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Enigma insoluto la morte di Mattia Mingarelli alla vigilia di Natale

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Ad un mese dalla sua scomparsa quando il 7 dicembre scorso alle soglie delle vacanze natalizie Mattia si allontanò dalla baita in montagna dove era in vacanza, non si risolve il mistero che avvolge la sua morte

di Monica Montanaro

Mattia Mingarelli un giovane comasco di 30 anni di professione agente di commercio circa un mese fa si trovava in vacanza presso una località montana, Valmalenco, durante tale soggiorno vacanziero il giorno 7 dicembre scorso è scomparso dalla baita di montagna presa in affitto dove Mattia alloggiava temporaneamente. Diffusa la tragica notizia si era allora tempestivamente attivata la macchina dei soccorsi composta dal soccorso alpino, coadiuvato dalla protezione civile, dai carabinieri e dalle squadre cinofile, i quali congiuntamente per svariati giorni avevano avviato le ricerche scandagliando a tappeto il circondario, nonostante il lavoro zelante condotto non vi erano stati progressi nell’indagine in quanto non si era rilevata alcuna traccia di Mingarelli. Purtroppo la notizia funesta del ritrovamento del suo corpo è poi giunta ad opera dell’avvistamento di due sciatori che transitavano nella ski area dell’alpe Palù a Chiesa Valmalenco e la conseguente constatazione del suo decesso, tale rilevamento è avvenuto il 24 dicembre alla Vigilia di Natale.

Questa mattina è stato effettuato un sopralluogo nella zona teatro del terribile avvenimento da parte dei carabinieri e dell’anatomopatologo che ha eseguito l’autopsia sul corpo deceduto del ragazzo comasco, l’area passata al setaccio è il luogo del ritrovamento del cadavere di Mattia Mingarelli situato ad un altezza di 1.700 metri. L’indagine degli inquirenti è scaturita dalla convinzione che si nutrono ragionevoli dubbi sulla causa che ha condotto alla morte di Mingarelli, ovvero se trattasi di un incidente dovuto ad eventi fortuiti o ad un malore, oppure se è avvenuta ad opera di un efferato omicidio. I carabinieri e lo specialista medico devono appurare se le ferite e le fratture  riscontrate sul corpo del giovane agente di commercio possano essere riconducibili ad una caduta accidentale avvenuta da quel luogo elevato.

Gli investigatori stanno procedendo con le indagini effettuando il sequestro del rifugio luogo ospitante il soggiorno di Mattia, stanno passando in rassegna la struttura realizzando i dovuti interrogatori soprattutto nei confronti del responsabile della baita, Giorgio Del Zoppo, il quale ha visto per l’ultima volta il ragazzo vittima della ingiusta morte, per cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Mattia, dalla cui ricostruzione si evince un vuoto temporale che non si riesce a giustificare e che desta fondati sospetti.

Dall’autopsia sono emerse delle fratture visibili sulla testa di Mingarelli che possono ricondurre o ad un incidente oppure a dei colpi inferti con un corpo contundente. Inoltre gli inquirenti stanno attendendo i risultati degli esami tossicologici e dei vari reperti raccolti, tra cui un computer di cui se ne è appurata la proprietà in capo al giovane comasco, reperito nella baita dove egli alloggiava, tali riscontri serviranno a tracciare un quadro più preciso della vicenda alquanto enigmatica riguardante la morte di Mattia.

L’enigmaticità di tale evento raccapricciante si evince anche da ulteriori punti oscuri come l’incongruenza del ritrovamento del corpo di Mattia Mingarelli in un luogo già precedentemente perlustrato dalle forze inquirenti ed inoltre il dato dell’avvistamento del suo cane dal quale il giovane si separava raramente poiché sussisteva tra i due un legame forte.

Pertanto il mistero che circonda tale vicenda permane lasciando aperte varie ipotesi di indagine in seno agli investigatori.

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