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I porti chiudono ma sempre più italiani aprono le loro case

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Ottavia Spaggiari

Picco di adesioni a Refugees Welcome Italia, l’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia dei rifugiati, che negli ultimi otto giorni ha registrato un aumento di oltre l’80% nelle iscrizioni con circa 40 nuove famiglie pronte ad aprire le porte a chi scappa da guerre, persecuzioni e povertà

È un’altra Italia quella raccontata dai dati di Refugees Welcome. L’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia dei rifugiati negli ultimi otto giorni ha registrato un aumento di oltre l’80% nelle iscrizioni alla piattaforma. «È come se avessimo assistito ad un’esplosione della società civile. Tra le motivazioni per cui decidono di fare questo passo, molti riportano il bisogno di attivarsi in un momento di fortissima chiusura da parte del governo», spiega Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, che oltre all’aumento delle iscrizioni ha ricevuto anche un forte incremento nella richiesta di volontariato.

Questo uno dei messaggi ricevuti dall’Associazione: «Vorremmo fare qualcosa di concreto per aiutare chi è in difficoltà. Crediamo sia giusto per chi, come noi, vive in un paese meno svantaggiato di altri e che attraversa una fase storica in cui il senso di umanità sembra essere smarrito. Speriamo davvero di poter, nel nostro piccolo, fare la differenza».

Novanta le famiglie che hanno partecipato al progetto negli ultimi due anni e mezzo. Un target misto, dalle giovani coppie, agli anziani, alle famiglie con figli. «Solitamente le convivenze durano tra i sei mesi e un anno. Qualcuna si trasforma e la persona rimane all’interno della famiglia. Certo è che in molti casi l’opportunità di essere accolti in casa rappresenta un vero e proprio momento sliding door per le persone che, in questo modo, entrano in un ricco circuito relazionale».

Foto: Refugees Welcome

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