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Draghi da Bruxelles: nessun muro ai confini Ue

Politica

ROMA – “Questo Consiglio, immaginato come un momento di passaggio senza grandi discussioni, si è rivelato invece un Consiglio importante con discussioni approfondite e complesse”.

Così il 22 ottobre il premier Mario Draghi al termine del Consiglio Ue, l’ultimo di Angela Merkel, il 107esimo per lei nei 16 anni in cui è rimasta alla guida della Germania. Energia e migranti i nodi fondamentali affrontati dai leader, ma “è stato anche toccato – spiega Draghi – il tema dello stato di diritto in relazione alla Polonia, anche se non era all’ordine del giorno e la discussione non è stata riportata nelle Conclusioni, anche se non c’erano grandi conclusioni da riportare esplicitamente”.

“Per quanto riguarda l’energia, l’Italia ha fatto presente la necessità di intervenire immediatamente a livello europeo e devo dire che la Commissione ha preparato una buona risposta con una serie di interventi immediati” informa il premier, che aggiunge: “Sullo stoccaggio siamo stati molto decisi con l’ipotesi di cominciare a preparare da subito uno stoccaggio integrato per quanto riguarda le scorte strategiche e cominciare a fare una specie di inventario delle riserve disponibili nei vari Paesi, perché dobbiamo arrivare a un sistema di riserve nell’Unione che protegga tutti i Paesi in ugual misura, prevedendo i movimenti di mercato che non vanno esattamente in questa direzione.

Ma oltre a questo c’è bisogno di una risposta strutturale, di lungo periodo, e questa non può che esser data a livello europeo”. “Le misure proposte dalla Commissione sono di breve periodo, come gli aiuti alle famiglie, soprattutto le fasce più deboli, cosa che noi abbiamo già iniziato a fare – continua Draghi facendo riferimento ai provvedimenti presi dal governo – ma la discussione è stata anche su quanto questo rialzo dei prezzi sia strutturale o transitorio: l’ipotesi più probabile è che sia per una parte strutturale e per un’altra destinato a sparire. Ma questo episodio mostra la necessità di puntare all’autonomia strategica dell’Unione ed è su questo che la Commissione lavorerà nel periodo lungo”. “Molti di noi – afferma il presidente del Consiglio – hanno detto che la vera autonomia strategica si raggiunge nel lungo periodo soltanto non dipendendo dal gas, visto che il gas europeo è importato al 90%. Nel lungo periodo è sulla strategia delle rinnovabili che bisogna puntare”.

Sull’immigrazione, spiega Draghi, la discussione è stata lunga e articolata: “Sono molto soddisfatto su come si è conclusa la discussione su questi punti. Il testo iniziale parlava solo di movimenti secondari senza parlare di un adeguato equilibrio tra solidarietà e responsabilità, mentre il testo attuale ha introdotto esplicitamente questo concetto”.

E in merito a un’eventuale apertura dell’Ue sul finanziamento dei muri sulle frontiere esterne, Draghi menzionando il testo delle Conclusioni smentisce categoricamente, sottolineando che “la Commissione non è d’accordo e al Consiglio europeo in tanti non sono d’accordo, compresi noi”. C’è poi il caso polacco: “L’essenza sulla discussione”, sostiene il premier, è che “non ci sono alternative, le regole sono chiare: non è stata messa in discussione la legge secondaria dell’Unione come in altri casi ma la legge primaria, il Trattato. Detto questo è necessario mantenere un dialogo con la Polonia, una strada politica aperta.

Questi due aspetti debbono riconciliarsi: estrema difesa sulla chiarezza dei principi dell’Unione e grande disponibilità a continuare il dialogo politico. In questo è molto importante il linguaggio, il rispetto di posizioni che non condividiamo ma dobbiamo rispettare, così come pretendiamo il rispetto delle nostre posizioni da parte dell’interlocutore. Senza rispetto non c’è dialogo”.

A chi chiede se in Europa avesse fatto ‘rumore’ la posizione della Lega sulla Polonia, Draghi risponde che nessuno gli ha posto la domanda, e precisa: “Nessuno ha dei dubbi sul fatto che il nostro governo sia europeista, in Parlamento ho detto che chi fa parte di questo governo deve rispettare il diritto dell’Unione, deve considerare il percorso che ci ha portato all’euro un grande successo, come quello che è successo dopo, con tutti i momenti di crisi e di debolezza, un grande successo.

Quello che dobbiamo fare è riparare le debolezze di questa costruzione, non distruggere la costruzione e credo che nessuno lo voglia fare”. E, sempre parlando del Carroccio, da l premier arriva una parola definitiva su Quota 100, ricordando il suo dissenso sulla misura e rivelando che “non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità”. In merito alla revisione del Patto di Stabilità, infine, Draghi afferma: “Gli impegni che stiamo prendendo sulla vaccinazione, sulla salute, sul costruire un sistema che ci renda più preparati a future pandemie, sulla cooperazione allo sviluppo, sull’aiuto a vaccinare il resto del mondo, sulla difesa, sono impegni di una dimensione tale che andranno affrontati con delle regole di bilancio diverse: abbiamo un anno per parlarne, quindi c’è tempo per riflettere e per maturare dei punti di vista che siano realistici”.

 


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