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Cultura tecnologica: le innovazioni di cui gli italiani non possono fare a meno

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Una ricerca realizzata da eBay ha permesso di scoprire quali sono i dispositivi tecnologici che gli italiani ritengono indispensabili. La società si è basata sulla cosiddetta piramide dei bisogni, un classico della psicologia che è stato messo a punto dallo statunitense Abraham Maslow, e ha avuto l’intuizione di applicarla ai device elettronici. In pratica, la base della piramide è costituita dai bisogni fisiologici: nel momento in cui non vengono soddisfatti, si percepisce addirittura una sensazione di malessere, come quando non si mangia pur avendo fame o non si beve pur essendo assetati.

L’importanza dello smartphone

Ebbene, il protagonista della base della piramide tecnologica è il telefonino, senza il quale pare proprio che gli italiani non riescano a sopravvivere. Più o meno un nostro connazionale su due, infatti, lo ritiene una necessità primaria: in pratica, più di 25 milioni di persone che si sentirebbero perse se non potessero contare su uno smartphone nella vita di tutti i giorni. Risalendo verso la cima della piramide, ci si imbatte in bisogni che non sono inferiori, ma semplicemente risultano meno pressanti e permettono di esaudire desideri differenti. Tra questi, ci sono il desiderio di realizzare sé stessi, di raggiungere il successo, di ottenere il prestigio, di sentirsi sicuri per Maslow. I device tecnologici, invece, servono a soddisfare il bisogno di essere in compagnia o quello di divertirsi, ma anche quello di velocizzare e semplificare le incombenze della vita di tutti i giorni.

La piramide

Dalla base alla cima, troviamo gli smartphone, i computer portatili, le smart tv, gli elettrodomestici intelligenti, le console per i videogiochi, i dispositivi intelligenti e gli auricolari senza fili. Il computer, quindi, si piazza sul secondo gradino del podio, subito dopo i telefonini: una bella rivincita per un prodotto che da anni viene ritenuto sulla via del tramonto perché destinato a essere soppiantato dai device mobili. Anche nell’era delle tastiere rimovibili, degli schermi touch, dei tablet, dei phablet e di tutti gli altri ibridi che si possono trovare in commercio, il pc non solo si mantiene a galla, ma è addirittura considerato fondamentale da più di un italiano su quattro.

La rivincita della televisione 

Un discorso più o meno analogo si può applicare per la televisione, che viene considerata una fedele compagna per quasi 11 milioni di italiani. Anche in questo caso la concorrenza degli smartphone, delle tabolette e degli stessi laptop non è stata sufficiente per dare il colpo di grazia a un elettrodomestico che ancora oggi attira l’attenzione di tantissimi consumatori. Come si spiega il successo della televisione? Per trovare una risposta a questa domanda è utile ritornare per un attimo alla piramide dei bisogni di Maslow, che pone al terzo livello l’appartenenza, l’affetto e l’amicizia. Il televisore, in effetti, trasmette familiarità ed è un membro della famiglia, essendo posizionata in un contesto fisso: di conseguenza, ha un carattere rassicurante che conforta in modo particolare gli abitudinari. Per chi fosse interessato a comprare un modello nuovo, le offerte tv su Yeppon sono decisamente vantaggiose: vale la pena di darvi uno sguardo.

Gli elettrodomestici intelligenti

Anche gli elettrodomestici smart sono apprezzati dagli italiani: che si tratti di riuscire a conservare il cibo più a lungo o di fare la lavatrice in tempi più rapidi, ciò che conta è beneficiare di un livello di efficienza superiore rispetto al passato. Meno attraenti risultano, invece, i dispositivi intelligenti a controllo vocale, vale a dire gli assistenti proposti da Amazon o da Google: c’è da tener presente, comunque, che sono giunti da noi con un certo ritardo rispetto ad altre parti del pianeta. Facile prevedere, poi, che essi saranno integrati con gli elettrodomestici, e che giò assicurerà loro una centralità superiore. Per quel che riguarda gli auricolari wireless, infine, c’è poco da dire: più stilosi che effettivamente utili, di certo sono comodi ma non contribuiscono a cambiare la vita di chi li utilizza. Non soddisfano alcuna esigenza primaria, insomma. 

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