Tutti vogliono i migranti!

La questione migranti ritenevamo che fosse confinata in una chiarissima diatriba tra le destre che si dicono preoccupate del rispetto delle regole della civile convivenza e quindi delle regole sulla immigrazione e le sinistre invece dedite all’aiuto dei bisognosi chiudendo un occhio sulla natura del bisogno e quindi sulla sua origine. Si è così per anni detto che si tratta di salvare delle persone disperse in mare affidate a gommoni malsicuri, guidati da loschi figuri interessati per danari alla tratta di persone profittando delle loro difficoltà; è l’informazione di sinistra contro cui quella di destra denunzia il disagio che si vive nelle città italiane ed europee.

La insostenibilità della situazione ha portato gli italiani a premiare i sostenitori della linea della fermezza e quindi si era pensato che fosse finita lì: abbiamo pensato che il nuovo ministro farà del suo meglio per mettere le cose a posto rimpatriando qualcuno e ammettendo qualche altro. Invece no, si scopre che esiste una deliberata volontà, assecondata dai nostri “amici” europei, di trasferire nel bel paese centinaia di migliaia di disperati. Perché? Non è ancora chiaro, ma è evidente che si è aperta una specie di guerra: i fautori dell’esodo non si sono rassegnati alla volontà dell’elettorato italiano e quindi alla nuova politica migratoria, ma sfidano apertamente le autorità italiane cercando sia di dividere i vari ministeri competenti sia di forzare direttamente la mano.

È di oggi la notizia di una corsa contro il tempo di un rimorchiatore (che sembra sia francese) determinato ad accaparrarsi un carico di aspiranti migranti già contattati dai libici, per consegnarli alla guardia costiera italiana che “non può” non portarli in Italia. Per costringere gli italiani a prendersi questi migranti! Situazione inaudita!! Che coinvolgerà l’intera convivenza europea che evidentemente non è poggiata né su una situazione di parità né di mutuo rispetto, né tanto meno di sincera collaborazione per il bene comune. E questa è una questione di pertinenza del Ministro degli Esteri. Ma questa “considerazione” che ci è riservata è la stessa che anima i rapporti economici e finanziari? Anche in questi campi l’Italia è considerata il luogo ove scaricare i problemi e le criticità?

L’opinione pubblica che rimane all’oscuro della maggior parte delle notizie e segnatamente di quelle più delicate che “non deve sapere”, come può fidarsi della informazione visibilmente faziosa e a senso unico che viene dalle istituzioni europee? L’immensa espansione della rete internet risponde proprio alla caduta di credibilità della informazione “tradizionale”; quindi la vera opinione pubblica quale è? Da che parte sta? Cosa cova sotto la cenere? La questione si sta colorando di colori ben più foschi di quelli già nerissimi cui siamo abituati.

Canio Trione

Vice Direttore Il Corriere Nazionale

www.corrierenazionale.net

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