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Tutto quello che c’è da sapere sulla notte degli Oscar

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Non c’è solo Paolo Sorrentino a sostenere le speranze italiane. Oltre al regista napoletano, l’attenzione si concentra anche su Enrico Casarosa, che ha diretto il film d’animazione “Luca”, e Massimo Cantini Parrini, in gara per i costumi di “Cyrano”

© ANGELA WEISS / AFP

È la notte degli Oscar. Partiamo dalle informazioni di base: come fare per vederla e a che ora mettersi davanti al televisore. Innanzitutto preparatevi a fare notatta, perché la cerimonia – preceduta dall’immancabile red carpet – inizierà nelle prime ore di lunedì 28 marzo per concludersi intorno alle 6 del mattino.

Dove vederla

La notte degli Oscar 2022 sarà trasmessa dalle 00.15 su Sky Cinema Oscar (canale 303 di Sky), su Sky Uno, in streaming su NOW e in chiaro su TV8. La conduzione è affidata all’ormai collaudatissimo Francesco Castelnuovo insieme al “Cinemaniaco” Gianni Canova e la giornalista di Sky TG24 Francesca Baraghini e tra gli ospiti della serata ci sono Costantino della Gherardesca, Lillo&Greg, Claudia Gerini e due attori in rappresentanza del cast del film italiano nominato come miglior film internazionale “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino: Enzo Decaro e Massimiliano Gallo.

Se pensate di non riuscire a reggere (al sonno), la Notte degli Oscar sarà riproposta integralmente lunedì 28 marzo su Sky Cinema Oscar nel pomeriggio, mentre in prima serata l’appuntamento con “Il meglio della Notte degli Oscar® 2022” sarà dalle 21.15 su Sky Cinema Oscar e Sky Uno, disponibile anche on demand su Sky e NOW e in chiaro su TV8 sempre il 28 marzo alle 23.45.

Non solo Sorrentino

Non solo Paolo Sorrentino. Oltre al regista napoletano, l’attenzione dell’Italia si concentra su altri due candidati all’Oscar: Enrico Casarosa, che ha diretto il film d’animazione “Luca”, e Massimo Cantini Parrini, in gara per i costumi di “Cyrano”.

Casarosa, genovese di nascita ma newyorkese di adozione, ha iniziato la carriera disegnando tavole per alcune serie tv di Disney Channel, ed è poi passato nella squadra di disegnatori di “Cars-Motori ruggenti”, “Ratatouille” e “Up”, Oscar come miglior film di animazione rispettivamente nel 2008 e nel 2010.

Un suo precedente cortometraggio di animazione, “La luna”, era stato candidato alla statuetta nel 2012. “Luca” racconta l’estate del 1959 di un gruppo di ragazzini alle Cinque Terre: protagonisti Luca Paguro e Alberto Scorfano, due giovani mostri marini in grado di assumere sembianze umane che decidono di passare le loro vacanze insieme agli umani. “Luca” è stato prodotto da Pixar e Disney, ed è la prima volta che i due colossi di Hollywood hanno ambientato un loro film in Italia.

Massimo Cantini Parrini, fiorentino, ha ereditato la passione per i costumi dalla nonna sarta. Dopo la laurea in Cultura e Stilismo della moda, grazie a una borsa di studio si è trasferito a Roma per lavorare al Centro Sperimentale di Cinematografia. Allievo del maestro Piero Tosi, Cantini Parrini ha lavorato nelle sartorie dello spettacolo più prestigiose: dalla Tirelli a quella di Gabriella Pescucci, Oscar nel 1994 per i costumi di “L’età dell’innocenza” diretto da Martin Scorsese.

Cantini Parrini era già stato candidato l’anno scorso per il “Pinocchio” di Matteo Garrone. Oltre alla nomination per l’Oscar, “Cyrano” ne ha ottenuta una ai BAFTA 2022, i premi riconosciuti dall’accademia britannica del cinema. “Stavolta la sfida – ha rivelato lo stilista in un’intervista alla Cnn – era raccontare con i costumi una storia parallela a quella del film, che tra l’altro è una versione rinnovata di un classico della letteratura”.

Gli abiti di “Cyrano”, pensato dal regista Joe Wright come un musical con una colonna sonora rock, rievocano l’epoca della narrazione ma al tempo stesso consentono agli attori di muoversi e ballare. E sono belli da vedere come un quadro.

Chi sono i favoriti

Quest’anno l’accoppiata degli Oscar per il miglior attore e la migliore attrice protagonisti potrebbe essere un affare di famiglia, a patto che Will Smith e Jessica Chastain lo permettano. Nella lista dei nominati ci sono Javier Bardem per “A proposito dei Ricardo”, biopic sulla vita privata di Desi Arnaz e Lucille Ball, la coppia protagonista negli anni Cinquanta della sit-com “Lucy e io”, e la moglie, Penelope Cruz, per “Madri parallele”, storia incentrata su maternità intrecciate a relazioni complesse, diretta da Pedro Almodovar.

In corsa per l’Oscar ci sono anche Benedict Cumberbatch, cowboy crepuscolare in “Il potere del cane”; Andrew Garfield, che veste i panni del compositore di Broadway Jonathan Larson nell’adattamento cinematografico del suo musical “Tick, Tick Boom!” e Will Smith, il vero grande favorito, nei panni di padre-padrone delle sorelle Venus e Serena Williams in “Una famiglia vincente – King Richard”.

Conclude la super cinquina Denzel Washington, protagonista di un “Macbeth” girato come un’opera teatrale da Joel Coen. Sul fronte femminile, le altre quattro attrici in gara con Penelope Cruz sono la grande favorita Jessica Chastain, per il suo straordinario ruolo in “Gli occhi di Tammy Faye”, in cui impersona Tammy Faye Bakker, la telepredicatrice americana che conquistò l’America insieme al marito Jim, prima che la coppia fosse travolta da una serie di scandali; Olivia Colman, al centro di una complessa relazione madre-figlia in “La figlia oscura”; Nicole Kidman, nei panni di Lucille Ball in “A proposito dei Ricardo”, e Kristen Stewart, che interpreta Lady D in “Spencer”, ricostruzione dei giorni in cui Diana Spencer decise di divorziare dal Principe Carlo.

Chi sarà a condurre

Dopo aver rinunciato, negli ultimi tre anni, ad affidare la notte degli Oscar a un solo conduttore “guida”, Hollywood punta di nuovo su una conduzione di forte impatto della serata, ma non monocratica. La scelta è ricaduta su tre attrici comiche molto amate dal pubblico americano: Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes.

La speranza è far tornare a crescere gli indici di ascolto, sempre più bassi, puntando sulle gag irriverenti di un trio di donne molto esperte. Schumer ha condotto gli Mtv Movie Awards nel 2015, Hall ha presentato i Bet Awards nel 2019, mentre Sykes i Glaad Media Awards 2018.

Hollywood si aspetta che le tre conduttrici rompano gli schemi, creino qualcosa di virale, otto anni dopo il celebre selfie di Ellen DeGeneres con un gruppo di star, tra cui Bradley Cooper – che scattò la foto – Brad Pitt, Meryl Streep, Julia Roberts e, sullo sfondo, prima che gli scandali sessuali lo travolgessero, Kevin Spacey. La foto, messa su Twitter dalla conduttrice, venne ritwittato quasi tre milioni di volte. “Se solo il braccio di Bradley fosse stato più lungo – aveva commentato DeGeneres – Miglior foto di sempre”.

Chi può rovinare la festa a Sorrentino

Paolo Sorrentino ci spera, il suo “È stata la mano di Dio” ha ricevuto critiche positive negli Stati Uniti, ed è stato accolto bene negli eventi americani, tappa necessaria per conquistare attenzione in una manifestazione in cui i giurati non vedono tutti i film in gara nelle varie categorie.

Ma come Miglior film internazionale il favorito resta “Drive My Car”, del giapponese Ryusuke Hamaguchi, in corsa anche come miglior pellicola in assoluto, con il sogno di emulare un altro film asiatico, “Parasite”, che due anni fa dominò la notte di Hollywood. Il film, ispirato a un racconto di Haruki Murakami, narra la storia di un regista che supera il trauma della morte della moglie, innamorandosi della sua giovane autista.

“Drive My Car” ha ottenuto quattro nomination, è stato premiato al Festival di Cannes, ai Golden Globes e agli oscar britannici Bafta. Completano la cinquina finale il danese “Flee” di Jonas Poher Rasmussen; “Lunana: il villaggio alla fine del mondo” del giovane regista indiano Pawo Choyning Dorji e “La persona peggiore del mondo”, film norvegese ma diretto dal danese Joachim Trier.

I già trombati

Nella grande notte degli Oscar ci saranno vincitori e sconfitti. Ma a ventiquattr’ore dall’inizio della 94 edizione, in programma domani sera al Dolby Theatre di Hollywood, ci sono grandi personaggi che risultano già sconfitti: sono gli esclusi dalle nomination annunciate l’8 febbraio.

Tra loro, anche se può apparire un paradosso, è il regista Denis Villeneuve, il cui film, “Dune”, con dieci nomination e’ il secondo per potenziali Oscar dietro “Il potere del cane”, che e’ in corsa in dodici categorie: “Dune” e’ presente tra i miglior film, sceneggiatura non originale, sonoro, effetti visivi, fotografia, montaggio, scenografia, costumi, trucco e acconciature, colonna sonora originale, ma non per la regia.

Grande delusione per Lady Gaga, magnifica interprete di “House of Gucci”, ma anche per la cantante americana Jennifer Hudson (“Respect”), l’attrice irlandese Caitriona Mary Balfe (“Belfast”) e la norvegese Renate Reinsve per “La persona peggiore del mondo”.

Il ritorno dei cowboy

“Il potere del cane” contro tutti: è questa, secondo gli scommettitori, la sfida per il miglior film alla 94esima notte degli Oscar, in programma domani al Dolby Theatre di Hollywood. Il film prodotto da Netflix, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, vede protagonista un grande Benedict Cumberbatch.

La trasposizione cinematografica del romanzo “Il potere del cane” di Thomas Savage, pubblicato nel 1967, narra la storia di un allevatore, Phil Burbank, che incute paura e rispetto. Phil sembra immune all’amore, fino a quando il fratello non porta la nuova moglie, e il figlio di lei, a vivere nel ranch. Il film ha ricevuto dodici nomination, tra cui quello di miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista e miglior scenografia.

Se il film dovesse vincere, per la regista neozelandese Jane Campion sarebbe il secondo Oscar, dopo quello ottenuto – per la miglior sceneggiatura originale – per il leggendario “Lezioni di piano” del ’94. Sarebbe anche il secondo anno consecutivo in cui vincerebbe una donna, dopo Chloe’ Zoe con “Nomadland”.

A contendere il premio altri nove film, due in più rispetto all’edizione 2021. Molto quotato anche “Belfast” di Kenneth Branagh; “I segni del cuore” di Sian Heder; “Don’t Look Up” di Adam McKay; “Dune” di Denis Villeneuve; “Una famiglia vincente – King Richard” di Reinaldo Marcus Green; “West Side Story” di Steven Spielberg; “La Fiera delle illusioni” di Guillermo del Toro e “Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson.

 

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