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Un sociologo quanto può saperne di relazioni internazionali?

Attualità & Cronaca

Pubblicato da:

alle ore: 17:58

Il caso assai discusso di Alessandro Orsini, insegnante di “Sociologia del terrorismo” all’Università Luiss di Roma, da alcune settimane ospite fisso del programma Cartabianca su Rai3 è forse uno degli specchi più sconcertanti di un’Italia che, a quanto pare, ha parecchi problemi riguardo alla corretta circolazione di argomentazioni basate sulla comprovata esperienza in campi specifici. Il dipinto “Confusione mediatica” di Giovanni Gronchi Herrera ci fa riflettere sull’impatto del fenomeno sull’opinione pubblica.

Tale considerazione non si fonda tanto quindi sulle posizioni eterodosse sulla guerra in Ucraina, e nettamente distanti dalla narrazione monocorde dei media mainstream, che Orsini sostiene, ma piuttosto sul dubbio di quanto possa veramente saperne un sociologo di relazioni internazionali. Si tratta effettivamente di ambiti di studio e di azione diversi, aldilà di similitudini superficiali e assimilazioni semplicistiche di sorta.

Prima con la pandemia, ma non solo, ora purtroppo in altre tragiche vicende, i canali di radio e TV ci hanno sommersi di pareri e commenti da parte di personaggi presentati quali esperti, tutti mediamente di ottima cultura e favella, però talora privi di una competenza in materia tale da rendere più attendibili o autorevoli certe loro affermazioni rispetto a quanto possa pensare od esprimere un qualunque cittadino, se ben informato e dotato di adeguata scolarizzazione.

Sembra che il vizio tutto italiano della chiacchiera da bar, nobilitata a discorso da talk show in prima serata, sia diventato funzionale alla macchina mediatica, che senza troppi patemi prolifera e guadagna grazie a tutto quanto fa spettacolo. E bisogna pertanto interrogarsi sulle opportunità e gli aspetti etici connessi alla diffusione di queste tendenze.

Infatti, in un’epoca di fake news e opinioni non verificate, dove anche il più prestigioso quotidiano italiano riesce a malapena a uscire dalla propria ombra e dalle proprie pagine web, i programmi TV e radiofonici sono quelli che hanno le migliori possibilità di raggiungere ogni angolo del Paese con i loro contenuti: non solo danno maggiori certezze che un’idea sia ascoltata da quante più persone possibile, ma ci fanno ridere quando siamo stressati e ansiosi, così come pure ci fanno pensare a ciò che è importante e vero nella vita.

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