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Una Corte penale per Putin

Mondo

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alle ore: 03:03

La Corte penale internazionale apre l’inchiesta su Mosca. Zelensky: abbiamo rotto i loro piani.

La conferma dal segretario, Jens Stoltenberg: “Sosteniamo il governo ucraino con aiuti militari”. Macron: “Non siamo in guerra con la Russia”. Il ministro degli Esteri di Mosca, Peskov: “Possiamo contrastare qualsiasi pressione occidentale” ma ammette: “l’economia russa duramente colpita dalle sanzioni”

© SERGEY BOBOK / AFP – Kharkiv sotto i bombardamenti

AGI – La Terza Guerra Mondiale sarebbe “nucleare e devastante” ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, poco dopo che uno dei suoi vice aveva avvertito del pericolo di uno scontro tra Russia e Nato.

L’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che in serata si terrà un secondo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina. Lo hanno riferito media russi.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stamane ha affermato che i negoziatori russi saranno in Bielorussia questa sera e attenderanno le controparti di Kiev.

Per il Cremlino, però, il governo di Kiev “non cerca una soluzione equilibrata”. L’ambasciatore russo presso l’Onu, Gennady Gatilov, ha affermato di “non riscontrare da parte del regime ucraino alcun desiderio di trovare una soluzione legittima ai problemi”. E aggiunge: “È giunto il tempo di rimuovere le armi nucleari dall’Europa”. La Turchia, intanto, ha escluso la ripresa dei negoziati tra le delegazioni perché le richieste del presidente russo, Vladimir Putin, “sono irrealistiche”.

È stata un’altra notte di missili che si sono abbattuti soprattutto su Kiev, nel mirino l’aeroporto, e Kharkiv, dove è stato colpito un edificio residenziale. Nella giornata di ieri colpita anche la torre della Televisione in un attacco che ha causato 5 morti. Colpito anche il memoriale della Shoah. Paura per la cattedrale di Santa Sofia. La Commissione europea, intanto, vuole modificare il React-Eu per accogliere i rifugiati in fuga dall’Ucraina che, secondo i dati di Unhcr, sono quasi 680 mila.

Nel frattempo, moltissime aziende hanno annunciato di fermare la loro attività in Russia: dopo l’annuncio di Apple. Poi il gigante petrolifero statunitense ExxonMobil ha fatto sapere che abbandonerà gradualmente un importante campo petrolifero che gestisce in Russia per conto di un consorzio che comprende compagnie russe, indiane e giapponesi, il progetto Sakhalin-1. Spicca anche l’annuncio di Boeing, l’azienda aerospaziale americana, che ha sospeso il supporto tecnico e di manutenzione per le compagnie aeree russe.

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