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Un grande Bari in Coppa Italia espugna Verona con quattro gol

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E dopo il calcio di luglio giocato tra la Val di Sangro e la Ciociaria che conta meno di un due di coppe a briscola, ecco quello di agosto che conta come un quattro di bastoni, sempre a briscola, sebbene si tratti di una partita vera con una posta in palio precisa dove di certo non ci si reca in gita.

L’asticella, stasera, si è decisamente alzata dopo la gara di Salerno però mai come oggi era importante capire determinate cose. Del resto se il mega-super Palermo City e chi più ne ha più ne metta ne becca tre e l’altrettanto super-mega-boom Como ne becca cinque, ci sarà un perché. Tra l’altro le avversarie sono di serie A, mica del comprensorio della Val di Sangro. Però le indicazioni, si, quelle sono da tener presenti e sono importanti, perché servono a capire dove migliorare, quali sono le lacune, cosa manca, dove occorre lavorare, insomma, tutte indicazioni che emergono da gare del genere. E quella di oggi ha fornito molte indicazioni, decisamente tutte positive, non v’è dubbio, ma sia ben inteso che il campionato sarà un’altra musica.

Oggi si è incontrata una squadra lontana dalla forma migliore, arrugginita, macchinosa, farraginosa che ha faticato molto per avere la meglio sul Bari che, invece, ha dominato letteralmente la partita tranne che nei primi venti minuti del primo tempo.

Non si può tacere, tuttavia, sul fatto che a seguire le gesta biancorosse c’erano circa 500 tifosi baresi, segno di un amore incondizionato verso la squadra nonostante qualche mal di pancia di troppo. E’ la solita tifoseria barese senza equilibrio capace di macinare chilometri per una insignificante gara di Coppa Italia ma di far rumore sul web per le presunte incognite della società. Nulla di nuovo, insomma. A Bari funziona così.

Turnover doveva essere e turnover è stato. Mignani, infatti, confermando Caprile in porta (era nell’aria) e considerato l’infortunio subito in fase di rifinitura a Vicari, ha mandato in campo l’inossidabile Di Cesare con Terranova (da dieci la loro partita), sugli esterni confermati Pucino e Ricci, a sorpresa a centrocampo fuori Maiello con Maita al suo posto e dentro Benedetti (ottima la sua gara) con Folorunsho, mentre avanti a Botta ha schierato Cheddira e Cangiano.

Primo tempo interessante nonostante i ritmi blandi dovuti al caldo e alle gambe ancora un po’ imballate, col Verona che per i primi venti minuti ha provato a fare la partita pur senza rendersi mai pericoloso ma che però, a sorpresa, ha trovato il gol con Lasagna, poi è uscito il Bari che ha tenuto bene il campo e che dapprima ha pareggiato con Folorunsho, e poi ha insistito e ha siglato persino il vantaggio con un gran gol di Cheddira confezionato tra Botta, Benedetti e, appunto, Cheddira. Ma non è finito qui il Bari perché ci ha provato anche con Ricci su contropiede, ma il suo tiro è stato parato con difficoltà da Montipo, e soprattutto con Maita allo scadere del tempo con un insidioso rasoterra sul quale ancora Montipo gli ha detto di no. Da segnalare l’opportunità occorsa sui pedi di Henry che ha letteralmente sparato il suo tiro su Caprile che si è immolato sventando il gol.

Nel secondo tempo sono emersi i primi vagiti di un grande Bari che ha letteralmente dominato il campo. Cheddira ha sbagliato il terzo gol al primo minuto ma subito dopo Caprile ha salvato il gol del pareggio con una parata pazzesca.

Il Bari ha insistito, non si è perso d’animo e l’arbitro ha concesso un rigore per un netto atterramento di Maita che si era addentrato pericolosamente in area avversaria, rigore perfetto realizzato da Cheddira che ha portato a tre il vantaggio sul Verona.

Henry ha, poi, beccato il palo dopo una ennesima provvidenziale mano di Caprile che gli ha negato il gol.

Allora il Verona ha provato a premere sull’acceleratore ma in modo assolutamente sterile tanto da fare davvero il solletico alla difesa barese sempre pronta a ribattere senza alcuna sbavatura.

La gara si è messa bene, ad un certo punto, per l’espulsione di Faraoni e la strada per i biancorossi è si è fatta in discesa.

Il Bari non ha indietreggiato come in genere avrebbe fatto chiunque, anzi, ha continuato ad attaccare fino a segnare il quarto gol con il solito Cheddira. Poi ancora e sempre Bari che ha cercato il quinto gol ma sarebbe stato troppo anche se meritato. E’ che il Verona, stasera, non è riuscito ad infilare due passaggi di fila, e non sa nemmeno lui come abbia fatto a far gol nel primo tempo, davvero, questa la verità.

Sicuramente il Bari ha fatto una super gara ma anche il Verona ci ha messo del suo dimostrando di essere ancora troppo pontano da una degna condizione.

Una vittoria che fa bene al morale, che fa crescere l’autostima ai ragazzi ma che non deve far esaltare l’ambiente più di tanto e soprattutto non deve far perdere la bussola del mercato da parte di Polito perché la musica in campionato sarà diversa, a cominciare da Parma dove le note di Giuseppe Verdi suoneranno senza sosta al “Tardini” ed il Bari dovrà farsi trovare pronto possibilmente con qualche giocatore in più che, al di là della vittoria di oggi, serve necessariamente. Ma Polito sa il fatto suo, del resto Benedetti e Caprile, oggi tra i migliori in campo, li ha scelti e voluti lui, e sicuramente farà di tutto per risolvere la questione.

Massimo Longo

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