota era nevicato; nei successivi mesi invernali, nonostante l’attenzione non fosse mai venuta meno, era diventato ancora più complicato ritrovarlo. Con l’innalzamento delle temperature e l’arrivo dell’estate, le probabilità sarebbero di certo aumentate e allora da domenica scorsa il Soccorso Alpino, VI delegazione orobica, in collaborazione con il Sagf – Soccorso Alpino Guardia di Finanza, aveva organizzato un’esercitazione congiunta proprio alla base della parete nord della Presolana, nell’area in cui si riteneva fosse possibile ritrovarlo. In particolare, la Guardia di Finanza aveva messo a disposizione, oltre ai soccorritori, anche il personale specializzato del TAS (Tecnologia applicata al soccorso), con sofisticate apparecchiature per la raccolta e l’elaborazione dei dati. Nel pomeriggio, in contemporanea alle operazioni, per caso due alpinisti che stavano scendendo lungo la linea di calata delle doppie del cengione Bendotti, lo hanno individuato e hanno subito avvertito. Il corpo è stato recuperato in parete da un equipaggio misto CNSAS- SAGF e portato a valle con un elicottero AB412 della Sezione Aerea di Venegono, in ottemperanza al nuovo protocollo d’intesa nazionale.