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Futuro incerto

Politica italiana e internazionale

Sul fronte economico, nulla di veramente originale dalla parte del cittadino. Nonostante il contenimento della spesa nazionale, il deficit pubblico continua a essere sensibile e gi eventi sociali, piccoli o grandi, ci hanno richiamato a una realtà che credevamo dissipata con la Seconda Repubblica.

 L’unica certezza è rappresentata dalla nuova legge elettorale che mostrerà la sua valenza al voto di marzo. Intanto, i Partiti si muovono in modo scoordinato e le critiche hanno buon gioco sui fatti del quotidiano. Anche dopo le elezioni, i segnali d’insofferenza non mancheranno. Analizzarli tutti resterà impraticabile; anche perché continueranno a mostrare uno scollamento di rapporto tra eletti ed elettori.

Con la conclusione dell’Esecutivo Gentiloni, ogni errore di percorso, anche marginale, ha avuto un suo peso. Gli effetti più evidenti sono stati meno occupazione e difficoltà per i bilanci famigliari. Anche questo 2018, ci piaccia o no, non sarà l’anno della “ripresa”proprio perché preceduto da un quinquennio d’intrighi e di contrasti che hanno evidenziato come una certa politica possa portare alla rovina. Ora sarebbe il caso di bandire le illusioni e abbandonare tutte quelle promesse che non si potrebbero non mantenere. Il Paese ha esigenza, disperata esigenza, di sicurezze. Di democratiche situazioni per frenare l’evoluzione speculativa della realtà nazionale.

 In caso contrario, gli effetti sarebbero dannosi e non solo nella Penisola. Un nuovo Potere Legislativo ed Esecutivo possono rappresentare solo l’inizio di un moderno percorso. L’Unione Europea non accorda l’esistenza di posizioni ”ibride”. Neppure la mancanza del buon senso di governo. L’imprevedibile nell’affermare una strategia, per applicarne un’altra, non ha mai avuto qualità. Dopo il voto, la prospettiva dell’”improponibilità”potrebbe ripresentarsi. Quale Maggioranza stabile guiderà, allora, il Paese? L’interrogativo non può avere, per ora, una riflessiva risposta. Intanto, il nostro futuro resta tuttora incerto e giocato in una “campagna elettorale” tutta da interpretare. A meno di sessanta giorni dal voto.

Giorgio Brignola


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