Venezuela, elicottero polizia attacca corte suprema di Caracas

VIDEOMANIFESTO DELL’AGENTE:POPOLO-MILIARI UNITI CONTRO MADURO

Un elicottero della polizia ha attaccato le sedi del Ministero dell’Interno e della Corte suprema a Caracas, sparando e lanciando granate. L’agente responsabile del gesto ha anche pubblicato sui social un video-manifesto in cui chiama all’unione tra militari e popolo contro Maduro, che grida a un golpe orchestrato dalla Cia.

Si aggrava la crisi politica in Venezuela: un elicottero della polizia scientifica ha sorvolato a Caracas la Corte Suprema, fatta segno di almeno 4 granate; il ministero dell’Interno ha rivelato che sono stati sparati almeno 15 colpi d’arma da fuoco contro il dicastero. Sulla tv di Stato, il presidente Nicolas Maduro ha confermato l’attacco, definendolo un attentato terroristico e accusando la “destra estremista” di aver sferrato una “offensiva insurrezionale”. Di conseguenza, il presidente ha mobilitato l’esercito, blindando la capitale. Mentre alcuni carri armati percorrevano le strade di Caracas e circondavano palazzo Miraflore, sede della presidenza, un gruppo di soldati e’ entrato nel parlamento e si e’ scontrato con deputati e senatori. Il 54enne successore di Hugo Chavez, da tre mesi alle prese con proteste e scontri di piazza nei quali hanno perso la vita almeno 80 persone, ha detto che alla guida dell’elicottero c’era un agente dissidente dell’intelligence che e’ riuscito a fuggire e che e’ ora ricercato dalle forze speciali del governo. Tra i responsabili ha anche indicato un agente della Brigata azioni speciali (Bae), Oscar Rodriguez, che ha collegato con Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia, accusato di essere “in contatto con la Cia”. Sui social media sono rimbalzate le immagini dell’agente che pilotava l’elicottero, a volto scoperto, mentre un altro uomo mascherato sventolava uno striscione con la scritta “350 Libertad”, riferendosi all’articolo della Costituzione che consente ai cittadini disobbedienza civile rispetto “ad ogni regime che nega le garanzie democratiche e mina i diritti umani”.

“Questo attacco poteva causare una tragedia con decine di morti e feriti”, ha denunciato Maduro. Poche ore prima, il presidente aveva lanciato un monito, dichiarandosi pronto a mobilitare l’esercito contro “le forze anti-democratiche”, per difendere la “rivoluzione bolivariana” di Chavez. Maduro, che accusa i manifestanti di essere terroristi appoggiati dagli Usa, nel suo intervento di ieri si e’ rivolto direttamente al presidente americano. “Presidente Donald Trump ascolta”, ha detto, “la responsabilita’ e’ tua: ferma la follia della violenta ala destra venezuelana”. L’uomo che pilotava l’elicottero e’ Oscar Perez . In un video postato sui social media, ha esortato alla lotta per costringere Maduro alle dimissioni. “Venezuelani, cari fratelli, vi parliamo a nome dello stato – ha spiegato – siamo una coalizione di militari, polizia e civili alla ricerca di un equilibrio contro questo governo criminale, transitorio. Abbiamo due scelte – ha avvertito Perez – essere giudicati domani dalle nostre coscienze e dal popolo o iniziare oggi a liberarci da questo governo corrotto”. Perez ha spiegato di non avere alcuna affiliazione politica. Poi, in un secondo video, ha mostrato un nastro viola stretto sul suo braccio sinistro, dichiarando lealta’ a “alla verita’ e a Cristo”. La Corte Suprema e’ nel mirino dell’opposizione per le sue sentenze volte ad accrescere il potere di Maduro e limitare quello del parlamento controllato dall’opposizione. Intanto Il Tribunale supremo di giustizia ha respinto un ricorso presentato dal procuratore generale Luisa Ortega Diaz contro l’Assemblea costituente convocata da Maduro e ha stabilito il trasferimento di tutte le facolta’ e i poteri della Procura all’Ombudsman nazionale Tarek William Saab, uno chiavista di ferro.

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