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Buon lavoro alle Procure. Siate coraggiose: anche la polizia può torturare

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Arrivo con qualche giorno di ritardo, ma i momenti per scrivere sono sempre più rari.

La tortura è reato anche in Italia, ci sono voluti mesi per non mettere tutti d’accordo, ma alla fine, come direbbe la mia amica di Napoli, “storti o morti” abbiamo una legge sulla tortura.

Non è  il massimo, forse non è  neanche il minimo, c’è  chi crede che piuttosto che questa legge, era meglio il vuoto normativo di prima.

Ma alla fine c’è.

Non mi soffermo sulla sua efficacia, anche perché non ho le basi giuridiche per farlo e poi l’efficacia di una legge credo si misuri sul campo

Ma comunque sono contenta: gli abusi delle divise rispondevano a dei reati anche prima, come l’abuso di potere, lesioni, abuso di mezzi di correzione. Insomma, a volerli vedere i reati c’erano.

Ma quei reati li poteva compiere un normale cittadino, come poteva compierli un poliziotto.

Ora il reato di tortura AMMETTE CHE CHI INDOSSA LA DIVISA PUO’ COMPIERE ATTI DI TORTURA, ABUSANDO DEL RUOLO CHE RICOPRE.

Prima di questa legge l’italia negava che questo potesse accadere, perché  nessuna legge regolava questi casi, come se si trattasse di eventi talmente irrilevanti, che non avevano bisogno di essere regolamentati.

La legge non sarà la migliore possibile, ma segna un cambiamento culturale, sul quale arriviamo tra gli ultimi, tra i paesi democratici…strano.

Ora, come del resto prima, sta alle Procure: avranno il coraggio di prendere in mano le denunce di chi ha subito violenze di Stato? Avranno il coraggio di fare indagini tempestive? Avranno il coraggio di sostenere l’accusa, contro quei servitori infedeli dell’Italia?

Speriamo di si…per questo gli auguro buon lavoro.

emanuela


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