fbpx

Le nuove vie della fisica delle particelle

Scienza & Tecnologia

Pubblicato da:

alle ore: 10:18

A dieci anni dalla scoperta del bosone di Higgs, nuovi interrogativi scuotono la comunità scientifica: si tratta di artefatti o di indicazioni dell’esistenza di nuove particelle e nuove forze? Preoccupazioni ma anche euforia nel campo della fisica delle particelle,  la branca (sperimentale e teorica) della fisica moderna che studia i costituenti e le interazioni fondamentali della materia e della radiazione.

Ci risiamo. E non solo. All’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN), vicino a Ginevra (Svizzera), nei tubi sotterranei di 27 chilometri di circonferenza, le particelle sono tornate da aprile nell’acceleratore circolare LHC per scontrarsi e, si spera, svelare nuovi segreti ai fisici. Ma l’atmosfera è meno armoniosa rispetto a qualche anno fa, quando si sperava in una scoperta importante, che finalmente si è concretizzata nel luglio 2012. Nel mezzo delle tante collisioni, l’ultima particella mancante, il bosone di Higgs o Brout-Englert-Higgs, secondo i  nomi completi dei suoi precursori, in quel momento si è effettivamente palesata.

E in base alle ipotesi di ricerca degli scienziati, dopo l’Higgs, era attesa la scoperta di altre nuove particelle, previste dalla cosiddetta teoria supersimmetrica o SUSY, che avrebbe potuto risolvere una serie di questioni fondamentali. Ma è stata una delusione, dopo l’Higgs, nulla di ciò quanto previsto da SUSY, quindi nessuna particella leggera che avrebbe potuto costituire la materia oscura, la sostanza sconosciuta necessaria per la coesione delle galassie. E grandi domande restano insolute, in base alle intenzioni degli addetti, la sperimentazione deve tornare al centro dello sviluppo fisica.

Da qui sono stati intrapresi esperimenti differenti: è tornato prepotentemente in scena l’LHC. Ci sono, soprattutto, già diversi risultati promettenti, al CERN o altrove. In un caso, si tratta di una particella più pesante del previsto. In un altro, è una particella con una rotazione anomala. In un terzo caso, conflitti fra particelle simili. Il fatto di riscontrare casi singolari è di per sé buona notizia:  queste piccole deviazioni, queste piccole anomalie possono far pensare ai fisici che il modello, che finora ha funzionato così bene, debba essere riconsiderato. Da sempre così si apre la via a nuove conquiste della scienza.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

Facebook
Twitter
Instagram
YouTube