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Per colpa di un “umorista” non abbiamo potuto sistemare i nostri bilanci

Economia e Finanza

Tra il serio e il faceto

Anni addietro, Mark Faber, analista di borsa, affarista, apolitico, ironico e imprenditore di successo con le sue idee celatamente strampalate sul futuro del capitalismo mondiale, consigliava al Governo Federale Americano di regalare, una tantum, ad ogni cittadino Americano la bellezza di 600 dollari per tentare di venire fuori dalla crisi e far girare più velocemente l’economia della nazione. Partendo dal presupposto che gli abitanti degli U.S.A. siano oltre 320.000.000 … i conti fateli pure voi e provate a moltiplicare questo numero per 600,00 $.

Condizione essenziale, asseriva Faber, era quello di far girare velocemente i dollari sul mercato nazionale. Molti Americani si chiedevano come fare ad impegnare tutta questa somma di denaro senza farlo andare fuori dai propri confini?

Semplice, sosteneva Marc Faber, basterebbe:

1-  Non acquistare prodotti tecnologici per non aiutare economicamente l’India.

2-  Non spenderli in benzina per non fare arricchire gli arabi.  

3-  Non sperperarli nell’acquisto frivolo di gadget vari, diversamente i dollari sarebbero arrivati a Taiwan.

4-  Non acquistare frutta la cui provenienza principale era l’Honduras ed il Messico.

5-  Suggeriva, anzi “vietava”, di acquistare automobili prodotte in Germania o in Giappone.

In fondo in fondo, la sua teoria, apparentemente folle, tendeva a non far andare fuori dai confini americani i dollari che la Federal Reserve avrebbe elargito loro.

La domanda di parecchi statunitensi nasceva spontanea. Con tutta questa serie di divieti come avrebbero potuto spendere questa mole di dollari?

La risposta dell’analista economico fu secca e istantanea. “Consumateli esclusivamente in “birra e prostitute”. Questa sua affermazione, per quanto potesse sembrare una follia, aveva una sua logica. Strampalata ma realizzabile!

Un economista italiano, S.Simone, umorista puntiglioso e buontempone volle ricordare al collega Marc che probabilmente non era a conoscenza che all’epoca (n.d.r. era il 2008) la birra più venduta in America era la “Budweiser” e che questo marchio, alcuni mesi prima, era stata rilevato dalla “Am. Bev.” una multinazionale Brasiliana che ne deteneva tutto il capitale sociale. Motivo per cui, i dollari spesi nel consumo della birra, volenti o nolenti, sarebbero “scappati” in gran parte in Sud America. Non restava, quindi, quale unico e vorticoso investimento economico quello di “sperperare” tutto il denaro gentilmente offerto dal Governo…con le prostitute.

L’umorista Italiano volle infierire ulteriormente ricordando allo statista americano che qualora queste “professioniste” dal mestiere più antico del mondo, si fossero arricchite in modo così veloce, avrebbero certamente provveduto a inviare buona parte dei loro guadagni ai loro figli. Cosa non farebbe una mamma per sostenere ed aiutare i propri figliuoli! Se si fosse verificata una simile situazione, gran parte dei dollari sarebbe arrivata sicuramente nella nostra nazione arricchendo, potenzialmente, il Parlamento Italiano. Fatti salvi alcuni nostri alti papaveri, pare che a Roma vi sia il più alto concentrato di “figli di… buona donna”. Riflettete gente, riflettete. Vorrei ricordarvi che, come attribuito a Niccolò Macchiavelli: il fine giustifica i mezzi.

Prima di salutarvi mi piacerebbe rammentarvi un vecchio adagio barese che la mia povera nonna ripeteva ogni piè sospinto: “… na paròle de mène…e retìrete a caste…” ( n.d.r. nella vita cerca di dire una parola in meno… e torna a casa tua…)  Con un pizzico di ironia irriverente e tanto sarcasmo potrei concludere che, se questo benedetto umorista italiano si fosse fatto i “fattacci” suoi e le cose fossero andate secondo la teoria di Faber, quasi certamente, avremmo potuto, sia pure parzialmente, risanare il nostro debito pubblico sin da qualche tempo.

Ninni di Lauro Dragone


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