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Voto ai 18enni per il senato, approvata la legge

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A Palazzo Madama e’ stata approvata definitivamente la legge costituzionale che prevede il voto anche per il Senato ai 18enni. Entrera’ in vigore tra tre mesi perche’ e’ mancato il quorum dei due terzi, ma potra’ valere dalle prossime elezioni politiche coinvolgendo 4 milioni di giovani, tra i 18 e i 24 anni, che acquisteranno l’elettorato attivo.

Si’ definitivo alla riforma dell’articolo 58 della Costituzione: anche i diciottenni potranno votare per eleggere i senatori. Palazzo Madama, con 178 voti favorevoli, 15 contrari e 30 astenuti, ha approvato oggi in via definitiva la riscrittura della norma costituzionale, che riservava questa facolta’ a chi aveva compiuto 25 anni di eta’. Dalle prossime elezioni, dunque, circa 4 milioni di giovani elettori potranno votare anche per il Senato. Ma per la promulgazione dovranno passare tre mesi, durante i quali potra’ essere richiesto il referendum confermativo: il 9 giugno scorso, infatti, la Camera ha approvato il ddl senza raggiungere il quorum dei due terzi. La modifica, dice il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca’. “allinea l’Italia agli altri Paesi europei. Il voto di oggi – sottolinea – testimonia anche che il metodo delle riforme puntuali, che ha gia’ portato alla riduzione del numero dei parlamentari lo scorso settembre, non solo e’ efficace ma e’ anche utile ad approvare le riforme necessarie con larga maggioranza”. 

La riforma e’ stata votata da tutti i partiti, a eccezione di Forza Italia che si e’ astenuta. “Abbiamo grande rispetto per i giovani ma anche per la serieta’”, ha spiegato in Aula Lucio Malan, evidenziando che dopo la riduzione dei parlamentari, “avremo un senatore ogni 233 mila elettori e ora con il voto ai diciottenni uno ogni 260mila. I giovani avranno cosi’ molto meno potere nella scelta dei loro rappresentanti”. Lega e FdI hanno votato a favore. Fratelli d’Italia, con Achille Totaro, ha ribadito in particolare la necessita’ di arrivare all’elezione diretta del Capo dello Stato e di consentire ai piu’ giovani di poter essere eletti anche per il Senato. Anche per Italia viva la riforma varata questa mattina e’ “parziale”. “Avremmo preferito, come tra l’altro propose Renzi nel 2016, modificare l’elettorato passivo equiparandolo a quello della Camera e consentire l’elezione ai venticinquenni permettendo una partecipazione diretta per condizionare il Parlamento dal punto di vista generazionale”, afferma Daniela Sbrollini. Nel Partito democratico, Stefano Ceccanti ricorda che grazie a questa modifica “diventa praticamente impossibile che le Camere nascano con maggioranze diverse”, mentre Simona Malpezzi, capogruppo a Palazzo Madama, sottolinea che con il si’ “diciamo ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni che la politica ha bisogno di loro e della loro capacita’ di scegliere”. Soddisfatto anche Dario Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato: “Da oggi 4 milioni di giovani non sono piu’ cittadini di serie B: escono da una condizione di minorita’ civile e acquisiscono diritti politici pieni”, dice il parlamentare dem. Il Movimento 5 stelle definisce il voto odierno una “importantissima conquista democratica” che elimina “un anacronistico limite al diritto di elettorato attivo per l’elezione del Senato, tra i piu’ alti presenti nelle democrazie europee. E’ soprattutto sui giovani – afferma Vincenzo Santangelo senatore e componente del direttivo M5s – che avranno effetti le decisioni politiche che oggi il Parlamento e’ chiamato a prendere, pertanto e’ loro diritto determinarne l’indirizzo politico ed essere pienamente rappresentati in entrambi i rami dello stesso”.


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