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Consip, abuso delle intercettazioni. Napolitano contro gli ‘ipocriti’

Cronaca

ORFINI, E’ UN ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA. CACCIA ALLA TALPA

‘E’ ipocrita chi lamenta l’abuso della pubblicazione delle intercettazioni’ nella vicenda Consip, perche’ il problema va avanti da anni e mai nessuno, malgrado le sollecitazioni, ha voluto ‘mettere fine a questa insopportabile violazione’: e’ l’anatema di Giorgio Napolitano. ‘Un attacco alla democrazia’, definisce il presidente del Pd Orfini gli atti pubblicati dal Fatto. ‘Ormai usano gli stessi argomenti di Berlusconi’, replica per Mdp Speranza. La procura di Roma indaga sulla ‘talpa’ che ha fornito le carte al giornalista del quotidiano, che pubblica oggi nuove rivelazioni.

“L’unico obiettivo è colpire il principale partito del Paese”. Non ha dubbi il presidente del Pd, Matteo Orfini che, in una intervista all’HuffPost in merito alle ultime intercettazioni sul caso Consip, avverte: “Siamo di fronte a un qualcosa di più profondo della gogna mediatica, qui c’è un qualcosa che riguarda il funzionamento della democrazia italiana. È un attacco alla democrazia”. Parole durissime che arrivano l’indomani della pubblicazione da parte del Fatto Quotidiano della telefonata intercorsa a marzo fra Tiziano e Matteo Renzi.

A intervenire duramente e a gamba tesa è l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Ieri sera, seguendo un dibattito in tv, c’è stata una cosa che mi ha veramente molto colpito: tutti adesso gridano contro l’abuso delle intercettazioni e l’abuso della pubblicazione, non si sa quanto fedele, dei resoconti. È un’ipocrisia paurosa perché è una questione aperta da anni e anni con sollecitazioni frequenti e molto forti da parte delle alte istituzioni”. Il suo è un duro monito alla politica che in questi anni ha fatto praticamente ‘orecchie da mercante’ e ora grida allo scandalo. Il presidente emerito della Repubblica ha con ogni probabilità in mente il processo sulla trattativa Stato-mafia e la morte del suo consigliere Loris D’Ambrosio quando afferma: “Io personalmente ho messo il dito in questa piaga e non c’è mai stata una manifestazione di volontà politica per concordare provvedimenti che avessero messo termine a questa insopportabile violazione della libertà dei cittadini, dello Stato di diritto e degli equilibri istituzionali”. E ammonisce i Dem: “Chiunque, prima di ripetere le rampogne, si chieda perché fino a oggi sono sfuggiti a qualsiasi soluzione normativa. È una vicenda che si trascina in modo intollerabile”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, seppure da uno schieramento politico opposto, la berlusconiana Daniela Santanché. “Il Pd si sta rendendo conto di cosa è in grado di fare una certa stampa: esporre alla gogna mediatica chi in quel momento è al governo, ricorrendo a qualsiasi mezzo, anche quelli illegittimi come le intercettazioni coperte da segreto istruttorio. Noi di Forza Italia – conclude – siamo da sempre convinti che sia necessaria una legge che ne vieti la pubblicazione”.

La telefonata invece non sarebbe più che la “rappresentazione teatrale di una persona che sa di esser intercettata” per il senatore del M5S Vito Crimi, secondo cui “l’unico vero complotto è quello messo in atto dalla banda renziana (Boschi, Lotti, padri, figli, ecc.) ai danni del Paese, degli imprenditori onesti e dei risparmiatori delle banche”. Non è più tenero il candidato premier in pectore del M5S. “Dalla telefonata di Matteo Renzi con il padre – dice Luigi Di Maio – viene fuori come al solito la doppia faccia di Matteo Renzi e del Pd. Hanno infettato le istituzioni con le loro menzogne”.

Intanto, la Procura di Roma fa sapere di “non aver ordinato la distruzione di alcuna intercettazione nel procedimento a carico di Tiziano Renzi e altri”. Lo precisa in una nota il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone. E aggiunge: “Peraltro l’eventuale distruzione poteva essere disposta solo dall’Ufficio che aveva disposto l’intercettazione. Come è noto le intercettazioni con i difensori sono inutilizzabili”.

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