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Una calda estate politica

Elezioni 2022

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Una riflessione di Igor Belansky costituisce la premessa per un’intervista ad Antonino Magistro, leader del Popolo d’Italia. Lo sfondo è quello di un’Italia che sta vivendo una calda estate politica in vista delle elezioni legislative che si svolgeranno il prossimo 25 settembre. Ancor prima dell’inizio della campagna elettorale ufficiale, in queste più che mai torride giornate si sta già svolgendo una campagna di “riscaldamento”, che predice l’atmosfera del prossimo mese. Come di rito, i partiti hanno iniziato, sin da adesso, a “impugnare le loro armi” e hanno dato vita a uno scambio di accuse e contro-accuse, senza mai pagarne il fio, mettendo in scena pura e scellerata demagogia. Ma a parte gli scontri politici e i metodi impiegati, la scommessa reale e più grande per le prossime elezioni si traduce nella capacità di costruire un vero modello di governo, capace di affrontare e superare le tempeste che scuotono il nostro paese. Occorre fare in fretta, prima che la gente non ci creda più.

La riflessione di Igor Belansky.

Il 25 settembre 2022 , come si sa, in Italia ci saranno le elezioni per il Parlamento. Credo non ci sia da stupirsi che tantissima gente non andrà a votare. Non essendoci il maggioritario è quasi impossibile che ci sia una maggioranza assoluta che sia in grado di governare. Almeno i partiti cercassero di unirsi per formare due schieramenti.

No!

Il panorama è abbastanza frastagliato. Ho l’impressione, spero di sbagliarmi, che non ci sarà una maggioranza stabile che possa andare al governo. Ma, credo, tornando al fatto che molti non andranno a votare, che fanno così perché non si sentono rappresentati dai partiti che si presentano.”

L’intervista ad Antonino Magistro.

D: Magistro, non credi che il nostro Belansky esprima nella sua riflessione tutta la disillusione degli elettori, quindi il rischio che l’astensionismo imperversi?
R: Già! Questo preoccupa noi del Popolo d’Italia. E’ bene che la gente vada a votare. C’è una intera classe di politici da mandare a casa, per via di tutto quello che ha fatto contro il popolo italiano.
D: Quale sarà il tuo impegno in questi mesi roventi?
R: Ventre a terra. Ebbene, se dovesse proprio essere necessario, io sarò in giro a raccogliere le firme fino a fine agosto e anche a Ferragosto. Sappiate che è stata una scelta sciagurata del regime che in agosto si scegliesse di fare, invece delle vacanze, la raccolta delle firme per poter presentatore le liste, poi selezionare i candidati. I simboli sono stati già presentati oggi, anche domani ci sarà tempo.
D: Non temi che ci sarà la solita accozzaglia di simboli, liste e candidati?
R: Bisogna considerare bene la questione. Anche questa volta, il vero problema è che i simboli sono già tanti, troppi. C’è però ora una differenza. Molti sono stati costretti a presentarsi separatamente, quindi con minori possibilità concrete di successo, perché la data elettorale sembra quasi essere stata anticipata ad arte. In pratica, non ci hanno dato proprio il tempo di formare una grande forza unitaria delle sigle del dissenso, come auspicavamo per presentarci tutti insieme per una comune battaglia. Ma devo dire che noi non siamo stati scottati, addirittura siamo riusciti a stringere un accordo che dovrebbe permetterci di non raccogliere le firme.
D: Buona notizia per voi, ma in politica fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Vedi, ad esempio, la pantomima tra Calenda e Letta…
R: Dal canto nostro, noi siamo persone serie. Mi auguro che le sigle con cui correremo non abbiano soltanto avuto la compiacenza e l’accortezza di stare insieme per un mero interesse elettoralistico, ma la vera intenzione di coalizzarsi per combattere l’avversario comune e quindi creare uno schieramento alternativo. Auspichiamo che lo sforzo condiviso porti in Parlamento i nostri candidati. Noi abbiamo aderito a un accordo elettorale con una forza che già era presente nel 2018, questa è stata in sostanza la soluzione per evitare la raccolta delle firme. Inoltre, abbiamo indicato una trentina di candidati del Popolo d’Italia, liberi e forti, che si presenteranno nei collegi di varie regioni.
D: Se il vostro raggruppamento otterrà una buona affermazione, quale sarà il compito dei vostri rappresentanti, una volta eletti? Sono vaccinati dalla malattia del cambio di casacca?
R: Il loro compito sarà quello di portare avanti il nostro movimento. Spero che questo possa essere il nostro contributo a un nuovo modo di intendere la politica, per le riforme da attuare del paese. Soprattutto, il modo di fare giungere una ventata di novità e di pulizia, un risveglio morale all’interno delle istituzioni. Dalle elezioni del 25 settembre ci auguriamo che esca una forte presenza di opposizione, alternativa ai governi che hanno in forma deleteria finora guidato il paese, ai partiti che hanno sostenuto questi governi.
D: E se invece le urne non vi premieranno?
R: Noi confidiamo in un buon risultato a partire da quelle che saranno le scelte degli italiani. Tuttavia, qualunque sia il risultato delle urne, per il 27 settembre ho deciso di indire un tavolo delle istituzioni, con tutte le sigle del dissenso e tutti i partiti i movimenti che sono dissociati da questo sistema. Per ridare il dovuto slancio alle istituzioni occorre riunirci per dialogare, per discutere sulle cose che ci uniscono, che sono molto di più delle cose che ci separano. Ripeto, questo è fondamentale, a prescindere dall’esito di queste elezioni.

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