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DL sicurezza, migliaia in piazza contro Salvini a Milano

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Collettivi politici di sinistra e anarchici, sindacati di base, centri sociali, associazioni cattoliche e laiche che si occupano di accoglienza agli immigrati. Hanno sfilato tra le 15 e le 20 mila persone per le strade di Milano per dire no al decreto Sicurezza e la chiusura del centro di accoglienza di via Corelli, destinato ad essere trasformato in centro per il rimpatrio. Tanti gli slogan e i cartelli contro il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha fortemente voluto il decreto, da “Mai più lager” a “Fermare Salvini”. Tanti anche gli striscioni, che recitavano: “Lega Salvini e lascialo legato” e “Lega ladrona. Salvini casta”.

Alla manifestazione, che ha preso il via alle 16 da piazza Piola, in zona Città Studi, ed è terminata a pochi metri da via Corelli poco prima delle 18, hanno preso parte non solo i giovani dei centri sociali e la rete di ‘Mai piu’ lager-No ai Cpr’ ma anche, con le loro bandiere, la Camera del Lavoro, Arci, Rifondazione Comunista, Cgil, Fiom, Pci, e Cobas. Molte le bandiere rosse e delle varie organizzazioni sindacali. La questione della destinazione del centro di via Corelli impegna gli esecutivi sia di centrodestra che di centrosinistra da almeno vent’anni.

I Cpt, centri di permanenza temporanea, furono infatti istituiti nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano e al tempo i Radicali e Rifondazione comunista parlarono di “strutture inumane e illegali”. Tanti gli episodi verificatisi anche nella struttura di via Corelli. Di fatto gli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno venivano rinchiusi in stato di detenzione, identificati e nel caso ce ne fossero i presupposti, espulsi dall’Italia. Le strutture poi vennero trasformate in Cie, centri di identificazione ed espulsione, ma le condizioni non cambiarono. Nel 2013 invece si è registrato un cambio di rotta con l’apertura del programma Sprar e politiche di accoglienza diffusa sul territorio. Il decreto Sicurezza, fortemente voluto da Salvini, ha segnato l’ennesimo cambio di rotta. Nel tardo pomeriggio è arrivata anche la risposta del ministro dell’Interno che sui social ha sottolineato come “anche oggi non manca il corteo anti-Salvini!”. “A Milano – ha aggiunto il vicepremier – i soliti kompagni protestano per i nuovi centri di rimpatrio degli immigrati clandestini previsti dal nostro Decreto, diventato legge. Bacioni”.

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