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Un migliaio di maiali a Roma saranno abbattuti per il timore della peste suina

Attualità & Cronaca

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alle ore: 04:01

Il commissario per l’emergenza Ferrari all’AGI dopo il caso di due animali infetti nel Parco dell’Insugherata dove era scoppiato il focolaio provocato dai cinghiali: “Agiremo nel giro di cinque giorni”.

di Stefano Benfenati

Maiali d’allevamento

AGI – Dopo il riscontro di due maiali infetti da peste suina in un allevamento (di tipo familiare con 8 capi complessivi) dentro il parco dell’Insugherata nella zona di Roma dove era scoppiato il focolaio dai cinghiali ora partirà in tempi brevissimi un piano che prevede l’abbattimento di un migliaio di suini presenti nell’area perimetrata. Lo annuncia all’AGI il Commissario straordinario all’emergenza, Angelo Ferrari.

“Il piano di abbattimenti – ha spiegato Ferrari – adesso prevede un cronoprogramma molto attento e gli allevamenti di suini presenti nella precedente area infetta verranno tutti abbattuti nel giro di cinque giorni. Parliamo dell’area infetta metropolitana di Roma che comprende il raccordo anulare e ancora un spicchio che si prolunga verso il lago di Bracciano. Dobbiamo abbattere velocissimamente tutti i suini presenti nell’area infetta. Ieri l’Asl – ha detto Ferrari – ha stimato un numero di suini attorno ad un migliaio. Poi dovremo abbattere i cinghiali fuori dall’area infetta”.

Il Commissario ha spiegato che l’abbattimento “significa che le carcasse vengono poi incenerite: è una misura più coercitiva rispetto alla macellazione proprio per evitare che ci siano ulteriori capi infetti nei suini. Più agiamo in maniera determinata e incisiva – ha concluso – meno speriamo che siano i danni di carattere commerciale che avremo”.

In arrivo, inoltre, il decreto sulla biosicurezza per la gestione degli allevamenti contro la peste suina. “Il decreto sulla biosicurezza voluto fortemente dal sottosegretario Costa – spiega Ferrari – verrà presentato in Conferenza Stato Regioni, poi sarà subito attivo. È già stato scritto ed è già pronto. L’obiettivo del decreto – continua – è quello di poter mettere in sicurezza tutti i nostri allevamenti”.

“Oggi – sottolinea il Commissario – dobbiamo guardare con particolare attenzione a tutte quelle norme che non sono solo igieniche ma anche formazione e conoscenza, reti, sistemi, che mettono in condizione i nostri allevamenti di rappresentare una sorta di fortino nei confronti della peste suina“. Il Commissario ha infine spiegato che oggi si riunisce l’unità di crisi nazionale poi subito dopo la cabina di regia di Roma per la gestione dei casi.

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