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Il Card. Reinhard Marx si dimette da Arcivescovo di Monaco

Oltre Tevere

di Claudio Gentile

Con una mossa inaspettata il Cardinale Reinhard Marx, uno dei più importanti porporati europei, ha presentato le sue dimissioni al Papa da Arcivescovo di Monaco e Frisinga, con circa una decina d’anni prima del previsto. Lo ha reso noto lo stesso cardinale, pubblicando in tedesco, inglese e italiano, previa autorizzazione dello stesso pontefice, la lettera inviata al Papa lo scorso 21 maggio.

Nella lettera il cardinale asserisce di aver maturato la decisione di dimettersi un anno fa e spiega le motivazioni che lo hanno portato a questa scelta: “Sostanzialmente per me si tratta di assumersi la corresponsabilità relativa alla catastrofe dell’abuso sessuale perpetrato dai rappresentanti della Chiesa negli ultimi decenni”. Per Marx gli “ultimi dieci anni mi dimostrano costantemente che ci sono stati sia dei fallimenti a livello personale che errori amministrativi, ma anche un fallimento istituzionale e sistematico”. “Alcuni nella Chiesa non vogliono accettare questo aspetto della corresponsabilità e con esso il concorso di colpa dell’Istituzione”. Di conseguenza “assumono un atteggiamento ostile nei riguardi di qualsiasi dialogo di riforma e di rinnovamento in relazione alla crisi degli abusi sessuali”.

Secondo il suo punto di vista, “non è sufficiente assumersi la responsabilità e reagire solamente nel momento in cui, sulla base di documentazione diversa, si riescano ad individuare i singoli responsabili con i loro errori e le loro omissioni; è necessario, piuttosto, chiarire che noi in quanto vescovi assumiamo la responsabilità anche per la Chiesa nel suo insieme”. Ecco allora la decisione: le dimissioni sono la “possibilità per esprimere la mia disponibilità ad assumermi delle responsabilità” ed anche come “segnale personale per nuovi inizi, per una nuova ripartenza della Chiesa e non soltanto in Germania”.

“Mi pare – e questa è la mia impressione – di essere giunti ad un ‘punto morto’ – continua il cardinale – che, però, potrebbe diventare anche un punto di svolta secondo la mia speranza pasquale”. La strada per fare ciò potrebbe essere “unicamente quella della ‘via sinodale’, una via che davvero permette il ‘discernimento degli spiriti’”.

Nominato da Benedetto XVI nella sede capoluogo della Baviera e creato cardinale, Marx è stato anche Presidente dei Vescovi tedeschi dal 2012 al 2020, quando annunciò che non si sarebbe candidato per un nuovo mandato. È anche uno dei più stretti collaboratori di Papa Francesco, che lo ha chiamato, sin dal 2013, nel C9, il gruppo di cardinali che lo consiglia nelle scelte più importanti e nella riforma della Curia romana, e, soprattutto, a presiedere il Consiglio per l’Economia.

Per alcuni commentatori le dimissioni di Marx, non ancora accettate dal Papa, sono un missile contro Roma, in un momento in cui la Chiesa tedesca sta svolgendo un sinodo particolarmente turbolento e visto con preoccupazione dal Vaticano e dallo stesso Papa, e servirebbero proprio a “tirare la corda” a proprio favore. Un vero e proprio atto politico per spingere il Papa ad accelerare ed accettare le richieste della Chiesa tedesca su temi quali l’ordinazione sacerdotale per le donne, il celibato dei sacerdoti, il riconoscimento degli omosessuali, l’intercomunione con i protestanti, la comunione ai divorziati. E ciò viene fatto proprio da uno dei consiglieri del Papa e tra i più “moderati” vescovi tedeschi, finora ponte tra il rigorismo di Roma e le aperture tedesche.

Solo l’accettare le loro proposte, per la Chiesa in Germania, porterebbe a superare il “punto morto” in cui si trova la Chiesa. Punto di vista, però, non coincidente con la posizione non solo di molti in Vaticano (si parla di scisma strisciante), ma anche con l’episcopato di altre nazioni, USA in primis.


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