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Dall’inizio della guerra, sono già 3.840 i cittadini ucraini entrati in Italia

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Lo rende noto il Viminale: 1.890 donne, 570 uomini e 1.380 minori. Il ministero ha inviato una circolare ai prefetti e indicato le linee guida per l’accoglienza.

Stefano Barricelli

 

© BEATA ZAWRZEL / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP – Ucraina, il dramma dei profughi

AGI – L’Italia è impegnata per accogliere i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Sono già 3.840 i cittadini ucraini entrati in Italia dall’inizio dell’invasione russa, 1.890 donne, 570 uomini e 1.380 minori, ha reso noto il Viminale che in una circolare ai prefetti ha indicato le linee guida per l’accoglienza.

In particolare, è prevista la tutela delle persone vulnerabili con il ricorso alle procedure di affidamento in via di urgenza, la possibilità di affidare ai Comuni l’accoglienza con risorse del Viminale e il coinvolgimento delle istituzioni locali e degli uffici consolari.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha avuto un lungo colloquio telefonico con il collega ucraino, Denys Monastyrskiy, al quale ha manifestato “la solidarietà dell’intero governo per le sofferenze che sta patendo il popolo ucraino a causa della guerra”, assicurando “il massimo impegno delle autorità italiane per accogliere ed assistere i profughi in fuga dalle aree del conflitto che, sempre più numerosi, stanno raggiungendo con ogni mezzo anche l’Italia”.

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© BEATA ZAWRZEL / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Ucraina, il dramma dei profughi

Nella circolare inviata ai prefetti dal capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno vengono fornite alcune indicazioni operative. La circolare ricorda che il decreto-legge del 28 febbraio ha disposto l’incremento di circa 5 mila posti, da attivare nell’ambito della rete dei Centri temporanei di accoglienza (Cas).

Per le stesse finalità di accoglienza ha autorizzato l’attivazione di 3 mila posti del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), ha esteso ai profughi ucraini la riserva di posti (complessivamente 5 mila) del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) già prevista e finanziata per i cittadini afghani evacuati la scorsa estate e, infine, ha stabilito che, a decorrere dall’inizio del conflitto, i profughi ucraini possono accedere alle strutture di prima accoglienza ed al Sistema di accoglienza e integrazione “anche se non in possesso della qualità di richiedente protezione internazionale o degli altri titoli previsti dalla normativa vigente per l’accesso”.

Dal punto di vista operativo, la circolare sottolinea la particolare urgenza di assicurare la disponibilità di soluzioni di accoglienza che tengano conto della peculiarità dei cittadini in ingresso (prevalentemente donne e bambini), avvalendosi anche della possibilità di fare ricorso alle procedure di affidamento in via di urgenza.

Inoltre, richiama la possibilità di sottoscrivere accordi di collaborazione con i Comuni al fine di affidare ai Comuni stessi la gestione dell’accoglienza, con oneri a carico del Viminale. La circolare, infine, evidenzia l’importanza del coinvolgimento delle istituzioni locali, degli uffici consolari e dei rappresentanti locali delle comunita’ di cittadini ucraini per consentire il monitoraggio del fenomeno.

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