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Umberto Giarletti lo storico della radio e della Filatelia Marconiana

Scienza&Tecnologia

Ninni di Lauro Dragone

Tutti sanno che Guglielmo Giovanni Maria Marconi, di padre Italiano e di madre Irlandese sia stato uno scienziato, inventorech e nel lontano 1909 sia diventato “ nobel per la fisica” ma, forse, non tutti sono a conoscenza che lo stesso sia “Cittadino onorario della Citta di Bari”.

Ammetto la mia impreparazione e per saperne di più, incontro un signore, Umberto Giarletti, che essendo un estimatore di G. Marconi, con pazienza certosina, da diversi decenni fa incetta di pezzi d’antiquariato inerenti la storia della radio. Nel tempo ha collezionato più di 1.000 pezzi tra documenti storici, filatelia & numismatica inerente l’epoca Marconiana, antiche macchine del suono, (n.d.r. nome dei vecchi giradischi) valvole a filamento e tante, tantissime radio d’epoca tutte restaurate e funzionanti. Questa collezione di valore è stata esposta e apprezzata in diverse mostre-esposizioni di caratura nazionale e internazionale. (foto testata del giornale russo)

Il nostro storico Marconiano mi spiega che adora Marconi in quanto si deve a lui lo sviluppo di un efficace sistema di comunicazione ad onde radio grazie all’uso del telegrafo. Strumento dimostratosi indispensabile nel salvare molte vite umane.

Il nostro documentarista Giarletti, che si avvale della preziosa collaborazione di sua figlia Ornella, in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla scomparsa di G. Marconi e con la partecipazione dell’ A.R.I. (Associazione Radioamatori Italiani) inaugurerà sul lungomare di Bari una mostra della radio che inizierà alle ore 18 di  venerdì 21 luglio e si protrarrà sino alle ore 22 di domenica 23 luglio p.v. Anche le Poste Italiane, nel pomeriggio del sabato, sarà presente con un servizio temporaneo per uno speciale annullo filatelico. A questo proposito trovo doveroso raccontarvi che il mister U. Giarletti, da estimatore incallito, metterà in mostra tutti i suoi francobolli inerenti la filatelia Marconiana mondiale. (foto del manifesto della manifestazione)

La mia curiosità e la sua invadente personalità non mi permettono di intervistarlo con metodo e, restando affascinato dal personaggio maniacale che parla come un fiume in piena, mi comunica tutte le sue conoscenze settoriali. Umberto G. è’ un vero affabulatore. Con aria sorniona e in piena contrapposizione epocale, ammette di aver un pessimo rapporto con il computer in quanto sentimentalmente legato ai primordi delle trasmissioni via radio. Sua figlia Ornella, giovane e carina, lo segue da anni con paziente affetto. Questa cosa mi incuriosisce non poco. Cerco di porle qualche domanda quando il papà, quasi a volerle rubare la scena, mi interrompe, spiegandomi che… “Bari ha un quartiere dedicato a Marconi… e che, questo rione, è ubicato dalle parti della Fiera del levante e più precisamente nella zona del faro. Sulla costa Barese, continua Giarletti, Guglielmo Marconi, il 3 maggio del 1904, effettuò per la prima volta e con successo una trasmissione telegrafica via etere tra Bari e Antivari (n.d.r. nome della odierna città di “Bar” nel Montenegro) dall’altra parte del mar adriatico.  Nel solo primo anno furono scambiate circa 20.000 parole. Un evento poco noto a molti ma di grande importanza per la nostra città e per la nostra Nazione. La stazione radio rimase attiva per quasi 10 anni sino a quando durante la prima guerra mondiale fu distrutta per cause non meglio identificate”.

La cultura e la preparazione nel settore di questo signore mi lascia basito. Per cercare di seguirlo nel suo logorroico racconto continuo a prendere appunti in maniera frenetica. Spero proprio che dopo questa mia maratona di scrittura veloce sia riuscito a ricostruire, in maniera esaustiva, almeno una parte di quanto abbia potuto raccontarmi. Durante il nostro incontro intervista viene continuamente interrotto da una serie di telefonate. Capisco dal tono della sua voce che si tratta di Sindaci e Assessori che da tutt’Italia lo contattano cercando di convincerlo a organizzare una mostra della radio nella propria città. Mi spiega che l’eventuale organizzazione e gli spostamenti gli porterebbe via una marea di tempo e che costerebbero molta fatica e responsabilità. Le sue preziose radio, insiste Giarletti, durante i trasporti, andrebbero curate e coccolate come vere e proprie opere d’arte o, ancor di più, come cimeli. Pertanto, pare abbia deciso di non poter accontentare più di tre/quattro comuni l’anno.

Veramente dispiaciuto per le interruzioni telefoniche, mi sorride e con garbo signorile mi saluta omaggiandomi di un rarissimo e introvabile disco 78 giri inciso su una sola facciata. Appena fuori dal suo studio mi convinco che anche di queste rarità discografiche debba averne un’altra collezione.

Ninni di Lauro Dragone


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