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All’Angiulli di Bari gli auguri per «un Natale così come viene» sulle ali del gospel

Noi e la Salute

Standing ovation per Luciana Negroponte e il Jubilee gospel singers

Di Riccardo Guglielmi

Il 18 dicembre, ore 20.45, nella sala conferenze della Società Ginnastica Angiulli di Bari, il gruppo Jubilee gospel singers diretto dal maestro Mario Petrosillo  ha allietato ospiti e soci in un concerto dalle sfumature emozionanti e coinvolgenti.  

Dopo i saluti del presidente dell’Angiulli, Ruggiero Rizzitelli  e la consegna alle 2 eredi dei soci fondatori, giunte per l’occasione da Macerata, di omaggi floreali e libri ricordo, per più di un’ora i 12 elementi del gruppo canoro hanno saputo rendere unica e indimenticabile la serata creando un’atmosfera ricca di energia e coinvolgimento: il pubblico ha cantato e scandito il tempo delle musiche con il battito delle mani e con i movimenti del corpo. 

Luciana Negroponte voce leader del Jubilee gospel singers e cuore pulsante del coro, ha tradotto i testi e spiegato i brani prima che fossero cantati. Forza, vitalità e qualità della voce  “di una cantante di colore nel corpo di una donna bianca” hanno permesso di creare un fil rouge unico e speciale tra i vocalist e il pubblico. Il gospel, la cui traduzione letteraria è Vangelo, buona novella, “parola di Dio” è un genere musicale che nasce nelle comunità cristiano religiose afro americane della chiesa Metodista Battista che nel tempo si è arricchito di  basi ritmiche tipiche del blues e del rhytm and blues. Il punto di partenza sono i canti spontanei nel periodo della schiavitù nei campi di cotone americani.  

Nessuno era a conoscenza prima del concerto che la celebre Hallelujah del cantautore canadese Leonard Cohen non fosse un brano gospel, ma un inno all’incontro tra uomo e donna inteso come forte comunione di due esseri che si fondono in un’unica identità. On Happy Day non è altro che la rielaborazione in chiave pop-soul di uno spiritual settecentesco prettamente pasquale: Cristo con il suo sacrificio sulla croce  lava i peccati dell’uomo. E per finire la celebre When the Saints Go Marching In era una marcia funebre utilizzata nella  zona di New Orleans, Louisiana, dove vi era una diffusa tradizione dei  funerali jazz. Tanta è la religiosità nelle canzoni di Bono Vox degli  U2. Se prima la si intuiva dai testi profondamente spirituali, ultimamente il suo amore per Gesù e per la religione cattolica traspaiono sempre più spesso nelle interviste che il leader della rock band di volta in volta rilascia. 

Applausi da evento sportivo al termine, dopo i bis, quando Luciana Negroponte ha formulato gli  auguri natalizi. «Basta con il solito e tradizionale augurio di un Natale sereno. Dobbiamo con la stessa gioia considerare la festa della nascita del Dio fatto uomo, e di conseguenza qualsiasi momento della nostra esistenza, come una celebrazione della vita, accettando le diversità, positive e negative delle circostanze, in  buona o cattiva sorte». Una simile prospettiva rende la vita vocazione e predispone l’animo a tolleranza e maggiore fratellanza. Il respiro ci insegna cosa sia la vita: l’atto respiratorio non è altro che un’alternanza armonica di inizio, inspirazione, fine, espirazione. La vita cessa solo quando all’espirazione non segue più l’inspirazione; finiamo così di respirare.

La prosa composta di Luciana, gli arrangiamenti del maestro Petrosillo, le varietà vocali dei membri del gruppo hanno saputo rendere indimenticabile la serata. A Natale il Jubilee gospel singers eleverà le lodi al Signore e a San Pio nella Basilica di San Giovanni Rotondo.

redazione@corrierenazionale.net


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