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Unesco, i portici di Bologna sono patrimonio dell’umanità

Arte, Cultura & Società

Dopo i cicli pittorici trecenteschi di Padova e le terme di Montecatini l’Italia quest’anno incassa l’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco anche dei portici di Bologna. Lo ha annunciato la stessa organizzazione internazionale, che sta tenendo a Fuzhou in Cina la 44esima sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale.

“Con il riconoscimento di oggi, l’Italia ottiene il terzo sito in questa sessione Unesco” ha commentato la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che segue per l’Italia i lavori del Comitato Unesco.
“Grazie all’impegno e al lavoro degli uffici del MiC, della diplomazia, dell’assessore Orioli con gli uffici del comune – spiega la Borgonzoni -, Bologna e i suoi portici trovano il posto che spetta loro”.

I portici sono un sistema, creato nel Medioevo (le prime notizie sono del 1041), per “prolungare” la superficie degli edifici privati ed offrire riparo dalle intemperie e dal sole, oltre a rendere più abitabili i pianterreni, isolandoli dalla sporcizia e dai liquami delle strade.

Bologna è la città che ha più portici al mondo: più di 38 chilometri solo nel centro storico, che diventano 62 se si aggiungono quelli fuori porta.


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