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Nasce la Super League del calcio. Tre le italiane

Sport & Motori

di Claudio Gentile

 

Dodici tra le maggiori società europee di calcio hanno contestualmente comunicato la fondazione di una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dagli stessi Club Fondatori.

Hanno aderito all’iniziativa in qualità di Club Fondatore le italiane Juventus, Milan e Inter, le inglesi Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham Hotspur e le spagnole Atlético Madrid, Barcellona e Real Madrid. È previsto che alle dodici società si aggiungano altri tre club prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile.

Nel comunicato le società di calcio affermano che si sono posti l’obiettivo di migliorare la qualità e l’intensità delle attuali competizioni europee nel corso di ogni stagione e di creare un formato che consenta ai top club e ai loro giocatori di affrontarsi regolarmente. La diretta conseguenza sarà la possibilità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l’intera piramide calcistica.

La Super League, già finanziata con 6 miliardi di euro dalla J.P. Morgan, così come pensata dai dirigenti delle società fondatrici e similmente alla NBA americana, prevede partite infrasettimanali tra i club partecipanti al torneo che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali. Dall’inizio di agosto di ogni anno i club partecipanti, suddivisi in due gironi da dieci squadre, giocheranno sia in casa che in trasferta. Le prime tre classificate di ogni girone si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale, le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale. 20 i club partecipanti, di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente.

Dopo l’avvio della competizione maschile, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva Lega femminile, per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile.

Le società si impegnano a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, più alti di quelli generati dall’attuale competizione europea, che cresceranno in linea con i ricavi della Lega. Questi contributi si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il periodo iniziale di impegno dei club.

I Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum di 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia di Covid-19.

E mentre la francese Paris Saint German e le tedesche Borussia Dortmund e Bayer di Monaco si sfilano dall’iniziativa, durissime le reazioni che sono arrivate dalla UEFA, dalla FIFA e dalle Federazioni nazionali, che minacciano di sanzionare i club scissionisti con l’esclusione da tutte le competizioni europee e dai propri campionati, nonché con la mancata convocazione dei giocatori nelle loro Nazionali.

Tantissime anche le prese di posizione, a favore o contro dell’iniziativa che rischia di ferire mortalmente la Champions League, sia nel mondo del sport, sia delle istituzioni, tra le quali quelle dei premier inglese Boris Johnson e italiano Mario Draghi e del Presidente francese Macron, che ha definito il progetto “sbagliato”.

Sapremo nei prossimi mesi se l’iniziativa prenderà il via realmente così come pensata o è un modo per costringere le Federazioni a sedersi a tavolino e concedere più fondi alle squadre più seguite al mondo e che permettono a tutto il calcio europeo di autofinanziarsi.


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