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Raduno del clan Ninivaggi a Boscosauro alla scoperta delle radici

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Giovanni Mercadante

A chi non  è mai venuto in mente  di fare ricerche sull’origine della propria famiglia, attraverso fonti archivistiche documentali? Certamente a molti. Le fonti documentali vanno ricercate negli archivi di Stato,  delle fondazioni, negli archivi privati e soprattutto presso le chiese e/o le cattedrali che conservano documenti molto antichi. La genealogia quindi è la disciplina che si occupa di accertare e di  mettere insieme le date  di nascita, di morte, i gradi di parentela tra i vari soggetti, aggiungendo dove possibile anche i mestieri, i  titoli di studio e/o nobiliari, ed eventuali nomignoli di identificazione.

Pietro Ninivaggi, imprenditore agricolo 

Certamente ce saranno tanti che coltivano questa passione. In questo caso vogliamo  parlare di Pietro Ninivaggi, imprenditore agricolo, volto molto noto nella comunità altamurana, tra l’altro ideatore insieme ai figli Rosa e Gianfranco del progetto Boscosauro, l’area naturalistica in via Bari, dove sono stati installati 25 esemplari di dinosauri tutti ad altezza naturale. Esempio di grande imprenditoria che sta riscuotendo un ottimo successo di pubblico.

Pietro Ninivaggi è autore del libro dal titolo “Ninivaggi, origini di una stirpe”/Grafiche Paternoster/Matera/2000. Certamente non è andato alla ricerca di un titolo nobiliare e lo dice subito, per evitare malintesi. Piuttosto, la sua indagine era mirata a conoscere l’origine del cognome e il capostipite.

E’ stata una dura prova di tenacia e di perseveranza. Nel suo racconto, quasi un romanzo per le difficoltà della ricerca dei documenti sparsi tra Napoli e il nostro circondario, ha dimostrato che ci è riuscito, beccando un documento “principe” trovato nella corrispondenza tra l’arciprete Mons. Francesco Rossi e la Regina Giovanna D’Aragona, in cui il prelato faceva voti presso la regina affinché un certo cavaliere spagnolo Pedro Hernandez, alias Ninjo Vagué, (venuto ad Altamura nel 1494 al seguito  del feudatario Federico D’Aragona) riconoscesse il figlio avuto con una donna altamurana di nome Giovanna.

Supplica, purtroppo, non accolta, perché in un’altra corrispondenza la regina comunica che detto cavaliere aveva perso la vita cadendo in battaglia a Melfi. La giovane altamurana battezzò il bambino col nome di Vito, storpiando il cognome in Niniovagio.


Foto della famiglia Ninivaggi

L’autore confortato da questo risultato ha continuato le ricerche per vedere fin dove si era estesa la stirpe, passando in rassegna i secoli successivi;  allunga le sue ricerche anche in America. La storia risulta appassionata per l’impegno profuso dal novello ricercatore/scrittore, in quanto insieme alle ricerche, affianca anche la narrazione delle vicende storiche della città di Altamura.

Sotto questo aspetto ha dimostrato una certa linearità temporale e spaziale, annodando tutti i fili dalla data del progenitore 1496 al 1860, continuando fino ai giorni nostri.

Domenica 24 settembre Pietro Ninivaggi ha riunito a Boscosauro tutti famigliari discendenti da questo ceppo e partendo da una data ancora più certa, ha voluto stringere il campo d’azione alla sua famiglia, in cui appaiono i nomi dei suoi avi partendo  dal 1880 con la coppia Ninivaggi-Olivieri.

Insomma, è riuscito a ricostruire un albero genealogico in cui sono riportati i figli più recenti, giungendo alla 10. Generazione, ricevendo il plauso di tutti i partecipanti al raduno.

                                               Pietro Ninivaggi che illustra l’albero genealogico Ninivaggi-Olivieri

 

 

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