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Vergogna Macron

Estero

I francesi sono ri-andati a votare. E, come previsto, Macron ha stravinto.

Non v’è nessuna notizia. E invece l’astensione è una notizia molto più preoccupante di ogni altra. Nelle precedenti elezioni i francesi sono andati a votare cercando una novità; hanno verificato che i maneggi di palazzo e la disinformazione sistematica premiano ineluttabilmente il rappresentante delle banche e quindi si sono arresi; “con questa gente non vale la pena neanche scomodarsi” e non sono andati dimostrando di non credere più in questa fondamentale istituzione della democrazia. Anche in Italia da decenni ormai la metà della popolazione non crede nel voto come strumento per garantirsi una degna rappresentanza. Questo disprezzo per il Macron appare diffuso e viscerale tanto che in occasione del secondo turno delle presidenziali (le precedenti consultazioni elettorali) in tre milioni sono andati, ma per rassegnare la scheda bianca; proprio per significare il proprio dissenso contro tutti.

Quindi, come già dichiarato su queste colonne, e come tutti i commentatori politici non hanno mancato di dire, l’opposizione francese si esprimerà fuori dalle sedi istituzionali (cioè evocano “la piazza”). Come passo indietro non c’è male; dopo secoli di costruzione faticosa e controversa della democrazia rappresentativa che doveva essere il sistema per evitare scontri fisici e violenti e delegare tutti i problemi ad una elite di persone competenti, torniamo nel giro di pochi anni allo scontro fisico in piazza; cioè alle rivoluzioni; perché una minoranza legata ai poteri forti non vuole capire che il modello di sviluppo non può essere imposto ma condiviso. Non riuscì ad imporlo l’ancien regime, né Napoleone, né de Gaulle, certamente non riuscirà questo Macron.

Pure, se fossimo in una vera democrazia, non potrebbe essere valida una elezione alla quale pochissimi sono andati a votare o, meglio, sono andati solo i fedelissimi del vincitore. Né è dignitoso accettare una investitura siffatta! Né un Presidente che governa con questo tipo di supporto è un vero Presidente. Come può impegnare la Francia sapendo di rappresentarne una porzione così piccola di elettori? E non è una specie di scippo -di cui vergognarsi- quello di avere un incarico ottenuto in questo modo?

La mente va all’esperienza italiana nella quale da decenni ormai governa gente scelta da una ancor più sparuta minoranza e priva di ogni idea di governo; producendo uno scollamento totale tra gente comune e classe dirigente.

La prospettiva ognun  la intuisce ed è nerissima. Prepariamoci!

Canio Trione


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