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Speciale elezioni politiche. La saga del voto

Politica italiana

Dopo aver esaminato i contenuti operativi della legge elettorale “Rosatellum-2”, sarebbe poco utile fare riferimento alle cordate di partiti alle quali c’eravamo abituati per il passato. Tramontate le manovre d’apparentamento, la Penisola, ora, dovrà trovare i parametri indispensabili per andare oltre. I partiti, “vecchi” o“ringiovaniti”, sono destinati a un declino anche perché fagocitati dall’apparato che loro stessi hanno rinforzato.

Con la nuova Legge Elettorale, la politica potrebbe essere sostituita con un principio privo di compromessi correlati al mantenimento di un potere per chi ne è all’altezza. Insomma, più servizi al Popolo italiano e meno promesse elettorali. I “tempi” per questa svolta sono maturi. A patto che i politici di “nuova” generazione accettino la lezione del passato sistema.

Prima di tutto, ci sarebbe da rivedere la “morsa”fiscale. Sino a un imponibile (lordo) di 30.000 Euro annui il prelievo fiscale dovrebbe attestarsi al 20%. Con il riconoscimento di “bonus” per i figli minori in età scolare (sino ai 18 anni). Per redditi inferiori, nessuna trattenuta fiscale. L’evasione, quando c’è, dovrebbe essere severamente punita anche penalmente.

Il confronto Maggioranza e Opposizione, dovrebbe consentire una gestione più funzionale dell’Azienda Italia. Rappresentare le necessità del Popolo italiano potrebbe tornare uno degli scopi dei neo eletti in Parlamento. Se ci saranno le premesse per attecchire, anche un partito d’indipendenti “veraci” potrebbe fare di più con la possibilità, oggi improponibile, di rappresentare anche i non, ufficialmente, “allineati”. Persino quelli che fingono d’esserlo.

Le premesse per una “nuova arte di governare”non mancheranno. Non tanto per particolari capacità politiche, ma per necessità che è stata intesa anche da chi ci ha amministrato lo Stato sul capestro della”fiducia”. Mentre le elezioni si avvicinano, l’attuale politica nazionale è in fase finale. Ne prendiamo atto; con l’auspicio di “novità” socio/economiche degne di tale nome.

Giorgio Brignola


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