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La parola chiave è riconnessione. Intervista al candidato Sindaco Angelo Moretti

Politica

di Daniela Piesco

Credo che delimitare il campo di osservazione alla dimensione locale della politica significa analizzare, per usare le parole di Boƒgdanor (1987, 316), il «modo in cui elezioni, partecipazione politica, leadership di partito e competizione di partito al più basso livello di governo eletto si correlano con il comportamento politico e con gli esiti del processo politico».

 

In passato, le tematiche relative alla politica locale non hanno suscitato un notevole interesse fra gli studiosi di sociologia e di scienza politica, perché in Italia era largamente condivisa l’opinione secondo la quale «il potere territoriale fosse solo un potere residuale» (Allum, 1991, 18).

La politica locale, soprattutto negli anni Sessanta, è stata considerata come «bassa politica», in netta contrapposizione alla cosiddetta «politica alta», propria dei Parlamenti e dei governi nazionali (Della Porta, 1999).

C’è anche da dire che l’irrilevanza della politica locale nel nostro Paese è il frutto delle caratteristiche di un sistema politico di tipo partitocratrico, proporzionale e centralizzato.

Ciò premesso continua il mio viaggio nella politica locale beneventana(https://www.corrierenazionale.net/viaggio-nella-politica-locale-beneventana/) con Angelo Moretti 

Infatti si terranno il prossimo 3 e 4 ottobre le elezioni amministrative Benevento 2021, con la data del voto che è slittata per volontà del Governo a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Sarà di nuovo in campo Clemente Mastella, ex ministro e sindaco uscente che supportato da una serie di liste civiche proverà a ottenere un secondo mandato.

I candidati alla carica di sindaco sono oltre ai già citati Clemente Mastella e Angelo Moretti Rosetta De Stasio e Luigi Diego Perifano che ho già avuto il piacere di intervistare . (https://www.corrierenazionale.net/la-primavera-non-bussa-lei-entra-sicura-intervista-al-candidato-sindaco-luigi-diego-perifano/)

Intervista a Angelo Moretti

1)Angelo Moretti, lei è candidato Sindaco per la coalizione ArCo alle prossime elezioni comunali di Benevento del 3-4 ottobre 2021.
La sua campagna politica si chiama ORA SÌ, un concept studiato con Kapusons e AlQuadrato, leader nella comunicazione politica in Italia quasi a sottolineare il  valore temporale “dell’adesso”, “in questo momento”, agire immediatamente nel presente. 
 
Ebbene, quali sono le questioni urgenti a Benevento?
 
Se non può definirle tutte per ragioni di spazio e tempo mi parli delle più importanti.
 
Le più importanti si racchiudono in una sola parola : riconnessione. La nostra città, negli ultimi posti in classifica, e sempre più in discesa, per qualità della vita, dell’ambiente e dei servizi, deve riconnettersi al suo patrimonio naturale strepitoso, i suoi 4 fiumi che l’attraversano , le colline  che la circondano , il pregio dei suoi vigneti; deve riconnettersi al suo patrimonio storico e culturale, ai sanniti ed alla transavanguardia di Palladino, a Traiano ed alle rievocazioni della civiltà longobarda, alla storia papalina ed al suo essere una città universitaria del terzo Millennio; la città deve riconnettersi all’Europa del Green New Deal potendo gridare la sua vocazione di intelligenza green al mondo.
Per fare questo serve solo direzionare il nostro sviluppo verso una visione complessiva: economia circolare, Green economy, economia delle infrastrutture  digitali, turismo di entroterra e pedagogia urbana per le “riconnessioni” tra la città ed i cittadini. Oggi si vive uno stato di degrado e di abbandono che è sotto gli occhi di tutti e non c’è nulla da attendere se non una rivoluzione verde.
 
 
2)È notorio che Il vero valore di una campagna elettorale sia  l’incontro ma viviamo ancora  le limitazioni imposte dal distanziamento sociale.
 
Lei come sta promuovendo la sua progettazione sociale e politica?
 
Per fortuna la gente ha ripreso a fare gli incontri in piazza, non sto avendo difficoltà ad incontrare gli abitanti dei quartieri e delle contrade e ad  ascoltare dal vivo i loro disagi e le loro speranze. I nostri comizi sono sempre svolti in massima sicurezza ma sempre affollati. In due anni di preparazione, fatta attraverso la scuola politica ed i laboratori civici, abbiamo utilizzato al massimo tutte le piattaforme digitali a disposizione, sono state utilissime per animare i dibattiti della città, ora è però il momento della strada e dell’incontro Personale. 
 
 
3)Mi pare di aver capito che il fil rouge della sua visione  sia quello di una città verde, accogliente e intelligente, tanto è vero che misura Benevento in quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco.
 
Ce ne parli, ci spieghi meglio.
 
Come dicevo prima la nostra città è disconnessa dal suo patrimonio. Abbiamo una profonda disuguaglianza sull’acqua pubblica , ed è un vero paradosso rispetto ad una città fluviale. Ci sono intere aree della città prive di allaccio idrico comunale , ci sono differenze sulla qualità dell’acqua erogata : la parte bassa e più popolare della città ha un’acqua di scarsa qualità, la parte alta e più residenziale ha un’acqua di ottima qualità, e tutta la città irrora le aiuole ed i giardini con l’acqua buona! Dobbiamo assolutamente intervenire su questa disuguaglianza. La nostra aria è una delle peggiori di Italia e di Europa! Sia secondo i dati di Legambiente che secondo una indagine dell’UE svolta su 320 città medie europee. Siamo 283esimi, ma non abbiamo un distretto industriale che giustifichi questo disastro, siamo solo colpevoli di ignavia: non abbiamo mai varato un piano di efficientamento energetico, non abbiamo un piano di mobilità sostenibile e non ci sono piste ciclabili utili a ridurre la nostra urgenza prioritaria . Piuttosto il traffico eccessivo di automobili, 38 mila su 40 mila patentati, un numero esorbitante per una città così piccola e verde. Dobbiamo investire sulla mobilità dolce che è arrivata dappertutto nel mondo ( bici elettriche, risciò elettrici, monopattini) mentre per noi sembra una chimera.
La terra è In stato di abbandono progressivo , la SAU ( la superficie agricola utilizzata ) è scesa e le nostre contrade non hanno nessun piano di sviluppo. Per una città che è costituita per il 90% di contrade è un dato non da poco. E poi c’è il fuoco, che è l’energia viva dei cittadini beneventani che non si sono mai arresi, che hanno ripulito la città, che hanno fatto denunce, che hanno manifestato apertamente contro il malgoverno Mastella. Quel fuoco può far ripartire tutto e dare il via ad un nuovo percorso politico di Benevento, di stampo civico ed ecologista.
 
 
4)Altro nodo cruciale: Benevento non ha una condizione vitale sull’acqua. Essendo anche io beneventana ,mi riferisco alla esistenza di ben due fiumi che invece di costituire un vanto quasi costituiscono una vergogna perché sono avvelenati, trascurati, e per dirla tutta , puzzano.
 
Perche’  abbiamo un’acqua potabile che però non ha la stessa qualità per tutti i cittadini?
 
I fiumi sono avvelenati da tempo immemore . Per l’installazione dei depuratori è dovuto intervenire un commissario del governo , che speriamo, si facciano in tempi brevissimi. Una volta depurati dovranno tornare ad essere il nostro Fiore all’occhiello , luoghi di bellezza e di socializzazione, di apprendimento e di convivenza pacifica con la nostra magnifica fauna avicola. Una volta depurati dobbiamo capire come essere maggiormente autosufficienti in termini di potabilizzazione. Oggi viviamo nella condizione assurda di dipendere dall’acqua del Biferno, Molise. Faremo un piano idrico che ci riconnetta ai fiumi in tutti i sensi.
 
5)Cosa significa “periferia” per Benevento e per i Beneventani che vi abitano ? 
 
Periferia è la percezione di essere marginali rispetto ad un centro. Una città moderna dovrebbe essere policentrica . Le contrade non dovrebbero essere periferie ma la nostra corona , il luogo della vita rurale di qualità; i quartieri popolari e popolosi dovrebbero percepirsi quali centri strategici per la qualità della vita urbana , con servizi efficienti è interconnessioni positive; il centro storico dovrebbe essere vissuto come un patrimonio collettivo di tutta la città e non solo dei residenti e degli esercenti, perché è il cuore della nostra identità storica e culturale e va difeso e promosso da tutti e da tutto.
 
 
6)Tra le sue proposte di progettazione sociale e politica vi sono gli “Assessorati senza portafogli ai luoghi e alla riconciliazione urbana”. 
 
Cosa significano nel concreto ?
 
La città non è solo un luogo di regole giuridiche ma anche di regole di convivenza e di buon senso e non sempre ricorrere in tribunale può essere utile alla qualità della vita. Ci sono zone verdi sotto scacco da chi non raccoglie le deiezioni dei  propri cani ed anziani che hanno rinunciato di frequentare quei luoghi per via della sporcizia e della puzza; ci sono strade di contrada che sono private ma non manutenute per via di litigi atavici tra confinanti; ci sono intere aree e beni pubblici vandalizzati da orde di ragazzini; c’è un conflitto acceso ed allarmante tra la movida giovanile, gli esercenti ed i residenti del centro storico. Per tutte queste situazioni di conflitto non bastano nè le cause giudiziarie nè le ordinanze , serve tornare a parlarsi ed a cercare insieme una soluzione che sia la migliore possibile per tutti e tutto
 
 
7)Lei ha sostenuto che “Oggigiorno un Progetto di Recupero Urbano deve inserirsi in modo esplicito dentro un più generale “Progetto di Recupero Umano” “.
 
Nella sua visione quali sono le basi per una nuova capacità di progettualità collettiva della vita urbana?
 
Mettere al centro la relazione umana prima di tutto. Abbiamo visto ingenti finanziamenti, di decine di milioni di euro, andare in fumo per la vandalizzazione permanente, come la Spina Verde, il Malies, le stazioni del bikesharing, i campetti playground per bambini. Dobbiamo ripartire dal dialogo tra le persone e tra le generazioni altrimenti nessun finanziamento PNRR potrà venire a salvarci.
 
 
8)Nella sua propaganda si è spesso fatto riferimento ai metodi della non-violenza attiva di Alex Langer, di Aldo Capitini, di don Tonino Bello.
 
Potrebbe parlarcene?
 
La nonviolenza attiva è il più alto e fulgido patrimonio politico che ci ha lasciato il 900. Ma è stato subito dimenticato . La politica ecologista del terzo millennio deve partire dalle pratiche di rigenerazione urbana e rurale ispirate al dialogo nonviolento se vuole davvero trasformare gli ambienti di vita e preservare i beni comuni come l’acqua, l’aria e la terra . Dobbiamo essere capaci di far parlare tutti in una progettazione partecipata della città se vogliamo riprendere in mano un suo cammino.Invero solo con il potere politico dei rappresentanti la città è fallita in questi decenni dal punto di vista ambientale e demografico ( dieci mila abitanti in meno in venti anni)
 
 
9)Leggendo il suo manifesto lei intende neutralizzare “Il sistema clientelare basato sul “favore” che  utilizza anche le micro conflittualità come una modalità per dispensare favori ad amici e parenti, con un sistema piuttosto fondato sul dialogo costruttivo tra i cittadini”. 
 
Ebbene, è  sicuro che i Beneventani sapranno cogliere questa occasione?
 
Si, i Beneventani sono pronti da un pezzo. Ma serviva un’offerta , da troppi anni i sistemi politici hanno fatto offerte politiche basate sulla clientela , condizionando la domanda. Ora che abbiamo cambiato l’offerta i Beneventani potranno finalmente scegliere e sapranno farlo.
 
 
10)Vorrei concludere con il suo motto “ll futuro arriva sempre più velocemente”.
 Possiamo volgerlo a nostro vantaggio oppure esserne travolti….
 
Il futuro è già qui e si chiama Agenda 2030 dell’ONU e Green New Deal dell’Europa.Benevento può essere la prima della classe oppure continuare ad investire in mega-parcheggi e centri commerciali e rimanere una periferia anonima dal mondo. Noi lottiamo per la prima opzione 

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