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Tragedia a Roma…  per mamma rondine

Cronaca

“Ritornava una rondine al tetto:/l’uccisero: cadde tra spini: / ella aveva nel becco un insetto:/la cena de’ suoi rondinini. / Ora è là, come in croce, che tende / quel verme a quel cielo lontano; / e il suo nido è nell’ombra, che attende, / che pigola sempre più piano”.

Deve essere accaduto tutto il contrario nel nido ben costruito, in un angolo sotto i portici di cemento, nel quartiere dove abito a Roma. Conservo ancora la fotografia che ho scattato appena la rondine è volata via in cerca d’insetti, la colazione de’ suoi rondinini. Si vedono chiaramente tre beccucci aperti che sporgono dal nido. C’erano ancora, i piccoli, il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Sono tornato l’altra mattina e nel nido non c’era segno di vita.

Non si vedeva nulla, né i piccoli né mamma rondine. Ho ripreso la passeggiata, e dopo  il mio buon caffè lungo, al bar, e l’immancabile bicchiere d’acqua fresca, sono tornato a vedere il nido. Nulla, assolutamente nulla. Nessuna traccia dei beccucci e neppure della rondine. Quando covava le uova, la sua codina sporgeva dal nido. Lungo il muro, di lato, poco al di sotto del nido, delle macchie rosso scuro. E mentre osservavo, cercando di darmi una spiegazione, è passato un signore con un bambino: “Vedi? E’ un nido di rondine”. Al che io: “Eh sì, ma sembra vuoto, anzi è proprio vuoto, nei giorni passati c’erano i piccoli, tre beccucci aperti si vedevano”.

La risposta: “Se li saranno mangiati le cornacchie, qui c’è pieno di pappagalli e cornacchie”. Io non so quando mamma rondine sia tornata al nido, se mentre si svolgeva la tragedia o dopo che si era consumata. Ma povera rondine. Sangue secco, forse, le macchie sul muro. Che rabbia, che rabbia. Tornando a  casa ho poi pensato che forse mamma cornacchia era alla disperata ricerca della colazione per i suoi cornacchini. E’ la legge crudele della natura. E adesso che sto scrivendo ho pensato che per fortuna la maggior parte degli uomini, anche se disperati, non vivono secondo la legge crudele della natura. Perlomeno non se li mangiano i piccoli altrui.

 Renato Pierri


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