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Multe illegali a Linate

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Come e perché il Comune di Milano sperpera i soldi dei cittadini

Automoto.it segue dal 2016 la vicenda delle oltre 80.000 multe comminate dai vigili di Milano a Linate (territorio di Segrate), per aver violato corsie riservate a mezzi pubblici e taxi.

Dopo la sentenza del giudice di pace del settembre scorso che condanna definitivamente il Comune di Milano, questo ha proposto un appello in cassazione.

Automoto.it dimostra come il Comune di Milano perderà ancora, citando un documento del maggio 2018 dove lo stesso vicesindaco Anna Scavuzzo ammette che tali multe sono illegali.

Sono oltre 52.000 le multe comminate nel 2016 dal Comune di Milano agli automobilisti per aver transitato nella corsia riservata a taxi e mezzi pubblici per accedere all’aeroporto di Linate.

A metà 2015 sono state installate due telecamere nella rampa di accesso all’aeroporto senza aver preventivamente segnalato con adeguata cartellonistica la modifica alla viabilità.

Ma perché sono state installate queste nuove telecamere? Forse per snellire il traffico? Per aumentare la sicurezza? O per la volontà del Comune di Milano di fare cassa? Infatti basta un minimo errore, una semplice distrazione, la riga gialla viene toccata e la multa di 80€ è assicurata.

Enrico De Vita, editorialista di Automoto.it, dal 2016 ha raccontato la vicenda in 7 articoli e oggi un nuovo importante tassello si è aggiunto a questa saga che sembra essere infinita: in una riunione alla presenza del Prefetto del 31 maggio scorso, il Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo ha ammesso che quelle multe non sono valide, ben tre mesi prima che il Comune di Milano perdesse il giudizio di secondo grado nel settembre 2018 e che successivamente proponesse appello in Cassazione.

Leggi qui l’ultimo editoriale di Enrico De Vita sulla vicenda.

PERCHE’ QUESTE MULTE SONO ILLEGALI?

Innanzitutto perché nelle multe il Comune di Milano scriveva di aver rilevato l’infrazione a Milano, ma l’aeroporto di Linate si trova nel Comune di Segrate. Inoltre dopo il primo articolo in merito di Automoto.it, nei verbali non si menziona più Milano, ma Linate come se fosse un comune, quando in realtà è una frazione di Segrate.

A ciò si aggiunge che già nel 2013 era scaduto l’accordo prefettizio tra i Comuni di Segrate e di Milano, che aveva conferito al Comune di Milano il controllo del traffico nel territorio di Segrate dove è ubicato l’aeroporto di Linate. Questo accordo era stato integrato, successivamente alla scadenza, dal direttore dell’Enac (ente nazionale aviazione civile), senza però averne nessun titolo per farlo.

LA SENTENZA DEFINITIVA (?) DEL SETTEMBRE 2018

A gennaio 2017 il giudice di Pace di Milano ha accolto il ricorso di un automobilista al quale – grazie alle nuove telecamere – erano state comminate in un solo mese 29 multe per aver attraversato la striscia gialla della corsia riservata ai taxi nei pressi dell’aeroporto di Linate. Successivamente altri automobilisti avevano fatto ricorso al Prefetto che, a sorpresa, aveva accolto la tesi presentata dalla Polizia Municipale di Milano. Uno dei multati però ha deciso di proporre ulteriore appello di secondo grado contro l’ordinanza del Prefetto e contro il Comune di Milano e il 7 settembre 2018 il giudice di pace Rossella Barbaro ha ristabilito le competenze e i poteri di polizia, di vigilanza e sanzionatori nell’aerostazione di Linate, e ha condannato definitivamente il Comune di Milano per il suo operato.

MA COSA ERA SUCCESSO A MAGGIO?

Automoto.it ha avuto accesso a documenti pubblici che vedono confermata l’illegalità di queste multe proprio dal vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo.

Il 31 maggio c’è stato un incontro tra il Prefetto e i sindaci di Milano e Segrate e 14 funzionari. Il sindaco di Segrate conferma che: “Il protocollo sottoscritto nel 2012 non è più stato rinnovato e pertanto ritiene che il Comune di Milano non abbia titolo per esercitare in via esclusiva e unilaterale il controllo del traffico. Conferma che le telecamere per il controllo delle corsie riservate insistono nel territorio comunale di Segrate e quindi il relativo servizio deve essere gestito dal suo Comune”.

Il vicesindaco di Milano ammette che: “Un agente della polizia locale di Milano, in assenza di una convenzione che sia pienamente in vigore, non avrebbe il potere di elevare sanzioni per una violazione commessa nel territorio di competenza di Segrate, con conseguente invalidità/annullabilità della medesima”.

Come finirà questa vicenda? Ci auguriamo con una condanna definitiva del Comune di Milano, come già aveva richiesto nel febbraio del 2017 con un’interrogazione parlamentare l’allora vice presidente della Camera Simone Bandelli.

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