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Un triangolo della gelosia nel giallo della donna scomparsa a Trieste

Attualità & Cronaca

Un triangolo della gelosia nel giallo della donna scomparsa a Trieste.

Un marito che respinge indignato i sospetti, una moglie apparentemente serena ma forse intimamente irrequieta e un arzillo 83enne amico della donna che invita a scavare nell’esistenza della coppia.

Se non nascondesse una potenziale tragedia, il giallo della scomparsa di una donna di 63 anni a Trieste potrebbe essere la trama di un giallo con protagonisti un piccolo gruppo di anziani. Un triangolo, per l’esattezza, con un marito che respinge indignato i sospetti, una moglie apparentemente serena ma forse intimamente irrequieta e un arzillo 83enne amico della donna che invita a scavare nell’esistenza della coppia.

La storia è iniziata da quasi 20 giorni, per l’esattenza il 14 dicembre, quando si perdono le tracce di Liliana Resinovich, pensionata di 63 anni, ex dipendente della Regione Friuli Venezia Giulia, uscita di casa per non farvi più ritorno.

Pochi giorni fa una persona avrebbe rivelato agli inquirenti di aver visto la donna, proprio mentre usciva dalla sua abitazione nel popoloso quartiere San Giovanni, dove Liliana Resinovich vive con il marito, Sebastiano Visintin, fotografo in pensione.

Dopo che sono scattate le ricerche, alcuni giorni dopo la scomparsa, gli agenti della Squadra mobile che conducono le indagini, hanno trovato nell’abitazione sia la borsa di Liliana che i due telefoni cellulari e il portafogli.

L’area verde dietro l’abitazione della donna è stata perlustrata due volte dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco e dagli operatori del Soccorso alpino, il 24 e il 29 dicembre scorsi, ma senza esito.

Quella del testimone oculare sarebbe la seconda segnalazione in possesso degli investigatori e inquirenti e Sebastiani Visintin ha deciso di intervenire in prima persona per reagire ai sospetti che qualcuno cerca di far addensare intorno a lui. “Quel giorno io sono uscito da casa alle 8 meno un quarto e poi sono andato a fare delle consegne e i telefonini hanno registrato tutto”.

Parla dall’esterno della sua abitazione e lo fa ha rispondendo indirettamente all’uomo che quella mattina attendeva la sua consorte: un 82enne che frequentava da qualche mese.

Visintin nega però che, nonostante questa amicizia, ci fossero problemi con sua moglie. “Con che coraggio con quali prove questo signore afferma una cosa del genere?” dice, “Io e mia moglie vi posso assicurare non abbiamo mai litigato, mai. Che la Polizia, la magistratura e chi si occupa di questa vicenda, guardi le telefonate. Io voglio sapere cosa si sono detti mia moglie e questo signore con cui lei da quattro mesi si frequenta”.  Sembra che la donna avesse anche un conto corrente a lei intestato di una cifra che supera i 50 mila euro.

L’82enne amico di Liliana Resinovich – intervistato da ‘Il Piccolo’ – ha però un’opinione diversa dal rapporto della donna con il marito. “No – dice – non era quel rapporto idilliaco che lui descrive. Lei si lamentava di lui. Non mi ha mai parlato di maltrattamenti, ma di sudditanza, forse era succube. Credo fosse al limite della sopportazione e sull’orlo di lasciarlo”. 

AGI – Agenzia Italia

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

 


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