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 Testo ispirato da una tribuna televisiva andata in onda qualche giorno fa

Arte, Cultura & Società

L’Opinione di Roberto Chiavarini

In molte circostanze, “certi Uomini d’oggi”, risultano essere così poco inclini all’equilibrio, all’equidistanza, all’assunzione delle responsabilità e alla serietà intellettuale…

Tanto da attribuire ai loro “avversari”, “colpe” palesemente inesistenti definendole, artatamente, “gravi” ed “inaudite”, in una sorta di interpretazione oratoria da Pubblici Accusatori.

Diversamente, nell’avvicendamento del contraddittorio con la controparte, quando sono gli “avversari” a denunciare le “colpe” evidenti, provate ed incontestabili, perpetrate dagli “amici” di “certi Uomini d’oggi”, questi ultimi, come consumati istrioni, cambiano repentinamente l’abito di scens.

Pronti come sono a giustificare, ostinatamente e ostentatamente, la loro parte amica, a sostegno e a difesa della quale, sono pronti a ridimensionare i “toni” e ad assumere il “piglio sacrale”, attraverso una “dizione teatrale” ritmata e compassata (simile a quella che usa il Parroco in Chiesa per il sermone domenicale).

In modo tale da risultare estremamente credibili presso il pubblico che li osserva e li ascolta in quella inqualificabile esibizione.

“Certi Uomini d’oggi”, infine, tra “acuti” e “bassi”, si completano con una sapiente mimica gestuale delle loro mani (come fa il Direttore d’Orchestra quando agita la bacchetta in aria, disegnando segmenti apparentemente incomprensibili) al solo fine di distrarre e condizionare la percezione dello spettatore.

Orientandolo verso una sorta di “partita doppia” che, dalla conseguente contabilità del “dare e avere”, in un modo o nell’altro, giunga, comunque, al risultato finale “voluto”.

Ovvero, ad una “insana” quanto mistificata e confusa compensazione delle vicendevoli accuse e discolpe, messe in atto dalle parti, senza vinti e senza vincitori.

Qui, mi torna alla mente, Alessandro Manzoni, quando, lo scrittore milanese, poco meno di 200 anni addietro, così descriveva le inequivoche attitudini di “certi uomini” di ieri: “…a saper ben maneggiar le gride, nessuno è reo e nessuno è innocente”.

Insomma, tra ieri e oggi, “certi Uomini”, non sono cambiati per nulla.

Roberto Chiavarini

Opinionista di Arte e Politica


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