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Il W20 delle Donne a Roma

Attualità & Cronaca

di Daniela Piesco

Questo W20 è diverso da quelli precedenti perché le donne saranno al centro del summit .

Iniziamo la nostra ricognizione sulle battaglie per i diritti umani e civili delle donne negli ultimi 25 anni, cioè dalla Conferenza mondiale delle donne che si tenne a Pechino nel 1995, guardando al G20, dove l’engagement group presieduto da Linda Laura Sabbadini porterà sul tavolo dei decisori politici del G20 le istanze delle donne.

Invero se la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne rappresenta il principale testo giuridicamente vincolante sui diritti delle donne, la Piattaforma d’Azione approvata dalla Conferenza di Pechino è il testo politico più rilevante e tuttora più consultato dalle donne di tutto il mondo.

E’ a Pechino che i movimenti di tutto il mondo hanno affermato la propria pretesa di “guardare il mondo con occhi di donna” e hanno proclamato che “i diritti delle donne sono diritti umani”. Le parole chiave della conferenza, “punto di vista di genere”, “empowerment”, “mainstreaming”, sono entrate nel dibattito femminista, e anche — con risultati alterni — in quello dei governi.

L’obiettivo del W 20

È quello di avere una nuova visione . Le donne sono quella metà del mondo, che deve essere valorizzata affinché ci sia una crescita globale collettiva.

Fondamentale è il cambio del paradigma politico/sociale : da un approccio di inclusione, che di solito si riserva alle minoranze, bisogna passare a un approccio di empowerment che punti sul protagonismo femminile a tutto tondo.

Il Summit del 13-14-15 luglio a Roma, Women 20, engagement group del G20 dedicato alla parità di genere, sarà un Summit dai mille colori dove saranno presenti donne di tutte le estrazioni: donne scienziate, donne economiste, donne che lottano per i diritti della loro terra o delle loro tribù, donne che credono nel ruolo delle donne in rapporto all’ambiente e via elencando.

A presentarlo alla Camera dei deputati : Linda Laura Sabbadini, chair del W20 e direttrice Istat, Elvira Marasco, coordinator del W20, e Martina Rogato, sherpa del W20.

Ad introdurre i lavori la vicepresidente della Camera Maria Elena Spadoni che ha spiegato: “La presidenza italiana del G20 è una grande opportunità. All’interno del G20 sarà fondamentale parlare della questione femminile, del gender pay gap e della lotta agli stereotipi. Fino a quando sarà discriminato il 50% della popolazione mondiale ci saranno sempre delle perdite”.

Piuttosto continua la L.L.Sabbadini “Questo W20 avviene all’indomani della pandemia, è un W20 quindi che guarda al futuro e che non puo’ piu’ soffermarsi solo su alcune questioni fondamentali come le questioni economiche. Questo W20 dovrà affrontare ad ampio spettro la qualità della vita delle persone. Come W20 noi siamo convinte che per fare un vero e proprio balzo globale nel mondo sarà fondamentale mettere le donne al centro e alla testa di questo cambiamento.”

Le donne durante la pandemia

Le donne hanno svolto un ruolo fondamentale in tutti i Paesi, sono state il pilastro della resistenza nei confronti del virus sovraccaricandosi di cura e di lavoro retribuito con l’utilizzo esteso dello smart-working. Ma per tante si è anche trasformato in uno strumento di forte compressione sulle loro spalle ,con episodi, purtroppo non sporadici, di violenza domestica.

“Quando sento persone che cercano di trovare il lato positivo del distanziamento sociale e del lavoro da casa sottolineando che William Shakespeare e Isaac Newton realizzarono le loro opere migliori mentre l’Inghilterra era devastata dalla peste, la risposta è ovvia: nessuno dei due doveva occuparsi dei bambini”, ha scritto la giornalista britannica Helen Lewis sull’Atlantic.

Se il virus SARS-CoV-2 ha colpito tutta la società, ci sono state categorie più colpite delle altre. Le donne in particolare si sono ritrovate esposte su molteplici fronti, come quello economico, familiare e sanitario.

Il W20 si svolgerà per la prima volta in Italia

Al Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma, sarà l’occasione per portare davanti ai grandi leader del mondo le tematiche legate alla parità di genere nei vari settori della vita sociale ed economica a partire dal lavoro, alla lotta contro la violenza sulle donne, alla medicina di genere, al contributo femminile nella risoluzione dei conflitti internazionali, al ruolo delle donne nella scienza.

Ad intervenire personalità dello scenario politico italiano ed internazionale come ad esempio :

-la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, la Presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, la Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

– Il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Vice Segretario generale Onu Amina Mohammed, il Ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

-Il Ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao, il ministro del Lavoro Andrea Orlando, la Ministra del Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna.

-La Direttrice generale del Cern Fabiola Gianotti, la Presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza, la Presidente nazionale di Aidda Antonella Giachetti, la Vice Presidente della Camera Maria Edera Spadoni, la Vice Direttrice generale della Fao Maria Helena Semedo e tanti altri ospiti di spicco.

Il Summit W20 sponsorizza la mancanza di sviluppo senza una forte valorizzazione dei talenti femminili, senza libertà femminile e senza libertà anche delle stesse bambine.

Una parte del G20 sarà infatti dedicata al W20 delle bambine perchè se le bambine non sono libere dagli stereotipi di genere, dai condizionamenti culturali e dai pregiudizi non riusciranno ad essere libere nemmeno da adulte.

La crescita del contributo femminile “alla crescita del lavoro femminile – aggiunge la Chair del W20 – significherà aumento di Pil ma, come ha sottolineato anche il Fondo monetario internazionale, anche crescita della produttività, perchè piu’ aumenta la possibilità di valorizzazione di metà della popolazione, piu’ si possono selezionare meglio gli stessi talenti, piu’ i Paesi potranno andare avanti. E dopo la pandemia non possiamo non fare piu’ i conti con questo”.

“Noi ci auguriamo- conclude Linda Laura Sabbadini – che il W20 venga chiuso dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Se i Governi guidati dalla presidenza italiana faranno una dichiarazione in cui mettono al centro realmente la parità di genere, attraverso la road map, sarà un grande balzo per tutto il G20, per il progresso del mondo e non soltanto per le donne”

Chi è Linda Laura Sabbadini,chair del W20

Linda Laura Sabbadini, è direttrice centrale dell’Istat, e Chair del W20 (Women20).

Sabbadini è una pioniera degli studi e delle statistiche di genere, componente di gruppi di alto livello dell’Onu e dell’Ocse; è stata insignita dal Presidente della Repubblica come Commendatore per il ruolo di rinnovamento radicale avuto nel campo delle statistiche ufficiali sociali e di gener.

All’Istat è stata direttrice centrale delle indagini su condizioni e qualità della vita dal 2001 al 2011, direttrice del dipartimento delle statistiche sociali e ambientali dal 2011 al 2016 e di nuovo direttrice centrale dal dicembre 2019.

Ha guidato il processo di rinnovamento delle statistiche sociali e di genere, dando visibilità nelle statistiche ufficiali a categorie quali donne, giovani, bambini, disabili, migranti, poveri, senzatetto, anziani, omosessuali e a fenomeni quali la violenza contro le donne, le discriminazioni per orientamento sessuale, la povertà, il bullismo, il mobbing e la corruzione.

Nel 2015 è stata inserita nella pubblicazione sulle 100 Eccellenze Italiane.

Dal 2016 è editorialista de La Stampa, pubblicando contributi sulle disuguaglianze sociali, di genere, generazionali e territoriali.

Ha sempre combinato la sua attività scientifica con una intensa attività di cooperazione con l’associazionismo e il mondo delle ONG.

Dal 27 aprile 2020 è editorialista al quotidiano La Repubblica.

È autrice di più di 100 pubblicazioni scientifiche.

Prima ancora che esistessero raccomandazioni internazionali, ha diretto la progettazione e realizzazione della stima della violenza di genere anche nella sua parte sommersa. Per questo ha fornito un importante contributo nell’ambito del gruppo ONU alla definizione delle linee guida per la misurazione della violenza contro le donne a livello mondiale.

Sotto la sua direzione sono state definite le misure della fecondità maschile, dei ricatti sessuali sul lavoro le rinunce e le discriminazioni subite dalle donne, le difficoltà incontrate nel corso della vita, le forme di vita familiare sperimentate, le cause della denatalità.

Chi è Maria Luisa Spadoni

Una quarantenne reggiana doc, innamorata della sua terra e delle sue origini.


È diplomata al liceo scientifico e ha una laurea magistrale all’Università di Bologna in lingue e letterature straniere, indirizzo storico culturale.

Germanista, specializzata in lingue e letteratura tedesca,discute una tesi sulla figura di Papa Pio XII e il suo atteggiamento nei confronti del nazismo durante la seconda guerra mondiale.

La passione politica nasce verso i 25 anni.

“C’era qualcosa che non mi tornava: si continuava a parlare di conflitto di interessi ma nessun politico proponeva una riforma per contrastarlo, l’ambiente a parole veniva difeso ma nei fatti assistevo alla cementificazione massiccia della mia regione.”

“Le mafie si radicavano complice anche la sottovalutazione di amministratori locali che non si rendevano conto del pericolo.”

“Poi è nato il Movimento 5 Stelle che parlava di ambiente, di contrasto alla corruzione, di lotta alle mafie, di taglio dei privilegi e dei costi della politica. E mi sono sentita a casa.”

Partecipa nel 2007 al V-Day per il progetto “Parlamento Pulito”.

Nel 2009 si candida alle elezioni comunali di Reggio Emilia, ma non entra in consiglio comunale. Viene eletta nel 2013 deputata e nei 5 anni successivi fa parte della commissione affari esteri e del Consiglio D’Europa.

Viene rieletta nel 2018 e diventa Vice Presidente della Camera dei Deputati.

Da allora si occupa con grande impegno ed entusiasmo di donne, di pari opportunità, di lotta alla criminalità organizzata.

“Sono profondamente orgogliosa del mio Paese e della sua gente e farò sempre del mio meglio per far crescere e migliorare la nostra nazione, tutelando i diritti degli italiani”

Daniela Piesco Vice Direttore Radici

Membro comitato direttivo Corriere Nazionale


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