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Finisterrae.“E’ una terra che attende, e non dice parola” (C. Pavese)

Abruzzo

Domenica 18 luglio alle ore 18.30, presso la Rotonda di San Francesco della Scarpa a  Sulmona, sarà inaugurata la mostra personale “Finisterrae” di Marco De Angelis.

L’esposizione, patrocinata del Comune di Sulmona, è a cura di Francesca Ferzoco, con la  collaborazione del Laboratorio d’arte MAW-Men Art Work. Orari di visita: ogni giorno dalle 10.00-13.00/16.30-20.00. “Finisterrae” (ai confini della terra) presenta la ricerca artistica più recente di Marco De  Angelis (2019-2021) ed un’antologia della sua produzione tra dipinti, tecniche miste ed  incisioni sul tema del confine, della soglia, della trasformazione, della necessità di  oltrepassare ed osservare altri mondi ed universi possibili.

I lavori esposti sono scelti  seguendo la tematica prediletta dell’artista, da sempre attento e sensibile scrutatore dei  concetti di “limen” e di “infinito”, nella volontà di esplorare le molteplici connessioni che  il suo lavoro attinge da una cura artigianale e dalla chiave “alchemica” della sua indagine  poetica.

Presente nell’esposizione anche un video realizzato con le musiche di Beppe  Frattaroli.

“Marco De Angelis: pittore (come decise di far scrivere nella voce “professione” della sua  carta d’identità) ma anche artigiano, poeta, alchimista. Volendo accostare un’opera pittorica al procedimento alchemico possiamo infatti rintracciare molte similitudini: la  trasformazione del più grezzo pigmento nella più trasparente velatura, il mutare dei colori impressi su una tela, la composizione studiata di una scena…ma anche la volontà di  superare sé stessi ed il proprio tempo, attraverso una ricerca costante di sapere operativo,  che si nutre della conoscenza della natura, da cui non può prescindere.

Marco riesce perfettamente in quest’opera, essendo lui un alchimista, o per meglio dire un  pittore d’altri tempi. Nel suo studio è infatti possibile rintracciare ancora i sentori  dell’antico mestiere di bottega, quando si maceravano i pigmenti nel mortaio, si  sperimentavano materiali come il nerofumo o la fuliggine, si imparava a condurre la preparazione a gesso e colla e si cuocevano frattaglie di coniglio per ricavare un buon legante da impasto.

L’intento è esplorare, illuminare, svelare l’ultimo lembo di una realtà che lascia presagire molteplici piani di osservazione, racconti, ricordi e voci mai ascoltate  di eremiti, contrabbandieri, bambini, dispersi, stranieri, migranti, superstiti e vagabondi  che camminano ai confini della Terra. La sua pittura mira a sfumare i contorni, a velare il colore, a creare dissolvenze, enigmi ed evocazioni, costruendo – o decostruendo – immagini sfocate, ma dense di sogni, malinconia, rivelazioni, poesia. In una ricerca che  non è esercizio stilistico fine a se stesso, ma ben preciso modo di condurre pensiero e  pennello: “Solve et coagula” (dissolvi e riunisci), come suggerisce un motto alchemico.

Marco dipinge con occhio volutamente sfocato una frazione dove Tempo e Spazio si annullano: tutto è accaduto, accade, ed accadrà. Coerente in questa ricerca è persino il momento in cui decide di lavorare: “La maggior  parte dei lavori nasce durante le mie veglie notturne e trance diurni. Lavoro molto nel  passaggio dalla notte al giorno, quando davvero non sono nè sveglio, nè tantomeno addormentato”.

Il mondo onirico, il sogno, è per eccellenza il luogo in cui i confini tra i  mondi si dissolvono, la porta è socchiusa e si è pronti a recepire i “messaggi”. Questa evanescenza tra piani, che potremmo per brevità definire “limen/frontiera” era nel  mondo classico di assoluta importanza: gli venivano tributati spazi sacri, festività, miti e  Dee. “I confini dell’anima non riusciresti a trovare, per quanto cammini percorrendo ogni  strada: così profonda ne è la misura”: Eraclito suggerisce quanto difficile potrebbe essere  questa ricerca.

Un confine può infatti chiudere, arginando la propria voglia di conoscenza,  o aprire, permettendo la ricerca nell’infinito. Un limite, sia esso reale o immaginario, non  lascia mai indifferenti, ci pone di fronte ad una scelta: restare sulla soglia, oppure  oltrepassarla.

Nell’andare oltre questo confine, affrontando un universo sconosciuto, nasce il viaggio poetico di Marco” Vi invitiamo quindi a “Finisterrae” per lasciare traccia emotiva e scritta del vostro  passaggio.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/4307499266009570

Youtube: https://youtu.be/DCL2r_gmNt0

Sito web dell’artista Marco De Angelis: www.lastradablu.com

Redazione Corriere Nazionale


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