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Vienna Covid, in Austria da domani lockdown per i non vaccinati

Mondo

Intanto in Germania si pensa di ripristinare lo smart working, oltre 50mila casi in 24 ore.

Esercito mobilita fino a 12mila soldati

Scatta domani in Austria il lockdown per le persone non vaccinate contro il Covid.

E’ quanto è stato deciso in un incontro tra il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg ed  i governatori delle regioni.  Secondo l’agenzia di stampa austriaca Apa, il lockdown riguarderà circa 2 milioni di persone in un Paese che conta 8,9 milioni di abitanti. Non si applicherà a bambini al di sotto dei 12 anni perché non possono ancora vaccinarsi.

Inizialmente il lockdown durerà 10 giorni e alla polizia è stato chiesto di controllare le persone in giro per accertarsi che siano vaccinate, ha riferito Schallenberg. Le autorità sono preoccupate che lo staff degli ospedali non sarà più in grado di gestire il crescente afflusso di pazienti Covid 19.

“È nostro compito come governo dell’Austria proteggere le persone”, ha dichiarato il cancelliere Alexander Schallenberg, parlando con i giornalisti a Vienna. “Quindi abbiamo deciso che a partire da lunedì ci sarà un lockdown per i non vaccinati”, ha aggiunto.

“L’Austria ha un tasso di vaccinazione vergognosamente basso, la situazione pandemica è grave e non stiamo facendo questo passo alla leggera ma purtroppo è necessario”, ha detto il cancelliere Alexander Schallenberg (OeVP) nell’annunciare il lockdown per persone non vaccinate a partire dalla mezzanotte su tutto il territorio austriaco. 

“La situazione è grave – ha detto Schallenberg durante la conferenza stampa in cui ha confermato l’attesa restrizione – Non decidiamo questa misura a cuor leggero, ma purtroppo è necessario”. In Austria, ad aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino è il 65% della popolazione, inferiore rispetto alla media europea (67%) ma soprattutto rispetto a Italia, Francia e Spagna. Sono previsti controlli a campione. Il governo prevede di valutare la situazione e l’effetto della chiusura entro 10 giorni, come ha precisato il ministro della Salute Wolfgang Muckstein, prima di fare appello ai recalcitranti di farsi vaccinare quanto prima.

Nella sola giornata di ieri, si sono registrati oltre 13 mila nuovi casi nel Paese che ha in tutto 9,8 milioni di abitanti.  La Germania pensa di tornare allo smart working.

La Germania si sta preparando a ripristinare lo smart working, per far fronte ad una nuova ondata dell’epidemia di Covid.

La misura era stata revocata all’inizio di luglio. È quanto emerge da progetto di legge secondo cui i datori di lavoro dovrebbero consentire il lavoro a domicilio in assenza di un “motivo economico convincente” per recarsi in ufficio. In quel caso, inoltre, sarebbe richiesto un certificato di vaccinazione o di guarigione dal virus, o un test negativo.

Di eventuali nuove misure restrittive si discuterà giovedì in una riunione tra Stato e Lander, prima del passaggio in parlamento. 

Infezioni e decessi sono aumentati vertiginosamente da metà ottobre, in una quarta ondata attribuita al tasso di vaccinazione relativamente basso della Germania, intorno al 67%. Con 289 casi ogni 100.000 persone, oggi l’incidenza ha raggiunto un nuovo massimo, secondo l’agenzia sanitaria del Robert Koch Institute. In vista di un “vertice sul Covid” dei leader federali e regionali giovedì, sono in discussione nuove misure per frenare l’aumento delle infezioni.

I presidenti dei tre cosiddetti partiti del semaforo, Spd, Verdi e Fdp, vogliono inasprire nuovamente la legislazione sul Covid e si stanno discutendo anche restrizioni per le persone non vaccinate, secondo quanto riferisce Handelsblatt. “L’ondata in arrivo metterà in ombra tutte quelle precedenti”, ha detto al settimanale tedesco Bild am Sonntag il premier dello stato della Sassonia, Michael Kretschmer, la cui regione è attualmente tra le più colpite.

rainews.it


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