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Un test anti-satellite russo ha lasciato migliaia di pericolosi detriti nello spazio

Scienza&Tecnologia

La Russia ha fatto il testo nonostante i ripetuti allerta statunitensi sul fatto che questo genere di test può essere un rischio non solo per i satelliti, ma per gli stessi astronauti 

© Sputnik / Sputnik via AFP 
– Un missile russo

Un test militare russo compiuto nello spazio ha lasciato in orbita migliaia di pericolosi frammenti. Un missile lanciato da Mosca ha distrutto un satellite ma ha anche innescato una pioggia di detriti che ha costretto i membri dell’equipaggio della Iss, la Stazione spaziale internazionale, a cercare riparo e prepararsi a una possibile evacuazione.

Secondo Washington, la Russia ha testato un missile anti-satellite ad ascesa diretta, che ha colpito il satellite sempre russo e creato la pioggia di detriti nella bassa orbita terrestre: “Ci sono già  più di 1.500 pezzi di detriti orbitali tracciabili e probabilmente se ne scateneranno centinaia di migliaia più piccoli”, ha tuonato il Dipartimento di Stato.

La Russia ha fatto il testo nonostante i ripetuti allerta statunitensi sul fatto che questo genere di test può essere un rischio non solo per i satelliti, ma per gli stessi astronauti.

“Pericoloso, avventato, irresponsabile”: gli aggettivi usati a Washington si sprecano. La stessa agenzia spaziale russa Roscosmos ha rilevato come la pioggia di detriti abbia costretto astronauti e cosmonauti a trovare rifugio mentre la Iss attraversava il campo dei detriti.

I satelliti sono gli strumenti che forniscono alle persone in tutto il mondo servizi preziosissimi, da quelli telefonici e a banda larga alle previsioni del tempo, passando per i sistemi GPS e le comunicazioni radio e di televisioni satellitari.

L’amministratore della Nasa, Bill Nelson, si è detto “indignato”: “È incredibile che la Russia metta in pericolo non solo gli astronauti americani e quelli dei partner internazionali sulla Iss, ma anche i loro stessi cosmonauti”.

Attualmente ci sono sette astronauti sulla Iss, gli americani Mark Vande Hei, Raja Chari, Thomas Marshburn e Kayla Barron; insieme ai russi Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov e al tedesco Matthias Maurer dell’Agenzia spaziale europea.

I detriti “rimarranno in orbita per anni e potenzialmente per decenni“, mettendo a “rischio significativo” l’equipaggio dell’Iss e le altre attività di volo spaziale dell’uomo, ma anche i satelliti di “più Paesi”, ha tuonato Us Space Command.

Il comando dell’esercito Usa fa adesso sapere che “monitorerà la traiettoria” dei frammenti e che “lavorerà per garantire” che tutti i Paesi che hanno interessi nello Spazio “dispongano delle informazioni necessarie per salvaguardare le loro attività in orbita se colpite dalla nuvola di detriti”, un servizio -aggiunge la nota pubblicata sul sito di Us Space Com -che “gli Stati Uniti forniscono al mondo, comprese Russia e Cina”.  


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