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Vescovi di Puglia: ancora vietate le processioni

Puglia

di Claudio Gentile

Le processioni e le altre manifestazioni pubbliche della pietà popolare continueranno ad essere vietate nella regione Puglia. A comunicarlo il segretario della Conferenza Episcopale Pugliese Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.

Il presule cerignolano, nel comunicato diffuso pochi giorni fa, ha informato che la decisione è stata presa da tutti i vescovi pugliesi dopo una rapida consultazione tra loro.

Una simile determinazione è stata presa anche dai vescovi campani.

Teoricamente le norme emanate dal governo non vietano le processioni, venendo richieste solo l’uso delle mascherine ed il distanziamento. La stessa Conferenza Episcopale Italiana lo ha ricordato lo scorso 29 luglio in una lettera inviata a tutti i vescovi e comunità cristiane, lasciando però la decisione finale ai singoli vescovi anche in base alle realtà locali, soprattutto sanitarie.  “Sin dal giugno 2020 – scrive la CEI -, molte Diocesi e Parrocchie italiane hanno organizzato le processioni, adottando sia la modalità “tradizionale”, aperta ai fedeli che possono seguire tutto il percorso, sia una modalità “a stazioni”, in cui solo un piccolo gruppo (composto da sacerdoti, ministri ed eventualmente membri di confraternite) percorre il tragitto, mentre i fedeli partecipano ad alcuni tratti dell’itinerario in chiesa o all’aperto. Per via della varietà di tradizioni e di prassi, non è possibile fornire indicazioni valide e puntuali per tutte le Chiese locali. Il confronto con le istituzioni (anche in relazione alla sanità locale) e il buon senso, come già avvenuto nei mesi precedenti in altre occasioni, restano criteri imprescindibili con cui affrontare le varie questioni”.

I Vescovi pugliesi, prima di decidere sul da farsi, hanno preso contatti con i Prefetti delle varie province, i quali hanno “mostrato le loro perplessità nel concedere i dovuti permessi”.

“Sappiamo bene – scrivono i vescovi – che le processioni, nella nostra regione, sono molto partecipate e seguite da coloro che sostano numerosi lungo le strade creando assembramenti e quindi possibili contagi”. Alla luce di ciò e “del diffondersi della ‘variante Delta’ in molti luoghi” si rimane fermi nella decisione già presa lo scorso anno di “non effettuare processioni in tutte le diocesi”.


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