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Vacanza sociale Falanthra Nova Siri…un successo!

Puglia

Vacanza sociale Falanthra – Il punto esclamativo è dovuto al fatto che lo scrivente ha condiviso l’esperienza cogliendone tutti gli aspetti, emozioni, sorrisi, tenerezze, che hanno formato un forte intreccio di ricordi.

Già i ricordi…sfumati in una nebbia che ottenebra la mente dei nostri amici, non è solo dimenticare nomi, volti, esperienze, è anche purtroppo una fragilità che in alcuni casi li rende simili a dei bambini

incapaci di scendere una piccola rampa di scale o usare una posata che per loro è un oggetto misterioso.

La cronaca è un susseguirsi di perle inanellate in un insieme di volti, come quelli dei caregiver, questo è un termine riconosciuto dalla società scientifica, alla gente comune spieghiamo che identifica il parente più prossimo –

il coniuge, un figlio o una figlia che si prende cura del malato di Alzheimer, quando questo non è possibile i parenti lo affidano ad una badante, ma devo dire dalla mia esperienza che accade molto raramente.

Gli incontri terapeutici e laboratori

Il programma prende il via il primo giorno con l’incontro dei caregivers con la psicologa Claudia.

Il principale obiettivo è quello di far star bene loro che supportano i cari malati, si comincia rivolgendo il pensiero a chi ci ha lasciato, Franco, Nicola, Mario, Mercedes, volti che non dimenticheremo e che ci trasmettono una forte emozione tanto da portare alcuni a commuoversi fino alle lacrime.

La psicologa Claudia invita tutti a scrivere un pensiero su dei foglietti che vengono bruciati come se quel fumo potesse raggiungere le loro anime, un modo laico ma molto bello simile ad una preghiera.

Cosa che ancora di più da spessore al termine “famiglia “che fa parte del nome dell’associazione nei gruppi social.

 Nella seconda parte dell’incontro ci si confronta parlando del forzato isolamento nei due anni di pandemia, dell’oggi e delle prospettive a medio termine.

Si passa a disegnare durante le tre sedute, un albero della vita con i pensieri che vengono al momento. Alla fine ognuno si porterà un pezzo dell’albero.

I nostri amici colpiti dal male sono stati impegnati il primo giorno con giochi di memoria, gli altri due con passeggiate nel verde soffermandoci ad osservare le foglie, i fiori 

nella speranza di risvegliare in loro qualche ricordo, utilizzando la vista, l’olfatto e il tatto.

Tutto questo contribuisce a creare serenità e buon umore, tanto che Anna in un piccolo momento di lucidità esclama, “è stata una bella serata”.

Il pomeriggio successivo, durante una passeggiata sulla spiaggia un volontario musicista ha cantato canzoni popolari che i nostri malati hanno seguito anche solo emettendo sussurri.

Questa è musicoterapia che, accompagnata dallo sciabordio del mare e la meravigliosa luce del tramonto dietro le montagne del Pollino ha conquistato anche noi accompagnatori.

Vacanza normale per gente eccezionale

Il resto della vacanza si è vissuta in piena libertà fatta di momenti di convivialità e leggerezza, per far assaporare ai caregiver quella normalità negata fra le mura domestiche a causa del loro gravoso impegno.

Per dovere di cronaca non posso tralasciare i balli serali, dove anche chi è costretto in carrozzina segue il ritmo della musica.

Poi c’è Mimmo, ancora molto innamorato di sua moglie, che attraverso i passi di balli tante volte danzati insieme cerca di risvegliare in lei ricordi di una vita che la malattia ha oscurato.

Tutto si trasforma in terapia, il gioco, la musica, una risata. Il caregiver si rinfranca ed il malato sorride con l’innocenza che ricorda quella di un bambino. 

E’ necessario sottolineare che la figura dei caregivers al di là della legge 104, degli sgravi fiscali, data la pesante mole d’impegno preveda un fondo pensionistico e il riconoscimento di OSS.

 

Non è pensabile che, in caso di ricovero il caregiver sia lasciato fuori senza la possibilità di assistere il suo caro.

Arrivato il momento del rientro in città, in corriera c’è voglia di cantare

Mimmo è un jukebox vivente che soddisfa le varie richieste, lui è un caregiver impegnato col suo amore a tempo pieno.

Lo scrivente ritorna con la mente a quella nube dei primi momenti, torna con il pensiero  a chi non c’è più  ed ha netta la sensazione che fra quelle voci che intonano canzoni ci siano anche le voci di Franco, Nicola, Mercedes e Mario.

Sono loro o i nostri pensieri? Non  importa, questa vacanza sociale di Falantrha Alzheimer, la seconda o la terza che sia, è la migliore risposta, è Alzheimer Più.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


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